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Al via il progetto “Laboratori didattici nel Chiostro del Museo del Duomo”

 

Mercoledì 16 febbraio a partire dalle ore 16.45 si terrà un percorso di formazione attivato da IRC Insegnati di Religione cattolica finalizzato alla conoscenza del patrimonio culturale ecclesiastico conservato all’interno del Museo.
Sono attivi i laboratori didattici per l’anno in corso 2022-2023 pensati nel rispetto delle vigenti disposizioni anti Covid e il Super green pass.
Il Chiostro del Museo è uno spazio ad hoc per la realizzazione di percorsi didattici in quanto all’aperto e in parte dotati di colonnati quattrocenteschi al coperto. Lo spazio allestito con tavoli e
sedie distanziati e nel rispetto delle disposizioni vigenti sarà in grado di accogliere in sicurezza gli studenti.
I laboratori all’interno del Museo si terranno con un numero minino di partecipanti, a gruppi e con i necessari interventi di sanificazione, uso delle mascherine e Super Green pass.
I progetti pensati sono destinati a classi di ogni ordine grado e possono essere concordati con i docenti con le modalità ritenute migliori.
Altro spazio ideale di visita in sicurezza è il Campanile cilindrico, raro monumento dei secc. XI-XII, parte integrante dei nuovi progetti didattici per l’anno scolastico in corso.
E’ possibile prenotare ai seguenti recapiti: 075 8554705 – museo@diocesidicastello.it
Di seguito alcuni progetti sia museali che territoriali.

Didattica museale:

  • I Santi Patroni di Città di Castello Florido, Amanzio e Donnino nelle loro raffigurazioni principali
  • L’Imperatore Federico Barbarossa: lettura della Bolla del 1163
  • Il Paliotto di Celestino II, esempio di Oreficeria Romanica
  • Il Tesoro di Canoscio, Arte Paleocristiana del VI secolo
  • L’iconografia dei santi: simboli e raffigurazioni nelle opere conservate al museo
  • Pinturicchio e l’Arte del Rinascimento italiano: analisi della Madonna col il Bambino della seconda metà del sec. XV
  • Rosso Fiorentino e il Manierismo italiano: il Cristo Risorto in Gloria del 1528-30
  • Il Medioevo al Museo del Duomo
  • Il Rinascimento al Museo del Duomo
  • Puzzle d’autore. Ricostruzione di alcune opere esposte al Museo per stimolare la creatività e la fantasia dei più piccoli
  • Caccia al Tesoro al Museo: il gioco nell’arte.

Didattica territoriale:

  • La Basilica Cattedrale di Città di Castello: origini e successivi ampliamenti strutturali e arricchimenti artistico pittorici
  • Le Chiese del centro storico di Città di Castello: San Francesco, San Domenico e Santa Maria Maggiore
  • L’Oratorio di San Crescentino a Morra: il ciclo di affreschi cristologici di Luca Signorelli
  • Il significato della clausura nei monasteri di Città di Castello: Santa Veronica Giuliani – le Clarisse Urbaniste – Santa Chiara delle Murate
  • Il Campanile cilindrico di Città di Castello dei secc. XI e XII
  • Il Francescanesimo a Città di Castello nelle chiese e nei monasteri del centro storico e della periferia della città
  • I Santuari della Diocesi di Città di Castello: la Madonna di Belvedere – la Madonna del Transito di Canoscio – la Madonna delle Grazie
  • La Madonna di Donatello nella Chiesa di San Francesco a Citerna.
  • Il Campanile cilindrico dei secc. XI-XII, raro monumento di impianto ravennate completamente restaurato e accessibile.

Per informazioni: dott.ssa Catia Cecchetti 075 8554705 museo@diocesidicastello.it    fb Museo Duomo Città di Castello – instagram museodiocesanocdc

IL VESCOVO INFORMA

Invito a partecipare ai “gruppi sinodali” organizzati dai parroci, dai referenti, dagli animatori.

La pandemia sembra rallentare e quindi, sempre nel rispetto delle regole anti-covid, impegniamoci a riprendere sia la pastorale ordinaria (messa domenicale, catechesi, sacramenti, visita ai malati, consigli pastorali), sia queste esperienze sinodali che possono dare nuova vitalità ecclesiale.

Non cediamo alla pigrizia, né allo scoraggiamento. Le persone oggi hanno ancora più bisogno di Vangelo, di speranza e di gioia vera. Soprattutto le famiglie, i giovani, gli anziani, i

malati.

Mercoledì 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore, ricorre la 26ª Giornata mondiale della Vita consacrata (vedi più avanti). Si tratta di un importante appuntamento in cui la Chiesa tutta rende grazie al Signore per il dono di questa vocazione particolare: seguire Cristo casto, povero e obbediente

e ricordare a tutti l’importanza della piena comunione con Cristo Signore e il servizio a tempo pieno ai fratelli. È una Giornata che coinvolge tutta la Chiesa diocesana e universale.

Nel Santuario della Madonna delle Grazie avrà luogo la celebrazione da me presieduta a nostra Chiesa ha avuto nel passato una grande presenza di persone consacrate che hanno dato una notevole testimonianza. Abbiamo attualmente ben cinque monasteri e diverse comunità di religiose/i che stanno offrendo non pochi servizi ecclesiali e sociali. Li ringraziamo di

cuore e chiediamo la grazia che continuino nello spirito dei loro santi fondatori e fondatrici. Preghiamo per le vocazioni alla vita consacrata.

Nello stesso giorno, 2 febbraio, nella Cripta del Duomo alle ore 10:00, verrà ricordato Mons. Carlo Urru nel 20º anniversario della sua morte. La Chiesa tifernate è riconoscente al vescovo che l’ha servita con indimenticabile dedizione dal 1982 al 1991.

