Lunedì 13 aprile la comunità si riunirà per celebrare santa Margherita di Città di Castello, in una giornata dedicata alla preghiera e al raccoglimento nella chiesa di San Domenico.
Le sante messe si terranno alle ore 8:30 e alle 10. La celebrazione delle ore 18, sarà presieduta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini, che affiderà all’intercessione della Santa le persone con disabilità, i malati e l’intera comunità diocesana.
La narrazione sulla Santa
Alle ore 17, prima della santa messa, nel chiostro del convento di San Domenico, alcuni volontari dell’associazione “Le Rose di Gerico”, accompagneranno i fedeli in una narrazione dedicata alla vita e i miracoli di santa Margherita, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua straordinaria esistenza.
La visita al chiostro offre l’opportunità di seguire, attraverso le lunette dipinte, gli episodi della vita della Santa, in un percorso che testimonia la devozione popolare del tempo: le immagini diventano strumenti di mediazione capaci di custodire e trasmettere una fede che si manifesta e prende forma attraverso il linguaggio figurativo. In tal modo, le raffigurazioni divengono espressione di un sentimento religioso che unisce devozione personale e memoria condivisa. Attraversando i secoli, esse permettono oggi alla stessa fede di rinnovarsi, rendendo presente e viva l’esperienza spirituale dei devoti di ogni tempo. L’apertura del chiostro è stata possibile grazie alla preziosa collaborazione con il Comune tifernate.
Una straordinaria esistenza
Nata con gravi disabilità, Margherita seppe trasformare la sofferenza in una straordinaria esperienza di amore e dedizione. Condusse una vita di preghiera intensa, dedicando la sua vita ai poveri, ai malati, agli ultimi. Ancora oggi, la sua figura continua a parlare a chi vive situazioni di fragilità, offrendo un messaggio di speranza e dignità. Santa Margherita continua a illuminare il cammino di molti, ricordando che anche nella debolezza può risplendere una forza capace di trasformare il mondo.
Il podcast “Santi della porta accanto” è un programma radiofonico settimanale di Radio Vaticana sui testimoni di fede e speranza delle diocesi italiane: sono presentati di volta in volta santi e beati, venerabili e servi di Dio, persone che hanno offerto la loro vita. Testimoni di fede e speranza delle diocesi italiane martiri e offerta della vita, santi e beati, venerabili e servi di Dio.
Alla Chiesa tifernate è stata dedicata la puntata del 22 marzo. Guidati dal conduttore don Andrea Vena, sono state raccolte le voci di: don Andrea Czortek, Vicario generale, per la presentazione della storia e dei santi della nostra diocesi; Angelica Lombardo per la presentazione di Santa Margherita di Città di Castello; Madre Anna Paola Venditti per la presentazione il beato Liviero Carlo.
Per ascoltare la puntata intera: clicca qui.
La Diocesi ricorda oggi il XXIV anniversario della morte di mons. Carlo Urru, vescovo che ha guidato la nostra diocesi dal 1982 al 1991. Un uomo che ha lasciato un segno profondo, non solo nella Chiesa, ma anche nelle persone che ha incontrato lungo il suo cammino.
Gli anni della formazione e l’impegno
Nato a Todi nel 1915, si trasferisce a Perugia da bambino, dove cresce e si forma, fino a laurearsi in lettere all’Università Cattolica nel 1938. Nel 1942, a soli 27 anni, viene ordinato sacerdote a Perugia, inizia un lungo percorso di servizio alla comunità. Nel 1964, diventa rettore del Seminario Regionale Umbro “Pio XI”, dove mette in pratica gli insegnamenti del Concilio Vaticano II, iniziando un rinnovamento che avrà un impatto duraturo sulla formazione dei giovani sacerdoti. Nel 1951 viene nominato vescovo di Ampurias e Tempio in Sardegna, e solo pochi anni dopo, nel 1982, Papa Giovanni Paolo II lo chiama a Città di Castello, dove rimarrà fino al 1991.
L’episcopato a Città di Castello
Qui, il suo episcopato sarà caratterizzato dalla vicinanza al popolo, dalle frequenti visite nelle parrocchie e dal forte attenzione verso l’Azione Cattolica. La sua attenzione verso i giovani, il ripristino del diaconato permanente nel 1987 e la valorizzazione dei laici sono solo alcune delle sue iniziative più significative. Anche negli anni della maturità seppe costruire un rapporto profondo e sincero con i giovani, molti dei quali seguì personalmente nel tempo, mantenendo con loro un legame vivo anche dopo il trasferimento a Perugia, dove la porta del suo appartamento restò sempre aperta per tutti.
