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“Una firma che fa bene”

Nelle 26.000 parrocchie del Paese i fedeli saranno invitati a ricordare che da ormai più di trent’anni la sopravvivenza economica della Chiesa è affidata a loro, in particolar modo attraverso la firma per la destinazione dell’8xmille del gettito Irpef. Se il contribuente sceglie in favore della Chiesa Cattolica, la quota a questa spettante viene versata dallo Stato alla Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.), la quale è tenuta a ripartirla e ad assegnarla per tre finalità:
– ESIGENZE DI CULTO E PASTORALE DELLA POPOLAZIONE ITALIANA
– INTERVENTI CARITATIVI IN ITALIA E NEL TERZO MONDO
– SOSTENTAMENTO DEI SACERDOTI
Chi firma per la Chiesa cattolica, permette ogni giorno di offrire solidarietà, sostegno e un futuro a migliaia di persone e famiglie in condizioni di povertà, solitudine, malattia, disagio sociale, in tutta Italia e nei Paesi più poveri del mondo.
Chi firma per la Chiesa cattolica sa che la porta è sempre aperta. Non facciamo alcuna distinzione di etnia, credo religioso, condizione sociale. Siamo la testimonianza dell’amore e della misericordia di Dio verso tutti i suoi figli.
Chi firma per la Chiesa cattolica che c’è un punto di riferimento per chi è in difficoltà. Alla concretezza delle azioni si aggiunge la presenza viva e il calore di gesti che danno conforto, speranza e coraggio per affrontare le sfide della vita.
Chi firma per la Chiesa Cattolica sa che c’è una comunità. L’energia di chi firma e di tutti gli operatori, volontari, sacerdoti e suore che ogni giorno si dedicano con entusiasmo e responsabilità all’assistenza dei bisognosi.

Come destinare l’8xmille: guida alla firma 2024

Una firma che al contribuente non costa nulla e alla quale hanno diritto tutti coloro che concorrono al gettito Irpef: chi presenta il 730, chi presenta il Modello Redditi, ma anche chi dispone solamente del Modello CU, perché possiede unicamente redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati e non è obbligato a presentare la dichiarazione. Anche questi ultimi però possono esprimere la propria preferenza per la destinazione dell’8xmille. Le modalità rimangono le stesse: vai nel riquadro denominato “Scelta per
la destinazione dell’8xmille dell’Irpef” e firma nella casella “Chiesa Cattolica”. Fai attenzione a rimanere esattamente dentro l’apposito spazio per non invalidare la tua scelta.

Come firmare – Destinazione 8Xmille

Modello 730
Per chi, oltre ai redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati, possiede altri redditi da dichiarare e/o oneri detraibili/ deducibili e non ha la partita IVA.
Modello Redditi
Per chi non sceglie il modello 730, oppure per chi è tenuto per legge a compilare questo modello.
Modello CU
Per chi è esonerato dalla dichiarazione dei redditi in quanto possiede solo redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati e non è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi. Può scaricarla dal sito:
https://www.8xmille.it/wp-content/uploads/2019/02/PF1_Scheda_scelta_8xmille.pdf
La può trovare anche in parrocchia e consegnarla direttamente al parroco o ad un suo collaboratore.

E il cinque per mille?

In tutti e tre i modelli si trova anche lo spazio per destinare il cinque per mille e due per mille. È una possibilità in più che non esclude o modifica la firma dell’8xmille. L’invito è a firmare l’8xmille come sempre e, per chi vuole, aggiungere anche la scelta del cinque per mille.
Tutte le informazioni si possono trovare sul sito:

Home Sovvenire

Guida alla firma 2024


https://www.8xmille.it/

 

I bilanci

La pubblicazione dei bilanci 8xmille rappresenta un messaggio di trasparenza per informare tutti i fedeli e i contribuenti su come sono stati utilizzati i fondi derivanti dalle firme 8xmille per l’Umbria. Nella nostra diocesi tanti i progetti realizzati ma in particolare sono stati messi in evidenza:

– i lavori di ristrutturazione della cappella della Madonna delle Grazie;
– il progetti percorsi di lavoro della Caritas diocesana;
– il progetto pluriennale per la costruzione dei pozzi in Malawi.