Domenica 6 febbraio celebriamo la 44ª Giornata Nazionale per la vita. “Libertà e vita” è il tema del Messaggio dei Vescovi italiani. La Giornata per la Vita 2022 è un’occasione preziosa per sensibilizzare tutti al valore dell’autentica libertà, nella prospettiva di un suo esercizio a servizio della vita. La libertà, si legge nel messaggio, non è il fine, ma lo ‘strumento’ per raggiungere il bene proprio e degli altri, un bene strettamente interconnesso.

La Vita va accolta e difesa come dono inestimabile dal concepimento (no all’aborto) fino al termine naturale (no all’eutanasia) e sostenuta in modo particolare quando attraversa difficoltà (no all’indifferenza e allo scarto). Invito il clero a richiamare nella Messa il messaggio del Papa.

L’11 febbraio si celebra la 30ª Giornata mondiale del malato che ha come tema: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6,36). Porsi accanto a chi soffre in un cammino di carità”.

“L’invito di Gesù a essere misericordiosi come il Padre – scrive il Papa – acquista un significato particolare per gli operatori sanitari. Penso ai medici, agli infermieri, ai tecnici di laboratorio, agli addettiall’assistenza e alla cura dei malati, come pure ai numerosi volontari che donano tempo prezioso a chi soffre”.

Persone che hanno fatto del loro servizio una missione. Perché “le vostre mani che toccano la carne sofferente di Cristo possono essere segno delle mani misericordiose del Padre”. Mentre ringrazio di cuore tutti coloro che a vario titolo collaborano nella Pastorale sanitaria e si adoperano per alleviare le sofferenze degli infermi (in primis Padre Gonsalo, cappellano dell’ospedale), ognuno di noi si impegni a fare tutto il possibile per essere vicino a chi soffre.

Sarebbe opportuno che nelle parrocchie si amministrasse l’unzione degli infermi.

Promossi dalla Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa di Loreto, anche quest’anno si svolgeranno gli Esercizi spirituali per Vescovi e Presbiteri sul tema “La parola si fa storia” . Le meditazione verranno proposte da P. Marko Ivan Rupnik. Gli esercizi si svolgeranno a Loreto dal 21 – 25 febbraio 2022. Più avanti trovate il dépliant con il programma e le modalità di iscrizione.

Domenico Cancian f.a.m.

Vescovo

Archivio Storico Diocesano e Biblioteca Diocesana “Storti – Guerri”, bilancio

Nell’anno 2021 la sala consultazione dell ’Archivio Storico Diocesano e della Biblioteca Diocesana “Storti – Guerri” di Città di Castello ha registrato 536 accessi, con una diminuzione del 7,5% rispetto all’anno precedente, quando reano stati 580. La flessione è dovuta alla pandemia, i cui effetti si sono visti soprattutto per l’assenza di utenti stranieri, che negli ultimi anni provenivano da Francia, Germania e Stati Uniti d’America. Dal 2013 al 2021 gli accessi sono stati 5.662, per una media annuale di 629 (l’anno con il maggior numero di accessi, 875, è stato il 2019). Sul totale, 268 accessi sono stati dovuti a ricerche d’archivio e altrettanti a studi in biblioteca. In aumento i prestiti librari, che sono saliti dai 208 del 2020 (erano stati 186 nel 2019) ai 228 del 2021 (+9,6%). Le domande di studipo presentate e accolte sono state 46, di cui 28 per studio personale, 12 per tesi di laurea o dottorato, 3 per ricerca scientifica e 3 per pubblicazione.

Sono stati schedati 953 libri (482 nel 2020), di cui 49 antichi e 904 moderni, da parte della bibliotecaria dott.ssa Cristiana Barni e altri 350 circa da parte del dott. Leonardo Tredici (che si è occupato prevalentemente di opuscoli di interesse locale); il totale di schede bibliografiche relative alla biblioteca presenti nel catalogo informatico del Polo Biblioteche Ecclesiastiche è di 10.433 volumi (erano 9-506 nel 2020 e 8.765 nel 2019), per un totale di 11.657 volumi, consultabili tramite la banca dati nazionale https://www.iccu.sbn.it. I prestiti librari sono stati 228 (erano stati 208 nel 2020 e 186 nel 2019).

Relativamente all’archivio, il lavoro di schedatura è consultabile tramite la banca dati pubblicata su BeWeb (https://beweb.chiesacattolica.it), insieme a quelli di alotri 71 istituti culturali ecclesiastici italiani, per un patrimonio archivistico complessivo di 1.190 fondi archivistici e 181.653 unità archivistiche. Dalla pagina Beni archviistici è possiible consultare le schede descrittive dei fondi, anche per l’Archivio Storico Diocesano di Città di Castello.

Grazie all’aiuto di un volontario è proseguito il lavoro di allestimento della sala periodici al secondo piano, un ampio e luminoso spazio di 60 mq la cui inaugurazione pubblica è stata rinviata a motivo della pandemia di Covid-19. Si tratta di una ricca collezione di riviste (storia, letteratura, filosofia, liturgia, teologia, diritto, vita ecclesiale e missionaria, pastorale, catechesi, medicina, politica, società, interesse locale) dal 1822 al 2022, di cui 24 correnti.

Dopo le festività natalizie, l’Archivio Storico Diocesano e la Biblioteca Diocesana “Storti – Guerri” sono nuovamente aperti al pubblico da martedì 11 gennaio. L’orario è quello consueto: da lunedì a venerdì, ore 8,30-12,30; il mercoledì anche ore 15-19. Per informazioni rimane attivo l’indirizzo biblioeclesiastica@libero.it o, in orario di apertura, il numero telefonico 0758522832.