La dedizione di un Vescovo
Il suo stile silenzioso, attento, paziente, unito a una profonda dimensione spirituale, una solida formazione culturale, una umiltà autentica e una larga carità, gli attirano presto la simpatia del clero e dei fedeli e la stima delle istituzioni e della città intera, che lo vede presente nei luoghi della cura, dell’educazione, della sofferenza. Mons. Carlo Urru è un esempio di dedizione, di amore incondizionato per la comunità, di pazienza e di umiltà. La sua tomba, che si trova nella cripta della Basilica Cattedrale, continua a essere un luogo di preghiera , dove ricordiamo non solo un vescovo, ma un uomo che ha saputo farsi vicino a tutti, con il cuore e con la mente.
In occasione della solennità di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali domestici, domenica 25 gennaio si celebrerà la Santa Messa alle ore 10.30 presso la Basilica Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio. A seguire, alle ore 11.15, si terrà la tradizionale benedizione degli animali da compagnia e da cortile, in piazza Gabriotti, davanti alla chiesa.
Il santo
Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell’Egitto, intorno al 250, a vent’anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, ultracentenario nel 356. Gli Antoniani ottennero dal Papa il privilegio di allevare maiali, liberi di circolare se riconoscibili da una campanella; il loro grasso veniva usato per curare l’ergotismo, detto “fuoco di sant’Antonio”. Da qui nacque l’associazione del santo con il maiale, che lo rese patrono degli animali domestici e invocato contro le malattie della pelle. Nell’iconografia sant’Antonio è raffigurato con il maialino e il bastone a forma di “tau”, simbolo del destino ultimo. La devozione popolare prevede la benedizione degli animali e delle stalle nel giorno della sua festa. È anche patrono di chi lavora con il fuoco e, il 17 gennaio, soprattutto nelle zone rurali, si accendono i tradizionali falò di sant’Antonio, segno di purificazione e passaggio dall’inverno alla primavera.
Nel corso del 2025 la sala consultazione dell’Archivio Storico Diocesano e della Biblioteca Diocesana “Storti – Guerri” ha fatto registrare un significativo incremento di presenze. Gli accessi complessivi sono stati infatti 873, con un aumento dell’8,5% rispetto al 2024, quando se ne erano contati 804.
Il dato conferma un trend positivo: dal 2013 al 2025 gli accessi totali sono stati 8.762, con una media annua di 674 presenze. L’anno di maggiore affluenza resta il 2019, con 875 accessi. Nel dettaglio, nel 2025 le consultazioni si sono suddivise tra 511 accessi per ricerche d’archivio e 362 per studi in biblioteca, entrambi in crescita rispetto all’anno precedente.
Domande di studio stabili: prevale la ricerca personale, cresce l’interesse scientifico e accademico
Rimane stabile anche il numero delle domande di studio per ricerche d’archivio: nel 2025 ne sono state presentate e accolte 51, in linea con i dati degli ultimi anni. La maggior parte delle richieste ha riguardato lo studio personale, seguite da ricerche scientifiche , studi finalizzati a pubblicazioni , tesi di laurea o dottorato, ricerche a fini amministrativi.
Ricercatori da Città di Castello e dall’estero: l’Archivio attrae studiosi da tutta Italia e oltreconfine
Dal punto di vista geografico, prevalgono gli studiosi residenti a Città di Castello, seguiti da Perugia, San Giustino e Sansepolcro, Citerna e Firenze. Non è mancata la dimensione internazionale, con tre ricercatori provenienti da Francia, Stati Uniti d’America e Svezia.
Tutela e riordino della memoria storica: revisionati fondi archivistici dal Seicento al Novecento
Accanto all’attività di consultazione, nel corso dell’anno è proseguito anche il lavoro di gestione e revisione dei fondi archivistici. In particolare sono state esaminate 19 unità archivistiche del Fondo della Curia vescovile di Città di Castello, relative agli anni 1673-1977, e sei unità del Fondo della Compagnia della Madonna del Buon Consiglio, per il periodo 1720-1933.
Biblioteca diocesana, prestiti stabili e catalogazione in crescita: oltre 14 mila schede consultabili online
Sul fronte della biblioteca, i prestiti librari si sono mantenuti su livelli sostanzialmente stabili: nel 2025 sono stati 154, con una lieve flessione del 2,5% rispetto ai 158 del 2024. Intensa, invece, l’attività di catalogazione. La bibliotecaria Cristiana Barni ha schedato 892 volumi (67 antichi e 825 moderni), mentre Leonardo Tredici ne ha catalogati 572, per un totale di 1.464 nuove schede tra libri e opuscoli.