Puoi scaricarlo da: https://www.sovvenire-umbria.it/wp-content/uploads/2024/04/Rendiconto_Umbria_2022_web.pdf

 

 

L’arte che l’ 8xmille ci permette di custodire

Le Giornate di valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico

Dall’11 al 19 maggio si svolgerà l’edizione 2024 delle Giornate di valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico. Il tema di quest’anno è “XL Concordato. 40 anni di intese e progetti per la promozione dei Beni culturali ecclesiastici”. Le Giornate sono promosse dall’Ufficio nazionale per i Beni culturali ecclesiastici e l’Edilizia di culto della Conferenza episcopale italiana insieme ad Amei Associazione dei musei ecclesiastici italiani, Aae Associazione degli archivisti ecclesiastici e Abei Associazione dei bibliotecari ecclesiastici italiani.

L’8xmille a servizio di tutti

La revisione del Concordato e l’introduzione dell’ 8xmille , ha consentito alla Chiesa cattolica di offrire servizi di educazione, assistenza sociale, formazione professionale e promozione culturale che hanno contribuito alla crescita e al benessere della società italiana. La diocesi di Città di Castello partecipa alle giornate, con un progetto che mira a promuovere la valorizzazione del proprio patrimonio culturale ecclesiastico con particolare attenzione all’impatto positivo che l’ 8xmille ha avuto sulla crescita dei territori, sulla conservazione e valorizzazione di tali beni. L’intento è quello di contribuire alla formazione di una consapevolezza collettiva sull’importanza di partecipare attivamente alla tutela e alla valorizzazione del proprio patrimonio religioso storico e culturale.

Il progamma delle giornate

Sabato 11 maggio, Silvia Palazzi guiderà un percorso per le vie del centro storico alla scoperta di alcune chiese che hanno ricevuto il sostegno dell’ 8xmille. La partenza è fissata per le ore 16.30 dal santuario della Madonna delle Grazie, si proseguirà poi con la visita alle chiese di San Giovanni decollato e Santo Stefano. In piazza Gabriotti, il percorso farà tappa nella Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio per poi proseguire verso la chiesa di Santo Spirito, l’ultima visita prevista. Sabato 18 maggio, alle ore 15.30 e alle ore 16.30, il Museo diocesano organizza visite guidate gratuite alla sua collezione permanente. Nel progetto sono coinvolti i ragazzi del liceo tifernate “Plinio il Giovane”, che accompagneranno i gruppi. Si può partecipare prenotandosi al tel 0758854328 (solo la mattina), oppure via mail a museo@diocesidicastello.it – beniculturali@diocesidicastello.it .

Cammino sinodale: è iniziato il lavoro della Commissione interdiocesana

Entrando nel chiostro del convento francescano di Santa Maria della Pietà, a due passi dal centro storico di Umbertide, si percepisce subito che si sono dei “lavori in corso”. Non si tratta di un recupero edile o di un restauro artistico: le voci che si affiancano e di sovrappongono fanno capire che si è nel vivo di un lavoro pastorale, intenso e vivace. Per la prima volta, le due Chiese locali di Città di Castello e Gubbio sperimentano insieme un tratto del Cammino sinodale, attraverso la Commissione interdiocesana pensata dal vescovo Luciano Paolucci Bedini e lanciata con un documento dal titolo “Nella Chiesa e nel mondo siate testimoni del dono della vita e dell’amore – Per una pastorale formato famiglia”.

 

 

Paolucci Bedini: una partecipazione straordinaria

“Il lavoro è iniziato – spiega proprio don Luciano, che da quasi due anni guida le due diocesi unite in persona episcopi – e insieme affrontiamo la questione della pastorale con attenzione alla famiglia e alle famiglie in generale, con una partecipazione straordinaria di tante persone, soprattutto coppie e alcuni consacrati, sacerdoti, laici e diaconi che vengono sia dalla diocesi di Gubbio che da quella di Città di Castello”.  La ‘comunione’ tra tutti i quasi 110 componenti della Commissione sinodale inizia sui canali digitali, con i materiali preparatori di ogni incontro anticipati via email e nella chat creata per raggiungere i telefonini di ciascuno.