 

Archivio Storico Diocesano

Le domande di studio presentate e accolte sono state 46:

  1. Chiesa e convento di Sant’Agostino di Città di Castello;
  2. Ricerca genealogica;
  3. Rapporti commerciali fra la Valtiberina e Arezzo nel XIII secolo;
  4. Il pastorale del Museo del Duomo di Città di Castello;
  5. Scipione Lapi;
  6. Politica tifernate nel secondo dopoguerra;
  7. La pala con le Stimmate di san Francesco in San Francesco di Città di Castello;
  8. Lugnano;
  9. Iconografia di san Francesco;
  10. Carpini e Pieve de’ Saddi;
  11. Storia della Biblioteca Comunale di Città di Castello;
  12. Don Bartolomeo Borghi;
  13. Cave e miniere in disuso in Altotevere;
  14. Il duomo di Città di Castello;
  15. Santa Maria dei Badiali;
  16. Ricerca genealogica sulle famiglie Rubechi e Serini;
  17. Ricerca genealogica;
  18. Finanze nello Stato della Chiesa nel Duecento;
  19. San Pietro a Monte;
  20. Ricerca genealogica;
  21. Documenti di guerra;
  22. Alta Valle del Tevere;
  23. Storia delle chiese tifernati;
  24. La biblioteca del Seminario, storia e fondi;
  25. Il vescovo Giuseppe Sebastiani;
  26. Chiesa di San Francesco a Città di Castello;
  27. Santa Maria del Combarbio;
  28. La pala Mond (Raffaello);
  29. Ponte d’Avorio;
  30. Monterchi;
  31. Sant’Illuminato;
  32. Concilio plenario umbro 1923;
  33. Badia Petroia;
  34. Maria Mattia Pierini (Serva di Dio);
  35. Ebrei in Valtiberina;
  36. Ricerca genealogica famiglia Capaccioni;
  37. Ricerca genealogica;
  38. Territorio di Selci – Lama e San Giustino;
  39. Badiali e don Amedeo Bernabei;
  40. Studio sulla festa dell’Ascensione di Monte Santa Maria Tiberina;
  41. Il Vangelo di Marco;
  42. La collezione d’arte di Francesco Vitelli;
  43. La musica nella cattedrale di Città di Castello;
  44. La cappella della Madonna delle Grazie e la Dormitio Virginis di Ottaviano Nelli;
  45. Il referendum del ’46: dibattito tra sinistre e cattolici a Città di Castello;
  46. Villa Florida;

Ambito cronologico (possibili più risposte)

Età contemporanea: 29

Età moderna: 28

Medioevo: 10

Umanesimo e Rinascimento: 12

Ambito tematico (possibili più risposte):

Storia locale: 32

Storia della Chiesa: 11

Genealogia: 6

Storia dell’architettura: 1

Storia dell’arte: 10

Personaggi: 2

Altro: 1

Biblioteconomia: 1

Storia della liturgia/musica: 1

Finalità:

Studio personale: 28

Tesi: 12

Ricerca scientifica: 3

Pubblicazione: 3

Provenienza degli studiosi:

Italia:

Città di Castello: 28

Monte Santa Maria Tiberina: 3

Perugia: 3

San Giustino: 2

Arezzo: 1

Bergamo: 1

Firenze: 1

Monterchi: 1

Perugia: 1

Sansepolcro: 1

Trezzo sull’Adda: 1

Umbertide: 1

Germania: 1

Gran Bretagna: 1

Numerose altre richieste, non quantificabili, sono state soddisfatte via email.

L’archivista, dott.sa Cristiana Barni, ha revisionato 18 unità archivistiche del Fondo della Curia vescovile di Città di Castello:

 Sezione Parrocchie, serie Castelguelfo; serie Parrocchie varie.

Sezione Atti del Vescovo, serie Inventari dei beni;

Sezione Cancelleria, serie Corrispondenza;

Sezione Vescovi, serie Luigi Cicuttini; serie Cesare Pagani;

Sezione Giudiziario, serie Ordinaria;

Fondo Ascani.

 

È in corso d’opera la creazione di schede Entità cui agganciare le voci d’indice ancora prive di legami. Le unità revisionate vengono agganciate alla busta che le contiene o al relativo palchetto di collocazione.

Nel corso dell’anno 2021 sono stati schedati 953 libri (482 nel 2020), di cui 49 antichi e 904 moderni, da parte della bibliotecaria dott.ssa Cristiana Barni e altri 350 circa da parte del dott. Leonardo Tredici (che si è occupato prevalentemente di opuscoli di interesse locale); il totale di schede bibliografiche relative alla nostra biblioteca presenti nel catalogo informatico del Polo Biblioteche Ecclesiastiche è di 10.433 volumi (erano 9-506 nel 2020 e 8.765 nel 2019), per un totale di 11.657 volumi, consultabili sia dal sito https://beweb.chiesacattolica.it che dal sito https://www.iccu.sbn.it. I prestiti librari sono stati 228 (erano stati 208 nel 2020 e 186 nel 2019).

Grazie all’aiuto di un volontario (Alessandro Bianconi) è proseguito il lavoro di allestimento della sala periodici al secondo piano, un ampio e luminoso spazio di 60 mq la cui inaugurazione pubblica è stata rinviata a motivo della pandemia di Covid-19. Si tratta di una ricca collezione di riviste (storia, letteratura, filosofia, liturgia, teologia, diritto, vita ecclesiale e missionaria, pastorale, catechesi, medicina, politica, società, interesse locale) dal 1822 al 2022, di cui 24 correnti.