Il patrimonio complessivo della Biblioteca Diocesana conta oggi 14.479 schede bibliografiche nel catalogo informatico del Polo Biblioteche Ecclesiastiche, corrispondenti a 17.563 copie. Un patrimonio consultabile online sia attraverso il portale BeWeB della Chiesa cattolica italiana sia tramite il catalogo dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico (ICCU), a conferma del ruolo dell’Archivio e della Biblioteca come punto di riferimento per la ricerca storica e culturale del territorio.
L’Ufficio Pastorale della Famiglia, invita al nuovo itinerario di preparazione al matrimonio, pensato per le coppie che desiderano vivere il fidanzamento come un tempo autentico di crescita, discernimento e scelta consapevole. Il percorso non è solo un cammino verso le nozze, ma un’occasione preziosa per fermarsi, ascoltarsi, parlare di amore, confrontarsi sulle domande profonde della vita di coppia e crescere insieme alla luce del Vangelo.
Il primo incontro si terrà venerdì 16 gennaio 2026, alle ore 21, a San Giustino, presso i locali della parrocchia. L’itinerario è rivolto a tutte le coppie che si stanno preparando al matrimonio e che desiderano dare valore al tempo del fidanzamento, riscoprendolo come dono e responsabilità.
Gli incontri saranno caratterizzati da momenti di dialogo, riflessione e condivisione, accompagnati da guide competenti e da un clima accogliente e familiare. È richiesto di portare con sé la Bibbia, strumento fondamentale per il cammino proposto. Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare il 340 5592875.
Grande partecipazione, domenica 16 novembre, nella cornice cinquecentesca della Cattedrale di Città di Castello per l’appuntamento musicale Lauda Mater, inserito nelle celebrazioni per le festività dei patroni san Florido e sant’Amanzio. Un concerto «monumentale, grandioso, di una bellezza da togliere il fiato», come hanno commentato alcuni tra i presenti.
Un omaggio a Palestrina nel cammino giubilare
La serata, promossa dalla Schola Cantorum Anton Maria Abbatini con il sostegno della Diocesi di Città di Castello, si colloca nel percorso delle iniziative Giubilari 2025, come omaggio nel quinto centenario dalla nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina.
L’idea nasce dagli studi dei musicologi Galliano Ciliberti e Thomas Neal: la fonte più antica sopravvissuta degli inni palestriniani è infatti il Lyber Hymnorum, prezioso libro corale conservato nell’Archivio Capitolare della Cattedrale tifernate (ms. 2084). Il volume, realizzato tra il 1557 e il 1566 nello scrittorio vaticano della Cappella Giulia, contiene l’inno Lauda Mater per la festa di Santa Maria Maddalena, rimasto finora del tutto inedito.
Prime esecuzioni moderne
Il programma ha proposto non solo questo inedito di Palestrina, ma anche pagine mai ascoltate dei musicisti tifernati Lorenzo e Antonio Maria Abbatini, fra cui un imponente Magnificat.
A eseguire gli spartiti: la Schola Cantorum Anton Maria Abbatini (diretta da Alessandro Bianconi), il Libercantus Ensemble di Perugia (diretto da Vladimiro Vagnetti) e la Schola Gregoriana Scriptoria di Verona (diretta da don Nicola Bellinazzo), affiancati da un ensemble strumentale rinascimentale. Oltre 70 musicisti riuniti per la prima esecuzione moderna del Vespro S. Mariae Magdalenae Poenitentis per soli, doppio coro, schola gregoriana e orchestra.
La “cultura del rito” restituita al presente
Le composizioni inedite sono state presentate in forma vesperale, scelta che ha permesso di far emergere la cultura del rito tipica della riforma cattolica. Non una rievocazione archeologica, dunque, ma una restituzione viva dello stesso sistema liturgico e musicale nel quale prese forma il codice tifernate del XVI secolo.
Un progetto culturale complesso
Alla vigilia del concerto, il Museo diocesano ha ospitato la conferenza Una Cappella Musicale e la sua musica – Gli inediti di Palestrina e Abbatini, con interventi del vicario diocesano don Andrea Czortek, del prof. Galliano Ciliberti e del maestro Alessandro Bianconi.