Chiesa: una ‘famiglia di famiglie’

“Abbiamo cominciato – aggiunge il vescovo Paolucci Bedini – approfondendo il tema della Chiesa pensata proprio come una ‘famiglia di famiglie’, a partire da quello che già viviamo nelle nostre comunità, ma anche alla ricerca di ciò che ci può aiutare a crescere su questo cammino. Si tratta del primo di quattro incontri che vivremo fino alla fine di giugno, alternando in luoghi differenti, soprattutto quattro oratori: due della diocesi di Gubbio e due della diocesi di Città di Castello”.

Nell’incontro di domenica scorsa a Umbertide, mentre i gruppi di lavoro si confrontavano sui temi pastorali riuniti nelle sale o nel chiostro di Santa Maria della Pietà, dalle finestre si scorgevano i più piccoli giocare nel giardino dei frati francescani.

Pacchioni: ripensare la pastorale con le famiglie

“È stata sicuramente un’esperienza molto importante – commenta a fine incontro Alessandro Pacchioni, referente diocesano per Castello e regionale per l’Umbria del Cammino sinodale della Chiesa italiana -, con una grande risposta perché abbiamo più di 108 iscritti al percorso che ci ha proposto il nostro Vescovo. Oggi eravamo presenti in più di una settantina. Un percorso che interessa la nostra Chiesa, soprattutto perché ci farà riflettere su quello che è il senso e il ruolo della famiglia, quindi ripensare tutta la pastorale mettendo al centro la famiglia. Sono incontri che iniziano con un momento di fraternità, perché ci si trova tutti per pranzo, con chi vuole, ed è un momento anche per conoscerci tra ‘Chiese sorelle’, che ormai da due anni camminano insieme, conoscere anche i visi, le persone, quello che facciamo e soprattutto anche confrontare le nostre esperienze, quelle che sono le nostre ricchezze, ma anche le nostre debolezze. Al momento del pranzo segue un momento di introduzione ai lavori che viene fatto dal nostro Vescovo. Poi ci dividiamo in gruppi di lavoro e utilizziamo lo stile sinodale. Cioè, ci mettiamo uno in ascolto dell’altro e cerchiamo di capire quello che lo Spirito ci suggerisce e suggerisce al percorso che le nostre Chiese dovranno fare”.

La prossime tappe del cammino

Prossimo appuntamento, domenica 19 maggio, nell’oratorio della Madonna del Latte a Città di Castello, per parlare de “La missione delle famiglie cristiane”. Domenica 9 giugno, nell’oratorio “Don Bosco” di Gubbio, incontro su “L’alleanza pastorale ordine-matrimonio”. Domenica 30 giugno, infine, l’incontro su “L’evangelizzazione in stile familiare” nell’oratorio “Ore d’oro” di Trestina.

La galleria fotografica del primo incontro

In Malawi, l’8xmille porta l’acqua potabile

L’8Xmille in Malawi

In tre villaggi del  Malawi del Sud, la Diocesi di Città di Castello, grazie all’8xmille alla Chiesa Cattolica, è riuscita a cambiare la vita di molte persone. Nei volti, negli sguardi e nei sorrisi, la gioia incontenibile che lascia spazio alla felicità di poter attingere acqua pulita, l’oro azzurro che, in questa parte di mondo, salva le vite.

Il nostro cuore esplode di gioia

Villaggio di Kamundi, distretto di Thyolo, Malawi del Sud. “Il nostro cuore esplode di gioia, Dio si è accorto di noi. I nostri figli saranno salvi dal colera e dalle malattie legate all’acqua ” dice l’anziana del villaggio facendoci venire le lacrime. Il mio grazie alla Diocesi di Città di Castello che con i fondi 8×1000 ha permesso che ciò accadesse. E a Davide Pantaleoni, un gigante della cooperazione.

Oggi è un giorno miracoloso

Villaggio di Kapyepye, distretto di Thyolo, Malawi del Sud. Per 480 famiglie è l’ultimo giorno di acqua non potabile. Da oggi, grazie alla Diocesi di Città di Castello e all’8×1000 si berrà acqua pulita. “Oggi è un giorno miracoloso. I bianchi sono scesi dal trono e si sono messi al nostro livello” (la Capo Villaggio)

Trivellato il settimo pozzo

Villaggio di Chinbalanga, distretto di Thyolo, Sud Malawi. Trivellato il settimo pozzo finanziato dalla Diocesi di Città di Castello, il 45esimo della serie targato Boteguita. “Se persone di poco conto facessero cose di poco conto in luoghi di poco conto potremmo cambiare il mondo”.  Restiamo umani.