 

 

 

 

 

 

Missionarie dell’Immacolata P.Kolbe, incontri veglie di preghiera ed esercizi spirituali

Le Missionarie dell’Immacolata P.Kolbe sono un Istituto Secolare di Diritto Pontificio, fondato a Bologna nel 1954, da P. Luigi Faccenda, Frate minore conventuale.  Sono presenti in Umbria, nella Diocesi di Città di Castello, dal 15 settembre 2014, accolte dal Vescovo Mons. Domenico Cancian; vivono e operano nella ex-canonica annessa alla Pieve dei Santi Cosma e Damiano a Canoscio, a pochi metri dal Santuario della Madonna del Transito. Qui hanno adattato la struttura esistente non solo per la vita della comunità, ma anche come Casa di preghiera, per poter accogliere singoli e piccoli gruppi che chiedono di fare un’esperienza più profonda di comunione con Dio, nel silenzio, nell’ascolto della sua Parola e nella preghiera. Il carisma mariano e missionario a servizio dell’evangelizzazione che le caratterizza, è dono prezioso per rispondere al bisogno presente nel cuore di tanti fedeli di approfondire il proprio cammino di fede e di spiritualità per qualificare il proprio battesimo. La natura secolare dell’Istituto offre alle missionarie anche la possibilità di porsi accanto a tutte le persone senza distinzioni, in uno stile di fraternità, semplicità e accoglienza; di donare ascolto a quanti sono alla ricerca di un senso di vita e consolazione a quanti attraversano tribolazioni, fatiche, inquietudini e disorientamento.
Tra le attività proposte dalle missionarie si segnalano: corsi di esercizi spirituali (in gruppo o personalmente guidati); percorsi di esercizi spirituali nella vita ordinaria (con accompagnamento personale); giornate di ritiro e di spiritualità; corsi di formazione alla preghiera e al discernimento spirituale; ascolto pregato e condiviso della Parola di Dio (settimanale); condivisione di vita, preghiera e lavoro con la comunità.
Nelle Parrocchie sono inoltre disponibili per animare giornate di ritiro per giovani, famiglie e adulti; incontri di spiritualità mariana e percorsi di preparazione all’affidamento a Maria.
Le missionarie sono presenti in diversi Paesi del mondo (Italia, Europa, America, Africa). Animano Centri di spiritualità, Centri sociali per sostenere i più poveri e contribuire alla formazione dei bambini e ragazzi più disagiati; stampano una rivista mensile per la famiglia (“Missione Maria”), libri di formazione e di spiritualità mariana; in Brasile evangelizzano anche attraverso le proprie Radio e TV, insieme ai Missionari dell’Immacolata P.Kolbe e al Movimento della Milizia dell’Immacolata, fondato da S. Massimiliano Kolbe.
La comunità presente a Canoscio attualmente è composta da tre missionarie.

Per l’anno 2022 le missionarie organizzano  itinerari, approfondimenti, veglie di preghiera , esercizi spirituali e corsi.
ECCO IL PROGRAMMA

 

 

 

CARITAS, un anno da raccontare

La fine di ogni anno porta con se un  momento di riflessione su ciò che c’è stato e su quello di ci attende. Le attività Caritas, sempre molteplici, continuano a rappresentare un modo importante di poter servire il prossimo.

L’emporio della solidarietà dal 2012 ha fornito beni alimentari a circa 1.300 famiglie, 97 domande solo nel 2021. Il fondo di solidarietà, ormai chiuso, ha consentito a 264 famiglie di poter usufruire di un contributo economico per le proprie necessità. Il prestito della speranza, in forma di microcredito ha visto circa 40 domande di finanziamento arrivate presso i nostri uffici. La collaborazione con fondazioni ed enti permette di intervenire in solido mettendo in comune le proprie risorse e disponibilità.

La mensa diocesana continua ad erogare circa 60 pasti al giorno, compresi quelli da asporto.

La casa di accoglienza per donne e uomini vede quasi sempre posti al completo. L’assistenza ai richiedenti asilo presenti presso le strutture diocesane e in due parrocchie, stà portando ad una lenta ma efficace integrazione, attraverso percorsi di formazione e studio della lingua italiana.

L’azienda agricola “Le cascine”stà consolidando i risultati raggiunti nella produzione di prodotti biologici e nella integrazione, attraverso forme di lavoro, di persone che cercano un riscatto dopo un momento buio della propria vita.

I nostri Centri di ascolto assistono molte famiglie sul territorio con tanti volontari che dedicano una cospicua parte de loro tempo libero al servizio dei più disagiati.

Il servizio vestiario consente ha chi né ha bisogno di avere di che vestirsi, grazie ad una continua presenza di donatori e ad un servizio efficiente dei nostri collaboratori.

Abbiamo attivato e portato a termine 7 tirocini formativi in collaborazione con diverse aziende ed istituzioni locali, che permettono di avviare ad un percorso lavorativo persone disoccupate. Molti di questi tirocini si sono poi concretizzati con contratti di assunzione. Crediamo che questa sia un’opportunità per molte personeal fine di  avviarle ad una autonomia e indipendenza economica. Anche per il prossimo anno saranno attivati 8 di questi progetti.

La formazione per i volontari si è arricchita di nuove tematiche in linea con le nuove povertà e fragilità  ed il tempo attuale che stiamo vivendo.

Le collaborazioni con le Istituzioni locali, Comune di Città di Castello e Regione Umbria, sono sempre attive ed hanno permesso di realizzare progetti importanti come l’Agenda Urbana, per il riutilizzo del cibo e la lotta agli sprechi alimentari con ilprogetto Idea “Identità, educazione, appartenenza”.

E’ stato donato da parte nostra un defibrillatore per la città posto in Piazza del Garigliano a fianco della sede Caritas, utile per un primo soccorso sanitario; il servizio prevede anche la formazione di volontari addetti al primo intervento.

Il tempo del Covid ci ha messo a dura prova ma non ci siamo fermati, anzi abbiamo ritenuto che questo momento sia stato fonte di ulteriori povertà e fragilità che hanno richiesto un maggior impegno e vicinanza a tante famiglie.