Sempre al Diocesano, da qualche giorno, è possibile visitare la mostra I Codici musicali dell’Archivio Capitolare, che espone manoscritti e libri corali contenenti le musiche di Palestrina e degli Abbatini, custoditi nell’Archivio storico diocesano.
Un’esperienza fuori dal tempo
Il pubblico ha accolto l’esecuzione con grande entusiasmo, immerso in un’atmosfera definita da molti «magica». Una serata capace di offrire un’autentica esperienza spirituale e musicale, come quelle che – hanno commentato i presenti – «ci si aspetta di trovare nei grandi festival».
Cattedrale dei santi Florido e Amanzio in Città di Castello: un momento del concerto “Lauda Mater”
Cattedrale dei santi Florido e Amanzio in Città di Castello: un momento del concerto “Lauda Mater”
Mostra: “I Codici Musicali dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Città di Castello” – Museo diocesano
Mostra: “I Codici Musicali dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Città di Castello” – Museo diocesano
Cattedrale dei santi Florido e Amanzio in Città di Castello: un momento del concerto “Lauda Mater”
Cattedrale dei santi Florido e Amanzio in Città di Castello: un momento del concerto “Lauda Mater”
Il concerto “Lauda Mater” nella Cattedrale tifernate (foto Tiziano Minciotti)
Il concerto “Lauda Mater” nella Cattedrale tifernate (foto Tiziano Minciotti)
Il concerto “Lauda Mater” nella Cattedrale tifernate (foto Tiziano Minciotti)
Il concerto “Lauda Mater” nella Cattedrale tifernate (foto Tiziano Minciotti)
Il concerto “Lauda Mater” nella Cattedrale tifernate (foto Tiziano Minciotti)
Il concerto “Lauda Mater” nella Cattedrale tifernate (foto Tiziano Minciotti)
Il concerto “Lauda Mater” nella Cattedrale tifernate (foto Tiziano Minciotti)
Il concerto “Lauda Mater” nella Cattedrale tifernate (foto Tiziano Minciotti)
L’Istituto di Storia Politica e Sociale “Venanzio Gabriotti” di Città di Castello, il Museo e Biblioteca della Resistenza di Sansepolcro e gli Archivi Storici Diocesani di Città di Castello e di Sansepolcro presentano gli atti del Convegno “Con la nostra gente”. L’iniziativa si terrà a Città di Castello, sabato 22 novembre 2025 alle ore 16:30, presso l’ Auditorium San Giovanni Decollato a Città di Castello (via sant’Andrea).
La pubblicazione
Curata da Andrea Czortek e Alvaro Tacchini , la pubblicazione raccoglie una serie di contributi che approfondiscono aspetti storici, sociali e religiosi di un territorio che, tra il 1943 e il 1945, visse momenti drammatici ed episodi significativi di solidarietà, impegno civile e coraggio.
I contributi degli studiosi
Gli atti includono interventi di: Roberto Allegria, Diego Brillini, Nadia Burzigotti, Mirco Draghi, Giulia Farinelli, Massimo Marzocchi, Francesco Orlandini, Marco Renzi, Paola Scortecci ed Elena Zanchi. Il volume offre un quadro ricco e articolato delle relazioni tra sacerdoti, popolazione e movimenti resistenziali, contribuendo a valorizzare una memoria storica condivisa e radicata nel territorio.
La seconda presentazione
La presentazione è aperta al pubblico e rappresenta un’occasione di approfondimento per studiosi, appassionati di storia locale e cittadini interessati a comprendere meglio le dinamiche che caratterizzarono la vita civile e religiosa dell’Alta Valle del Tevere durante la Seconda guerra mondiale. Una seconda presentazione sarà organizzata a Sansepolcro nel prossimo mese di gennaio 2026.
Il recente ritrovamento, nell’Archivio Capitolare della Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio a Città di Castello, di un prezioso manoscritto musicale del XVI secolo ha ispirato un ricco calendario di iniziative culturali e liturgiche in occasione delle festività dei santi patroni Florido e Amanzio, nell’Anno giubilare 2025 e nel quinto centenario dalla nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina. Il manoscritto, identificato come Lyber Hymnorum (ms. 2084), contiene tre inediti Inni di Palestrina, tra cui l’«Inno Lauda Mater», per la Festa di santa Maria Maddalena, rimasto fino a oggi sconosciuto.