La Chiesa è inebriata dall’annuncio della Risurrezione

E’ risorto!

È il risorto che ancora una volta ci ricorda l’unica vera novità della storia. Ciò che sembrava impossibile allo sguardo umano si è compiuto nel mistero della volontà di Dio. Per opera del sacrificio del Figlio Gesù, che dona la sua vita sulla croce per noi, ogni potenza di male e di morte è rimasta inchiodata su quel legno, mentre la Vita vittoriosa è uscita dal sepolcro. Dopo questo evento la storia di sempre, passato, presente e futuro, è cambiata definitivamente ed è entrata in un’epoca di libertà e di pace. Possono sembrare irragionevoli queste parole, mentre negli occhi e nella mente continuano a sciamare assordanti immagini e parole di violenza, di sofferenza e di morte. Il nostro stesso cuore fatica a riconoscere una tale novità e a crederci. Cosa della scena umana attuale attesta che questo è l’orizzonte verso cui camminiamo? Quali segni, pur flebili, indicano che la direzione dei popoli è quella della fraternità e della pace? Chi,  tra i grandi della terra e i responsabili delle nazioni, sta dando prova di credere in un mondo altro, fondato sull’amicizia e la solidarietà? La Pasqua di Cristo Signore, pur nella sua potenza invincibile, è stata seminata nel solco della vicenda umana come il granello di senape, come il chicco di grano, pieni di vita nuova, destinati però a morire per poter sprigionare tutta l’energia di grazia che contengono, e portare
frutti di vita eterna. Ed è in Cristo Gesù che anche ciascuno di noi, immerso nella terra feconda del battesimo, mondato dei tralci secchi e potato in quelli più vivi, diventa il luogo
santo dove ogni giorno rinasce la novità della Pasqua.

“Pace a voi!”

La Chiesa è come inebriata dall’annuncio della Risurrezione, e celebra per cinquanta giorni la gioia esplosiva dell’incontro con il risorto. In cinquanta giorni si può organizzare una
rivoluzione e rovesciare con l’amore il potere del male. Abbiamo bisogno di renderci conto davvero che con la Pasqua tutto è cambiato, e nella fede del risorto tutto può cambiare, in noi
e attorno a noi. Non possiamo ricevere neanche la luce e la forza dello Spirito Santo, per divenire anche noi apostoli coraggiosi e contagiosi, se prima non abbiamo sentito in profondità
il nostro cuore sgomento e impazzito di gioia per l’inattesa presenza della Vita nuova. Non sprechiamo questi giorni. Non lasciamoli scorrere indifferenti. Non torniamo alla vita di prima, come dopo una parentesi. Non cerchiamo nella quotidianità il calmante per la sete infinita del nostro cuore. Non continuiamo a misurare tutto secondo le nostre forze e i nostri ragionamenti. Lasciamoci scomodare dalla voce di Gesù risorto che ci viene incontro con il suo dono pasquale: “Pace a voi!”. Egli è la Pace di cui abbiamo bisogno. La Pace che fonda ogni pace. La sorgente della Pace vera da cui possiamo attingere l’antidoto della nostra paura. La via della Pace che ci è permesso di percorrere insieme con ogni fratello e sorella per annunciare al mondo che davvero Cristo è risorto! Abbiamo cinquanta giorni per cercare e scoprire dove e come stanno spuntando tra noi germogli di primavera pasquale, per imparare a gioirne a a custodirli.
Il Signore ci doni di non perdere ancora un’occasione di vita nuova!
don Luciano, vescovo

Un incontro di approfondimento dedicato all’intelligenza artificiale

L’Ufficio Problemi Sociali e il Lavoro della Diocesi di Città di Castello organizza, per sabato 13 aprile 2024, un incontro di approfondimento dedicato all’intelligenza artificiale. Interverranno Francesco Calemi e Vera Matarese, dell’Università degli Studi di Perugia, e Marco Sanchioni, dell’Istituto Universitario Sophia, e Massimiliano Marianelli, direttore del Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione dell’Università degli Studi di Perugia. I lavori saranno introdotti dal vescovo diocesano, mons. Luciano Paolucci Bedini.