La nostra struttura che ha visto il cambio di direzione con il saluto di Don Paolino Trani e l’ingresso del dott. Gaetano Zucchini, e le nostre attività, crediamo che rappresentino un segno importante della vicinanza alle persone in difficoltà che sempre più spesso sono amici che hanno perso il posto di lavoro, famiglie che entrano in crisi e si ritrovano a dover gestire situazioni critiche, o semplicemente cercano un conforto per le difficoltà della vita.

Gran parte delle attività sono state realizzate grazie ai contributi derivanti dai fondi 8 x mille della Chiesa Cattolica: è la principale fonte di sostentamento per le attività Caritative, Pastorali e Sostentamento del clero.

 

Continueremo a svolgere il nostro servizio, anche grazie al vostro aiuto a favore del prossimo e per la Chiesa. Ringraziamo tutti i collaboratori e benefattori che con le loro firme a favore della Chiesa Cattolica o con i loro contributi personali, ci sostengono e soprattutto perché esprimono l’amore per l’altro, come riflesso di Gesù presente in ognuno di noi.

Buon anno a tutti!

Equipe Caritas Diocesana

Laus Deo – il calendario delle suore cappuccine di Città di Castello

Ogni mese un riferimento alla Bibbia, ai testi sacri e alla realtà. E’ il calendario delle monache clarisse Cappuccine del Monastero di Santa Veronica
Giuliani (quattro secoli e più di storia) di Città di Castello (Perugia). “LAUS DEO” Da una piccola finestra del monastero, nel cuore del Rione San Giacomo, è disponibile il terzo calendario,
“Laus Deo”, realizzato grazie alla collaborazione di aziende tipografiche, Cartoedit e Petruzzi, simbolo di una tradizione artigianale ed industriale
che fa proprio di Città di Castello la capitale del settore. Come già avvenuto per 2020 e 2021 anche per il 2022, lo scorrere dei mesi sarà
scandito nel calendario dalla “Parola di Dio”.

IL PARADOSSO DEI CRISTIANI
“Le parole che troverete – spiega Madre Chiara al quotidiano La Nazione – vogliono essere un invito a ritornare sulle pagine della Sacra Scrittura per scoprire quanto esse hanno ancora oggi qualcosa da dire alla nostra umanità. La Bibbia ci insegna a vedere con “occhi nuovi” gli altri, il mondo e gli eventi anche
drammatici dell’esistenza

INEDITI DI VITA MONASTICA
Da gennaio a dicembre ogni mese del 2022 il calendario delle suore propone foto in bianco e nero di momenti inediti di vita monastica quotidiana mai visti prima d’ora affiancati da brani della Bibbia, di testi sacri e considerazioni che collegano il passato al presente. Un modo davvero inedito che le otto sorelle del Monastero di Santa Veronica Giuliani hanno scelto dopo secoli di ferrea clausura per comunicare con l’esterno e lanciare messaggi di grande impatto sociale.
Per richiedere il calendario potete inviare il vostro nome, cognome, indirizzo alla mail: info@lerosedigerico.it; info.santaveronicagiuliani@gmail.com, oppure presso la sede “Le rose di Gerico” o bussando alla porta delle suore.

IL PROFILO FACEBOOK
Dalla primavera del 2021 hanno anche aperto un proprio profilo facebook “Le rose di Gerico”, divenuto nel corso

FONDATO NEL 1643
Il monastero di Santa Veronica Giuliani, delle Monache Clarisse Cappuccine, a Città di Castello, scrive Avvenire, è stato fondato nel 1643 da monsignor Giovanni Maria Cuccioli. Le prime due madri provenivano dal Monastero delle cappuccine di Perugia.
Le monache sono di vita interamente contemplativa e seguono la regola di santa Chiara d’Assisi, secondo la riforma intrapresa dalla venerabile Lorenza Longo nel 1535. Qui visse santa Veronica Giuliani, grande mistica, che dal 1677 al 1727 si offrì per la gloria di Dio e per la salvezza dei fratelli. Nel secolo scorso il monastero è stato scelto come sede della nascente Federazione delle cappuccine e come centro formativo della vita cappuccina.
Gelsomino Del Guercio

GIORNATA DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI 2022 Ascoltate!

Ogni anno il tema viene annunciato dal pontefice il 29 settembre, festa dell’Arcangelo Gabriele, mentre il 24 gennaio nelle Diocesi con i giornalisti cattolici riuniti attorno al proprio vescovo per celebrare il loro patrono San Francesco di Sales, si fa un approfondimento del messaggio del Papa. La giornata si celebrerà nel mese di maggio.

Nel tema della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2022, Francesco lancia un invito ai professionisti del settore: la ricerca della verità comincia dall’ascolto, oggi di nuovo basilare dopo le ferite prodotte dalla pandemia

 “Ascoltate!”. Un tema brevissimo, una sola parola, eppure ricchissimo di significato e di valore: è l’imperativo “Ascoltate!” che il Santo Padre Francesco ha scelto come verbo guida per il suo Messaggio per la 56a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebrerà nel 2022.

Dopo l’invito dinamico del Messaggio per il 2021 – quel “Vieni e vedi” che esortava gli operatori della comunicazione a raggiungere di persona ciò che si voleva raccontare – quest’anno il Pontefice “chiede al mondo della comunicazione”, di “reimparare ad ascoltare”.

Così è affermato, infatti, in un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede che commenta la presentazione del tema del Messaggio.

“La pandemia – si legge nel testo della Sala Stampa vaticana – ha colpito e ferito tutti e tutti hanno bisogno di essere ascoltati e confortati. L’ascolto è fondamentale anche per una buona informazione. La ricerca della verità comincia dall’ascolto. E così anche la testimonianza attraverso i mezzi della comunicazione sociale. Ogni dialogo, ogni relazione comincia dall’ascolto. Per questo, per poter crescere, anche professionalmente, come comunicatori, bisogna reimparare ad ascoltare tanto”.