La scoperta e gli studi
La scoperta, resa nota dagli studi del prof. Galliano Ciliberti e confermata dallo studioso Thomas Neal in un articolo pubblicato nel dicembre 2024 in Società Romana di Storia e Patria, attesta che il volume fu realizzato tra il 1557 e il 1566 nello scrittorio vaticano della Cappella Giulia dagli scribi Johannes Parvus e Federico Mario Perusino. Il ritrovamento ha dato origine a un progetto di grande valore storico e artistico, che culminerà con l’esecuzione in prima assoluta del Vespro per la Festa di santa Maria Maddalena, ricostruito da Alessandro Bianconi.
La presentazione ufficiale
Le iniziative sono state presentate nel corso di una conferenza stampa alla quale è intervenuto don Andrea Czortek, vicario generale, che ha ricordato l’importanza di queste celebrazioni come momento di fede, unità e riscoperta delle radici spirituali e culturali della comunità diocesana. Il vescovo Luciano Paolucci Bedini ha sottolineato: «La festa dei santi patroni e le iniziative culturali che si realizzano in questo periodo particolare dell’anno sono sempre un’occasione per ricordarci quali sono le nostre radici e per guardare in prospettiva l’orizzonte a partire da questo tesoro di memoria e testimonianza».
Celebrazioni liturgiche e concerto evento
Il programma delle celebrazioni in onore dei santi patroni inizierà domenica 9 novembre con le Messe alle 10.30, 12 e 18.30, quest’ultima con l’offerta dei ceri da parte delle Confraternite della diocesi. Giovedì 13 novembre, alle 18, si terrà la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini e animata dalla Schola Cantorum «Anton Maria Abbatini».
Proprio la Schola Cantorum «Anton Maria Abbatini» sarà protagonista, domenica 16 novembre alle 17, del concerto celebrativo Lauda Mater, che presenterà in prima assoluta il Vespro per la Festa di santa Maria Maddalena (ricostruzione a cura di Alessandro Bianconi) con musiche inedite di Giovanni Pierluigi da Palestrina e Antonio Maria Abbatini.
Oltre all’inno di Palestrina, nel Vespro saranno eseguiti brani di Abbatini, tra cui il Magnificat a 8 (doppio coro), il cui spartito è stato recentemente rinvenuto dal prof. Ciliberti in un importante archivio veneto e trascritto per l’occasione.
Nel progetto sono coinvolti la Schola Cantorum «Anton Maria Abbatini» di Città di Castello (maestro del coro Alessandro Bianconi), il Libercantus Ensemble di Perugia (maestro del coro Vladimiro Vagnetti) e la Schola Gregoriana «Scriptoria» di Verona (maestro del coro don Nicola Bellinazzo), accompagnati da un Ensemble Strumentale Rinascimentale per un totale di circa 70 esecutori.
Conferenza e mostra tematica
L’esecuzione del concerto sarà preceduta, sabato 15 novembre alle 17, dalla conferenza Una Cappella musicale e la sua musica. Gli inediti di Palestrina e Abbatini, a suggello dell’importante ruolo svolto nei secoli dalla Cappella musicale della Basilica Cattedrale di Città di Castello.
L’incontro, che si terrà nel salone gotico del Museo diocesano, vedrà gli interventi di don Andrea Czortek, vicario generale e direttore dell’Archivio storico diocesano e della Biblioteca «Storti-Guerri», del prof. Galliano Ciliberti, musicologo e docente di Storia della musica presso il Conservatorio di Monopoli, e del maestro Alessandro Bianconi, direttore della Schola Cantorum «Anton Maria Abbatini».
A cornice della manifestazione, presso il Museo diocesano è già allestita la mostra I codici musicali dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Città di Castello, che espone manoscritti e libri corali contenenti le preziose musiche di Pierluigi da Palestrina e Antonio Maria Abbatini conservate nell’Archivio storico diocesano.
Un lavoro corale di comunità
Gli appuntamenti fanno parte delle iniziative promosse dalla diocesi in occasione dell’Anno giubilare 2025, coordinate dal canonico don Alberto Gildoni, parroco della Cattedrale e cancelliere diocesano. Un ringraziamento particolare è stato rivolto dai promotori a Paolo Sebastiani per l’analisi del brano Lauda Mater, a Fabrizio Manis per la grafica, alla dott.ssa Cristiana Barni per la consulenza archivistica, all’economo Aldo Benedetti, all’incaricata per i Beni culturali Federica Tarducci, a Gregorio Battistoni, presidente della cooperativa Atlante, per il supporto logistico.