Gli interventi

I vari interventi illustreranno l’origine dell’intelligenza artificiale e la sua definizione, il rapporto con la verità, i rischi connessi all’intelligenza artificiali e il suo impatto sull’umanità, le relazioni tra l’intelligenza artificiale, la scienza e la spiritualità. Il convegno, aperto a tutti gli interessati, avrà come tema “Intelligenza artificiale e cercatori di Dio” e si terrà presso l’Auditorium San Giovanni Decollato in Via Pomerio San Girolamo 2 a Città di Castello, con inizio alle ore 17.

Vie di Pace, pensieri, musica, testimonianze, preghiera a Città di Castello

La pace, tanto auspicata e necessaria in questi tempi, è il tema al centro dell’iniziativa “Vie di pace. Pensieri, musica, testimonianze, preghiera a Città di Castello”, organizzato e promosso da Caritas e Diocesi di Città di Castello, associazione Ospedale da Campo, associazione corale “Marietta Alboni” e Scuola diocesana di teologia “Cesare Pagani”.  Il ciclo di incontri, che prevede quattro appuntamenti (il primo dei quali si terrà Biblioteca Comunale lunedì 8 aprile alle ore 17) si propone di sensibilizzare la comunità su temi legati alla pace, promuovendo momenti di riflessione, dialogo e ascolto. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di creare spazi di confronto e di condivisione, per promuovere la cultura della pace.

Durante la conferenza stampa di presentazione, che si è tenuta nella Sala Santo Stefano del Vescovato, il direttore della Caritas tifernate Gaetano Zucchini presenta l’iniziativa che vuole “contribuire a manifestare per la pace, abolendo la cultura della guerra che si sta diffondendo nel pianeta. Contrastando una “guerra mondiale a pezzi”, come l’ha definita Papa Francesco”. Un invito, continua Zucchini  “a non rassegnarsi ad una sorta di impotenza. Molti ritengono che sia inutile alzare la voce nei confronti di questa deriva, sentendosi impotenti, cedendo all’indifferenza. Dobbiamo alzare la voce, una voce fatta di riflessione e preghiera”.

Franco Ciliberti, pone l’accento sulla lunga tradizione pacifista di Città di Castello, un importante centro di aggregazione per movimenti pacifisti e per la diffusione di valori di non violenza. Questa lunga tradizione pacifista continua ancora oggi ad essere presente nella città con numerosi gruppi e associazioni che si battono per la pace e la solidarietà tra i popoli. L’associazione corale “Marietta Alboni” sarà protagonista del secondo incontro programmato per domenica 21 aprile alle ore 17, presso il Santuario Madonna delle Grazie. Il maestro Marcello Marini spiega: “La corale si esibirà in una interpretazione del concerto di Karl Jenkins “The Armed Man – A Mass for Peace”, già eseguito con successo a Berlino nel 2009. Un capolavoro musicale, un messaggio di pace e armonia attraverso la musica“.

Venerdì 20 settembre alle ore 17, il terzo appuntamento, presso la Biblioteca Comunale, sarà un momento dedicato all’ascolto di testimonianze di pace di chi combatte la cultura della guerra e chi ne subisce sulla propria pelle le nefaste conseguenze. Il calendario degli eventi si chiude venerdì 4 ottobre, festa di san Francesco, con la marcia della Pace, aperta a tutta la città, che partirà dalla chiesa di san Francesco alle ore 19. Il Vescovo Luciano Paolucci Bedini, che è intervenuto all’incontro con un video messaggio, commenta: “Queste iniziative ci aiuteranno a compiere alcuni passi di concretezza. Per parlare di pace bisogna dialogare tra noi ma anche trovare le vie importanti, prima di tutto dentro di noi, per scoprire la radice della pace e poi le vie tra noi per metterla in pratica. Ci aiuteranno la musica, la preghiera, il dialogo, il confronto, i pensieri di più testimoni che ci verranno donati in questi quattro incontri. Io sono in pellegrinaggio con i giovani della diocesi che stanno arrivando a La Verna per ricordare le Stimmate di san Francesco. L’esempio di un uomo dedicato totalmente a un mondo di pace perché ispirato dall’amore di Cristo crocifisso e risorto”.