La nota ricorda poi che nel Vangelo Gesù in persona “chiede di fare attenzione a come ascoltiamo”. Anche perché, osserva, “per poter veramente ascoltare ci vuole coraggio, ci vuole un cuore libero e aperto, senza pregiudizi”. La conclusione chiama in causa la comunità ecclesiale nella sua totalità, in un tempo in cui “è invitata a mettersi in ascolto per imparare ad essere una Chiesa sinodale”: tutti “siamo invitati a riscoprire l’ascolto come essenziale per una buona comunicazione”.

 

 

 

Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei

“Realizzerò la mia buona promessa”(Ger 29, 10)

 “Essere seminatori di speranza”, in un tempo fortemente segnato dalla pandemia, perché “ogni crisi è una buona occasione, un tempo favorevole da non sprecare”.

“A nulla serve l’illusione di poter riprendere in fretta le consuetudini amate, di fare in modo che tutto sia come prima”. Questo il “messaggio” che quest’anno vuole assumere la Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei che si celebrerà il 17 gennaio ed avrà per titolo: “Realizzerò la mia buona promessa” (Ger 29, 10).

La Giornata è giunta alla sua 33ma edizione ed è accompagnata da un messaggio scritto dalla Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo. Negli ultimi anni i temi del dialogo sono stati dedicati alle Dieci Parole e alle Meghilloth. Quest’anno si è deciso di intraprendere, anche “alla luce della pandemia e delle sue conseguenze”, un cammino sulla Profezia, partendo dalla lettura di un passo del profeta Geremia, “La lettera agli esiliati”.

La Commissione CEI spiega come il tempo dell’esilio sia particolarmente in sintonia con “il tempo complesso che stiamo attraversando” e dona indicazioni preziose su come vivere questa condizione: “Chi sceglie di conservare tutto e resta attaccato a un passato glorioso – scrive la Cei – rischia di perdere anche se stesso, mentre chi è disponibile ad abbandonare ogni falsa sicurezza riavrà i suoi giorni”. Chi si trova in esilio ha la tentazione di “perdere ogni speranza e costruire una comunità chiusa, distaccata e ripiegata su se stessa. Nella pandemia, come credenti, abbiamo avuto le stesse tentazioni: perdere la speranza e chiuderci in comunità sempre più autoreferenziali”.

Nel messaggio la Cei fa riferimento anche alla “situazione di esculturazione del fenomeno religioso” dalla sfera pubblica e al rischio di “creare comunità sempre più chiuse in se stesse”. L’invito che arriva dalla lettura del brano di Geremia è invece quello di “stare positivamente dentro la realtà e a starci in modo generativo”.

“Ecco la sfida per le religioni: uscire dal rischio della “depressione” e dell’autoreferenzialità difensiva per essere generative, capaci di lavorare per la costruzione della società e generare speranza”.

Nel messaggio, la Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo esprime anche preoccupazione per le “deprecabili manifestazioni di cancellazione della memoria e di odio contro gli ebrei”. In questo senso, “la Giornata è una significativa opportunità per sottolineare il vincolo particolare che lega Chiesa e Israele”. Infine, c’è un rifermento anche a tutti gli “esiliati” di oggi. Ricordano – scrive la Cei – che “lo straniero è una benedizione e che l’ospitalità così centrale nelle tradizioni ebraica e cristiana, può essere lo “stile” con cui oggi i credenti stanno nella storia e animano la società.

IL VESCOVO INFORMA

  • In questo mese di gennaio (e forse anche nei prossimi mesi) avremmo ancora a che fare con le restrizioni dovute alla pandemia. Incoraggio sacerdoti, diaconi e coloro che hanno ministeri e servizi pastorali a fare tutto ciò che è possibile nell’ambito del culto, della catechesi e della carità, sempre nell’osservanza delle direttive del Governo e della CEI, vaccinazione compresa.

Dedichiamo tempo per la preghiera, per la nostra formazione, per far sentire nei modi possibili la nostra vicinanza speciale a tutti coloro che soffrono. Non lasciamoci prendere dalla tristezza, dalla rassegnazione e dalla pigrizia.

A volte basta una telefonata, l’invio di un sussidio o di messaggi, la disponibilità agli aiuti possibili.Sosteniamo la”chiesa domestica”  invitando a meditare il Vangelo, a pregare, a riflettere, a vivere ancora meglio le relazioni familiari.

È bene che si concordino possibili iniziative a livello parrocchiale e di unità pastorale, in primo luogo agli incontri dei gruppi sinodali. La diocesi offre gli appuntamenti elencati nel calendario che avete qui.

  • Faccio presente che nei giorni 24-28 gennaio 2022 a Nocera Umbra (Domus Ecclesiae) avrà luogo il corso di Esercizi spirituali tenuti dal padre gesuita Jean Paul Hernandez per il clero di Spoleto. Invito coloro che non li hanno fatti a parteciparvi: è una bella opportunità sia per la competenza del predicatore, sia per la comunione con i confratelli dell’Umbria.

Per prenotarsi, rivolgersisegreteria@spoletonorcia.it(Sig Anna: 0743231065).

  • Per quanto concerne il Sinodo invito tutti anzitutto alla preghiera: personalmente, nelle parrocchie e unità pastorali (si possono organizzare adorazioni, liturgia della Parola…). Sollecito poi sacerdoti, diaconi, religiosi/e, operatori pastorali a collaborare con i parroci/moderatori/vicari per la formazione e organizzazione dei “gruppi sinodali” con i corrispondenti “responsabili/guide/animatori”, secondo le indicazioni già note e che troverete più avanti.