Per il patrocinio si ringrazia il Comune di Città di Castello; per il sostegno, la Regione Umbria, i supermercati l’Abbondanza e Gala, Cesa Conservazione Beni Culturali, Daniela Campriani, Le Generali Assicurazioni, Italstar Travel e l’azienda Lafe di Piccinelli Michele. Per la collaborazione, l’Associazione Le Rose di Gerico e Arcum, Associazione Regionale dei Cori dell’Umbria.
La presentazione degli eventi culturali per le festività dei Santi Patroni tifernati
Luciano Paolucci Bedini in un momento della conferenza stampa
Una pagina dei documenti in mostra al Museo diocesano
Mostra: “I Codici Musicali dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Città di Castello” – Museo diocesano
Mostra: “I Codici Musicali dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Città di Castello” – Museo diocesano
Mostra: “I Codici Musicali dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Città di Castello” – Museo diocesano
Mostra: “I Codici Musicali dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Città di Castello” – Museo diocesano
Mostra: “I Codici Musicali dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Città di Castello” – Museo diocesano
Mostra: “I Codici Musicali dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Città di Castello” – Museo diocesano
Locandina delle Celebrazioni liturgiche San Florido e Amanzio
Locandina delle iniziative culturali in occasione dei santi patroni
Un viaggio nell’arte e nella storia attraverso le pagine di uno dei testi più importanti del Seicento. Sabato 8 novembre 2025 alle ore 10.30, nel Salone gotico del Museo diocesano di Città di Castello, si terrà l’incontro dal titolo «Antica guida d’arte per il Giubileo del 1675», con la presentazione dello Studio di pittura, scoltura et architettura nelle chiese di Roma dell’abate Filippo Titi, edito a Roma nel 1674 per il Mancini.
L’abate Titi e le sue guide
L’iniziativa, promossa dalla diocesi di Città di Castello in occasione del Giubileo 2025, verrà aperta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini e da Luca Secondi, sindaco tifernate. A moderare l’incontro sarà don Andrea Czortek, vicario generale e direttore dell’Archivio diocesano. Interverranno Carmelo Occhipinti, storico dell’arte e critico, ordinario dell’Università Roma Tor Vergata, e Giovanni Cangi, ingegnere ed esperto di edilizia storica.
Durante l’incontro saranno approfonditi la figura dell’abate Titi, l’analisi della Guida, i riferimenti ad alcune chiese di Roma e al Duomo di Città di Castello, aggiunto dal Titi nell’edizione del 1686. Pubblicato nel 1674, Lo Studio di pittura, scoltura et architettura nelle chiese di Roma elenca 275 chiese in ordine topografico, è composto da 485 pagine e include una sezione dedicata al Museo capitolino. L’opera cita oltre novecento fra pittori, scultori, architetti e artisti, con circa tremila opere elencate.
Lo studio di pittura
«La prima vera grande guida di Roma è opera di un abate di Città di Castello. Fu ristampata nel corso degli anni e considerevolmente accresciuta» scriveva Julius von Schlosser nella sua Letteratura artistica, riconoscendo a Filippo Titi un ruolo centrale nella storia della critica e della divulgazione artistica. Nel corso di un secolo, lo Studio di pittura conobbe diverse edizioni: 1674, 1675, 1686 (Nuovo studio, con l’indice delle chiese e dei virtuosi che vi si nominano. Ed in fine un’aggiunta dove è descritto il Duomo di Città di Castello), 1708, 1721 e 1763. Un successo editoriale che testimonia la fortuna straordinaria di un’opera divenuta punto di riferimento per studiosi e viaggiatori. Lo Studio di pittura è considerato la prima guida “moderna” di Roma. A differenza delle numerose Mirabilia Urbis Romae e di altri testi destinati ai pellegrini, l’opera di Titi non si limita a indicare reliquie o miracoli, ma propone un approccio artistico e culturale, valorizzando la bellezza delle chiese e delle opere d’arte come espressione della fede e della civiltà romana.
Per un confronto delle varie edizioni è possibile consultare Filippo Titi, Studio di pittura, scultura e architettura nelle chiese di Roma 1674, a cura di Damiano Delle Fave, con un saggio storico di Carmelo Occhipinti (Roma 2017, collana Fonti e Testi di Horti Hesperidum, 31, UniversItalia).
La guida Studio di pittura scoltura et architettura
Una pagina dello Studio di pittura scoltura et architettura
Una pagina dello Studio di pittura scoltura et architettura
Una pagina-Studio di pittura scoltura et architettura
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