 

LOCANDINA INCONTRI “VIE DI PACE”

 

La processione del Cristo morto, la città in preghiera per tutti i crocifissi

Una città in preghiera

Nella sera del Venerdì santo, la processione del Cristo morto ha illuminato le vie del centro storico in una celebrazione che ha visto la partecipazione di numerosi fedeli. La statua di Cristo morto, circondata da fiaccole accese, è stata seguita da una folla silenziosa, in un clima di grande devozione e raccoglimento. Un momento di intensa preghiera e meditazione sul sacrificio di Gesù Cristo per l’umanità, in preparazione alla celebrazione della Resurrezione nella Domenica di Pasqua. Insieme ai fedeli hanno partecipato, a questo antico rito religioso ed importante momento liturgico, le confraternite della Diocesi, le istituzioni ecclesiali e civili. La “Filarmonica G. Puccini” ha accompagnato i passi dei fedeli, rendendo l’esperienza religiosa ancora più emozionante e profonda.

In preghiera per tutti i crocifissi del  mondo

Nelle parole di don Andra Czortek, che ha guidato la processione, l’invito alla preghiera per tutti i crocifissi, coloro che oggi vivono nel dolore e nella sofferenza, emarginati dalla storia e dagli uomini, abbandonati ad un destino privo di speranza. Uomini, donne, bambini ed anziani che incarnano, con la loro sofferenza, il peso della croce, esperienza di vita terrena che Gesù Cristo stesso ha vissuto. La processione si è conclusa ai piedi della scalinata della Basilica Cattedrale dei SS. Florido e Amanzio dove, la Corale “Anton Maria Abbatini”, ha eseguito alcuni brani di fronte ad un pubblico attento e partecipe.

Galleria fotografica

Gubbio-Città di Castello: nasce la Commissione sinodale interdiocesana. Partecipa anche tu!

Le Chiese di Gubbio e di Città di Castello rilanciano il Cammino sinodale attraverso una nuova fase da organizzare e vivere in maniera congiunta tra le due comunità diocesane. Il vescovo Luciano Paolucci Bedini, infatti, ha proposto l’idea di una Commissione sinodale interdiocesana, diffondendo in questi giorni un documento dal titolo “Nella Chiesa e nel mondo siate testimoni del dono della vita e dell’amore – Per una pastorale formato famiglia” (CLICCA PER VISUALIZZARE E SCARICARE).

Un cammino di conversione per una pastorale missionaria

“La proposta di questo percorso di studio e approfondimento – spiega il vescovo Luciano – ha come obiettivo principale quello di formarsi insieme per accompagnare da protagonisti le nostre Chiese diocesane sorelle nel cammino di conversione di tutta la pastorale in chiave missionaria. Si tratta di imparare a porre al centro dell’ascolto, della riflessione, della programmazione e dell’azione della comunità cristiana (questo è la pastorale) la vita delle famiglie concrete e reali che abitano il nostro territorio. Non esistono ‘le pastorali’, ma unica è l’attenzione pastorale della Chiesa. Perciò occorre ripensare tutta la pastorale a partire dalle famiglie”.

A chi è rivolto l’itinerario formativo

I destinatari di quello che è un vero e proprio cammino formativo sono: i responsabili e membri delle equipe di tutti gli Uffici pastorali diocesani, le coppie cristiane consacrate dal sacramento del matrimonio, i diaconi in servizio pastorale (preferibilmente con le loro spose), i sacerdoti, consacrati e consacrate e operatori pastorali interessati alla prospettiva.

Il metodo di lavoro è quello del Cammino sinodale. In questa “fase sapienziale” si approfondiscono alcuni temi attingendo alla ricchezza della riflessione e dell’esperienza ecclesiale. Sono quattro gli incontri già programmati, tra domenica 28 aprile e domenica 30 giugno.

Il calendario degli incontri formativi

Il percorso della Commissione sinodale interdiocesana si apre domenica 28 aprile, nell’oratorio di Santa Maria a Umbertide, con l’incontro sul tema “La Chiesa, una famiglia di famiglie”. Domenica 19 maggio, nell’oratorio della Madonna del Latte a Città di Castello, si continua con “La missione delle famiglie cristiane”. Domenica 9 giugno, nell’oratorio “Don Bosco” di Gubbio, incontro su “L’alleanza pastorale ordine-matrimonio”. Domenica 30 giugno, infine, l’incontro su “L’evangelizzazione in stile familiare” nell’oratorio “Ore d’oro” di Trestina.