Il frutto di questi incontri è duplice: vivere la bellezza del camminare insieme (sinodalità in atto) ascoltandoci con attenzione e offrire delle preziose indicazioni per il rinnovamento della nostra Chiesa.

  • Il 5 gennaio alle ore 21:00 al teatro degli Illuminati doveva esserci, un concerto davvero interessante: La Buona Novella.Si ispirava al noto album di Fabrizio De André. La scholacantorumGiovanni Medici, diretta da Enzo Bartolucci, aveva preparato una stupenda interpretazione attualizzata. Purtroppo, causa covid, non ci sarà. Speriamo possa essere proposta più avanti.
  • Il primo giorno dell’anno è dedicato alla Vergine Maria, Madre di Dio. Dopo aver contemplato il Bambino Gesù, la Chiesa ci invita a guardare come Maria e Giuseppe l’hanno accolto: con umiltà, coraggio e tanto amore. Dinanzi alle imprevedibili difficoltà Maria meditava e custodiva tutto nel suo cuore, nel silenzio rispettoso e attento della mamma. Maria e Giuseppe senza risentimenti verso chi non li aveva ospitati e verso chi voleva addirittura uccidere il Figlio, hanno accettato l’esilio. Ci insegnano la via dell’amore e della pace che Gesù più tardi annuncerà.

In questa luce mariana, si celebra venerdì 1 gennaio  la 55ª Giornata Mondiale della Pace.

Come edificare una pace duratura oggi? Nel suo Messaggio il Papa individua tre contesti estremamenteconnessi su cui riflettere e agire: “Educazione, lavoro, dialogo tra le generazioni: strumenti per edificare una pace duratura”.  Dopo la “cultura della cura” percorso proposto nel 2021 per “debellare la cultura dell’indifferenza, dello scarto e dello scontro, oggi spesso prevalente”, per la giornata di quest’anno il Papa propone di“leggere i segni dei tempi con gli occhi della fede, affinché la direzione di questo cambiamento risvegli nuove e vecchie domande con le quali è giusto e necessario confrontarsi”.

Siamo interpellati sucome possono l’istruzione e l’educazione costruire una pace duratura.Il lavororisponde alle vitali necessità dell’essere umano sulla giustizia e sulla libertà? E infine: le generazioni sono veramente solidali fra loro? Credono nel futuro?

Il Messaggio del Papa per la Giornata merita un’attenta lettura. Sarebbe opportuno offrirne copia ai fedeli oltreché trarne spunto per l’omelia.

  • Il 6 gennaio si celebra la Giornata dell’infanzia missionaria (Giornata missionaria dei ragazzi).La solennità dell’Epifania e la festa del Battesimo del Signoreconcludono il ciclo liturgico del Natale. Ci aiutano ad approfondire la dimensione missionaria della Chiesa, sulla quale giustamente molto insiste Papa Francesco.
  • Il 17 gennaiocelebreremo la ma giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, un’importante occasione per curare il rispetto, il dialogo e la conoscenza della tradizione ebraica, per ripensare all’importanza della rettitudine e dell’onestà, della giustizia e della carità. Se negli ultimi anni i temi del dialogo sono stati dedicati alle Dieci parole e alle Meghilloth ora, alla luce della pandemia e delle sue conseguenze, viene intrapreso un cammino sulla Profezia.

La lettura di del profeta Geremia ci pare particolarmente in sintonia con il tempo complesso che stiamo attraversando. Invito le parrocchie a trovare un momento di preghiera per questa intenzione.

  • Dal 18 al 25 gennaio 2022avrà luogo la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Il Signore ha chiesto insistentemente al Padre che i suoi discepoli siano “una cosa sola con Lui”, come Lui è “una cosa sola col Padre” (cfGv 17). La divisione proviene dal peccato e costituisce uno scandalo per il mondo già drammaticamente diviso per altri motivi.

I sussidi sono stati elaborati dal Consiglio delle Chiese del Medio Oriente (con sede principale in Libano) sul tema: “Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo” (Matteo 2,2).

I cristiani in Medio Oriente hanno trovato nella ‘stella’ un’immagine della vocazione cristiana. La stella fu il segno che guidò i Magi da luoghi lontani e da diverse culture verso Gesù Bambino.

I cristiani dovrebbero aiutarsi reciprocamente ad “andare a Betlemme” per incontrare ancora meglio Gesù (più avanti troverete un’interessante riflessione di Don Tonino Bello su questo). E’ in fondo lo scopo del Sinodo.

I cristiani dovrebbero essere nel mondo di oggi quella stella che indica e porta a Gesù e con Lui al Padre. Dovrebbero testimoniare la bellezza trasformante di quell’incontro con il Salvatore che rende luminosa la nostra vita come figli di un unico Padre che ci unisce con vincoli fraterni.

Quest’anno non ci sarà la preghiera ecumenica con le altre Chiese cristiane, come negli altri anni, ma solo nelle comunità e parrocchie, magari invitando a partecipare a qualche celebrazione le persone appartenenti ad altre confessioni cristiane. Chiedo che in ogni parrocchia, unità pastorale e comunità si programmino momenti di preghiera seguendo il testo proposto.Il “Sussidio” lo si può richiedere in vescovado o in Libreria Sacro Cuore.

  • Mercoledì 19 gennaio a San Giovanni Decollato avrà luogo il ritiro del clero.

Ulteriori informazioni, anche a motivo del Covid verranno segnalate più avanti.

  • Domenica 23 gennaio la Chiesa celebrerà la Domenica della Parola di Dio, istituita da Papa Francesco con la Lettera apostolica Aperuitillis. L’iniziativa vuole ravvivare la responsabilità che i credenti hanno nella conoscenza della Sacra Scrittura e nel mantenerla viva attraverso un’opera di permanente trasmissione e comprensione, capace di dare senso alla vita di ognuno dei noi, delle famiglie e delle parrocchie. La Parola è Luce ai nostri passi, spesso incerti.