Ogni incontro in presenza sarà preparato da un tempo di studio dei materiali indicati, di ricerca e condivisione di altri che potranno aggiungersi, e dalla elaborazione scritta di considerazioni e proposte concrete che saranno poi offerte agli altri della commissione.

Ascolto, preghiera e fraternità ecclesiale

“Il tutto sarà vissuto – spiega ancora mons. Paolucci Bedini – in un clima di ascolto, di comunione e di preghiera per cercare insieme la volontà di Dio sulle nostre Chiese. Lo stile in cui vogliamo vivere questo cammino è quello della fraternità ecclesiale che ci dona la condivisione del Vangelo”.

Ecco come iscriversi alla Commissione sinodale interdiocesana

Entro il 20 aprile è possibile iscriversi alla Commissione cliccando sul bottone qui sotto e compilando il modulo online. Ti aspettiamo!

 

La Messa Crismale celebrata insieme dalle Chiese di Città di Castello e Gubbio

Le Chiese diocesane di Città di Castello e di Gubbio celebrano insieme la Messa Crismale nella Cattedrale tifernate dei Santi Florido e Amanzio, stringendosi intorno al vescovo Luciano Paolucci Bedini. Si sono ritrovati insieme sacerdoti e diaconi delle due diocesi unite “in persona episcopi” (nella persona del vescovo) per rinnovare le promesse pronunciate in occasione della loro ordinazione. Il vescovo Luciano ha consacrato gli oli santi che saranno utilizzati durante l’intero anno liturgico per la celebrazione dei sacramenti: il crisma per il battesimo, la confermazione, l’ordinazione dei sacerdoti, la consacrazione di chiese e altari; l’olio dei catecumeni usato anch’esso nel battesimo; l’olio per l’unzione degli infermi. Nel corso della celebrazione, mons. Paolucci Bedini ha pronunciato l’omelia che riportiamo nel video e con il testo integrale.

Il video della celebrazione e dell’omelia

La galleria fotografica della celebrazione

L’omelia del vescovo Luciano per la Messa Crismale

Grazia a voi e pace da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra. A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

Sorelle e fratelli carissimi, in questa solenne liturgia, ci uniamo alla gloria del Cielo che celebra in Cristo risorto la fedeltà di Dio che ha compiuto l’azione della nostra salvezza nel sacrificio pasquale che in questi giorni santi riviviamo insieme. Nei segni della preghiera comune la Chiesa contempla la novità della vita redenta, finalmente liberata da ogni zavorra di male e di morte. L’amore divino, manifestato sull’altare della croce di Cristo, ha lavato nel suo sangue ogni bruttura del nostro animo, per riportare alla luce della fede il volto originario della creatura che Dio stesso ha scolpito, a sua immagine e somiglianza, splendente del riflesso della sua bellezza eterna.

Dice infatti il Vangelo: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore”.

Con le parole del profeta Isaia, Gesù presenta il suo ministero di Salvatore. Il suo cammino di incarnazione si compie nel servizio di liberazione della creatura umana dal male che l’affligge. E questo è reso possibile dall’unzione dello Spirito Santo che consacrata la missione di Gesù. In questa scia, e sotto questa potente guida, l’azione del maestro di Nazaret prosegue, nella storia e nel mondo, attraverso la vita e il servizio degli apostoli che lui si è scelto. Da questa santa stirpe discendono tutti i sacerdoti, vescovi e presbiteri, consacrati anch’essi con l’unzione dello Spirito. Stessa dunque è la missione e medesimo il mandato: portare a tutti il lieto annuncio.

Solo per questo, fratelli sacerdoti, noi siamo stati chiamati e ordinati. Nelle nostre povere mani è messa la parola di misericordia di cui il mondo ha una sete mortale. Dell’unico pane necessario, e della sua distribuzione a tutti, siamo stati resi responsabili nel nostro quotidiano ministero. Chi attende i beni della salvezza, e spesso fatica a trovarne la via, sperimenta la povertà del non conoscere il vero tesoro, la prigionia della schiavitù del male e dei suoi inganni, la cecità di chi non vede la luce che può guidare i suoi passi e l’oppressione data dalla mancanza di speranza in una vita piena ed eterna.