«Questa Domenica della Parola di Dio verrà così a collocarsi in un momento opportuno del periodo dell’anno, quando siamo invitati a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani. Non si tratta di una mera coincidenza temporale: celebrare la Domenica della Parola di Dio esprime una valenza ecumenica, perché la Sacra Scrittura indica a quanti si pongono in ascolto il cammino da perseguire per giungere a un’unità autentica e solida. Le comunità troveranno il modo per vivere questa Domenica come un giorno solenne.

Sarà importante, comunque, che nella celebrazione eucaristica si possa intronizzare il testo sacro, così da rendere evidente all’assemblea il valore normativo che la Parola di Dio possiede. In questa domenica, in modo particolare, sarà utile evidenziare la sua proclamazione e adattare l’omelia per mettere in risalto il servizio che si rende alla Parola del Signore. I Vescovi potranno in questa Domenica celebrare il rito del Lettorato o affidare un ministero simile, per richiamare l’importanza della proclamazione della Parola di Dio nella liturgia» (Motu proprio “Aperuitillis”, n. 3).

  • Invito a consegnare alla Caritas le offerte raccolte per sostenere i nostri Centri di ascolto e l’Emporio della solidarietà che sono le nostre strutture per venire incontro alle necessità dei poveri,purtroppo in aumento.

Anche la Giornata per l’infanzia missionaria (6 gennaio) e la Giornata della lebbra (30 gennaio)sono occasioni che dovremo valorizzare perché la nostra fede si traduca in una carità sempre più generosa. Ammiro e ringrazio i molti volontari,tante persone attente e sensibili, le aziende e le ditte disponibili a donare quanto possono per sostenere le attività caritative.

  • Preghiamo anche per i sacerdoti, specialmente quelli anziani e malati. Il Signore li sostenga dando loro salute e serenità. Siamo loro vicini.

Preghiamo pure per la pastorale giovanile e vocazionale; impegniamoci tutti per accompagnare le persone al discernimento vocazionale. Viviamo un tempo di forte calo delle vocazioni al matrimonio cristiano, alla vita consacrata, al sacerdozio e al diaconato permanente. Gesù ci ha chiesto di pregare il Padrone della messe.

Giornata mondiale di lotta alla lebbra

LE MALATTIE DIMENTICATE NEL 2022 ESISTONO ANCORA. AIUTACI A CANCELLARLE PER SEMPRE.

L’ultima domenica di gennaio si celebra la GIORNATA MONDIALE DEI MALATI DI LEBBRA, un appuntamento internazionale di solidarietà. In Italia l’iniziativa è promossa da AIFO – Associazione italiana Amici di Raoul Follereau che, in 60 anni, grazie al sostegno di centinaia di migliaia di italiani, ha contribuito alla cura di oltre un milione di malati di lebbra, destinando più di 150 milioni di euro per lo sviluppo e la gestione di progetti sociosanitari nei paesi a basso reddito.

La lebbra non è una malattia del passato. È curabile ma se non viene diagnosticata precocemente e trattata in modo adeguato, può provocare disabilità permanenti e gravi. Nelle aree più povere del mondo, continua a colpire molte persone. Secondo recenti stime, sono oltre 200 mila i nuovi casi del morbo di Hansen registrati ogni anno. Tra questi, molti sono bambini. Nel 2017 sono stati registrati 211.009 casi di lebbra in tutto il mondo secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità. La Chiesa, nella sua storia, ha sempre fornito assistenza ai malati di lebbra e nel mondo gestisce oltre 640 lebbrosari.

La causa principale della diffusione di questa malattia continua ad essere la povertà. Altri fattori sono l’assenza di servizi sanitari e la scarsa alimentazione. A queste criticità si aggiunge lo stigma, il pregiudizio ancora diffuso per i segni che la malattia lascia sul corpo. Per combattere questa malattia che colpisce soprattutto i più poveri ed emarginati, si celebrerà domenica 31 gennaio 69.ma Giornata mondiale di lotta alla lebbra,istituita nel 1954 dallo scrittore e giornalista francese Raoul Follereau.

Amore contro lo stigma

Uno dei bisogni fondamentali nelle vite di coloro che sperimentano questa malattia devastante è l’amore”. Si deve porrefine a discriminazione, stigmatizzazione e pregiudizio”. Una terapia multifarmacologica e centri clinici specializzati, hanno dimostrato la loro efficacia nel trattare questa malattia. Tuttavia, nessuna istituzione può da sola rimpiazzare il cuore o la compassione umana, nel momento in cui bisogna andare incontro alla sofferenza dell’altro. Non sarà uno sforzo individuale a provocare la necessaria trasformazione di coloro che combattono la lebbra, bensì un lavoro condiviso di comunione e solidarietà. Soprattutto nei Paesi in cui la lebbra è una malattia endemica, possono fare molto, osserva inoltre il porporato, il potere dell’educazione e il contributo dell’accademia delle scienze.

Gesù e i lebbrosi

Gesù è stato per noi un modello per questo tipo di cura. Ciò che muoveva Cristo nel profondo nell’incontro con i lebbrosi deve ora ispirarci tutti, nella Chiesa e nella società.

Papa Francesco, riflettendo sulla guarigione del lebbroso ad opera di Gesù, ha indicato il potere e l’efficacia di Dio nel venire incontro al nostro desiderio più profondo di essere amati e accuditi. La misericordia di Dio, ha spiegato il Pontefice all’Angelus del 15 febbraio del 2015, “supera ogni barriera. “Non si pone a distanza di sicurezza”, ha affermato Francesco, “e non agisce per delega, ma si espone direttamente al contagio del nostro male”.