L’olio crismale, segno del Cristo morto e risorto, sacerdote, re e profeta, che ci ha consacrati il giorno della nostra ordinazione, per opera dello Spirito Santo ha intriso la nostra vita del profumo dell’amore di Dio. Consapevoli della nostra debolezza mortale, e della miseria che ci accomuna ad ogni uomo, non dimentichiamoci che cosa il Signore ha fatto di noi, unendoci a sé perché Egli potesse continuare a servire il suo popolo come Buon pastore. La nostra vita è stata dedicata totalmente e per sempre per l’edificazione del regno del Padre. Non ci apparteniamo più, e non possiamo fare della nostra vita altro che un dono continuo per l’annuncio del Vangelo. I nostri giorni, i nostri pensieri, le nostre azioni e il nostro amore, se con docilità rimaniamo uniti al Cristo, sono consacrati nella sua Chiesa e per la sua Chiesa. Sappiamo bene quanto anche oggi la Chiesa abbia bisogno di essere amata e servita con umiltà e fedeltà, e di questo tra poco chiederemo grazia nella nostra comune preghiera e nel rinnovo delle promesse sacerdotali.

“Voi sarete chiamati sacerdoti del Signore, ministri del nostro Dio sarete detti”, dice il testo di Isaia. Fa tremare il cuore sapere di essere stati scelti per questa enorme missione, ma lo riempie anche di tanta consolazione e tenerezza se ci ricordiamo chi ce l’affida e la sostiene. Non abbiamo una missione nostra, e vani sono i nostri progetti se sono solo “nostri”. Siamo costituiti come pastori per il popolo che Dio si è acquistato a prezzo del sacrificio pasquale di Cristo, ma a questo popolo siamo anche affidati, perché insieme, e solo insieme possiamo camminare nell’ascolto della voce dello Spirito che guida la Chiesa. Questo ministero allora ci colloca dentro questa famiglia che è la Chiesa, tra gli altri e con gli altri, perché ciascuno cresca nella conoscenza e nell’amore al Signore, e tutti insieme si possa testimoniare questo amore in ogni situazione.

Siamo chiamati, fratelli sacerdoti, a imparare a essere preti insieme. Non ci sono alternative vitali. Insieme, tra noi, gli uni con gli altri, ma anche gli uni per gli altri. Da soli siamo poca cosa. Le nostre chiusure chiudono la Chiesa, le nostre divisioni dividono la Chiesa e le nostre durezze feriscono la Chiesa. C’è una chiamata alla libertà e alla condivisione che non possiamo ignorare. Ci è chiesto di vivere la nostra fede non solo per gli altri, ma anche con gli altri. Di mettere il nostro ministero a servizio del cammino della fede dei nostri fratelli, e non viceversa. Di sognare e pensare insieme, noi preti, con i diaconi, i religiosi, gli sposi e tutti i battezzati, il volto bello della Sposa di Cristo.

Dice il Vangelo: “…gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato»”.

Non siamo stati consacrati solo per un tempo, per una stagione di Chiesa, per un territorio, o per alcune condizioni particolari. La nostra esistenza, e perciò anche il nostro ministero, si dipanano nell’oggi, nella realtà che ci è data, nel tempo e nella cultura che ci ospita. Anzi è proprio la realtà odierna che offre alla parola eterna dell’amore di Dio di continuare il mistero dell’incarnazione. Dentro le vene di questo tempo della storia, l’unico che ci è dato di vivere, scorre il fiume di grazia che scaturisce dall’albero della croce. Non possiamo che vivere, in presenza, questo squarcio di cielo che il buon Dio ci da di scorgere, al di là delle nubi e delle notti che l’offuscano.

Per questo abbiamo bisogno di tanto discernimento e di una fede viva, che fa eco alla gioia del Vangelo e scommette sulla follia della fraternità. Per questo, con rinnovata fiducia, ci affidiamo alla grazia di Dio Padre, per continuare a seguire le orme del maestro Gesù di cui siamo innamorati, sicuri della forza e del coraggio che lo Spirito, che ci ha unti, e consacrati continua a inoculare nel nostro cuore di pastori.

Padre santo e misericordioso, con tutto il popolo qui riunito ti preghiamo con fiducia di figli. Tu che hai consacrato il tuo Figlio Gesù con l’unzione dello Spirito Santo per donarlo a tutti noi come Salvatore, concedi ai tuoi sacerdoti, resi partecipi della sua consacrazione, di essere fedeli testimoni e umili servitori del tuo amore per l’umanità. Amen.