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Giornata della Memoria

Giornata della Memoria viene celebrata il 27 gennaio ed è una ricorrenza internazionale. Ogni anno si commemora per ricordare le vittime dell’Olocausto.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite stabilì di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio per ricordare il 27 gennaio del 1945, giorno in cui le truppe dell’Armata Rossa dell’Unione Sovieticaliberarono il campo di concentramento di Auschwitz in Polonia.

Quel giorno l’esercito sovietico capeggiato dal maresciallo Ivan Konev giunse per primo nella città di Oświęcim più conosciuta come Auschwitz. Entrando all’interno dei cancelli del campo di concentramento liberò i superstiti. La scoperta del campo di concentramento di Auschwitz rivelò integralmente per la prima volta al mondo intero l’orrore dell’olocausto nazista, gli attrezzi di tortura e di annientamento adoperati in quel campo di sterminio nazista.

Prima dell’arrivo dell’Armata Rossa ad Auschwitz, 10 giorni prima, l’esercito tedesco era tragicamente indietreggiato trascinando con sè tutti i prigionieri i quali morirono durante la ritirata.

Il giorno della memoria è riferito al giorno della liberazione di Auschwitz anche se precedentemente altri campi di concentramento erano già stati liberati. Difatti il campo di concentramento di Majdanek, così come quelli di TreblinkaBelzec e Sobibor, erano stati liberati nel 1943 e nel 1944.

L’Italia dal canto suo ha formalmente istituito la commemorazione della giornata nello stesso giorno, per ricordare le vittime dell’Olocausto.

Lo Stato italiano con gli articoli 1 e 2 della legge 20 luglio 2000 n. 211 definiscono in questo modo le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria:

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere

Alla data del 1º gennaio 2018, l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah, lo YadVashem di Gerusalemme, Ente istituito per «documentare e tramandare la storia del popolo ebraico durante la Shoah, preservando la memoria di ognuna delle sei milioni di vittime, riconosceva “Giusti tra le Nazioni” 26 973 persone. Ovvero i non ebrei che durante l’olocausto si sono impegnati, a rischio della vita e senza nessun interesse economico, a soccorrere gli ebrei perseguitati. Tra questi ricordiamo Mons. Beniamino Schivo deceduto il 31 gennaio 2012.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ITINERARI DI PREPARAZIONE AL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO

Si comunica che a partire da gennaio 2022 saranno a disposizione i seguenti itinerari di preparazione alla vita

del matrimonio. Le date potrebbero subire variazioni in funzione dell’evoluzione della pandemia e delle

eventuali nuove disposizioni emanate dalla regione Umbria e del Governo nazionale.

ISCRIZIONI: Coloro che sono interessati a ricevere il sacramento del matrimonio devono iscriversi, mettendosi

in contatto preferibilmente con le famiglie dell’equipe o con i sacerdoti delle varie parrocchie.

 

2022

Zona Nord -San Giustino:

DATA INIZIO: Venerdì 14 Gennaio 2022, ore 21,

Presso i Locali della Parrocchia di San Giustino. Gli incontri avranno cadenza settimanale.

L’equipe è composta da:

Don Francesco Mariucci 3396518655

Fam. Rossi Riccardo e Stefania 3389797073

Fam. Taschini Mirco e Sara 3392158683

Fam. Tamborrino Giovanni e Paola 3661810513

Fam. Foiani Fabrizio e Luisa 3405592875

 

Zona centro – Zoccolanti

DATA INIZIO: 17 Gennaio 2022, ore 21,

Presso i Locali della Parrocchia degli Zoccolanti. Gli incontri avranno cadenza settimanale.

Fra Davide Bold 3401554735

Fra Giuseppe

Fam. Polenzani Luca e Stefania 3495332299

Fiorucci Stefania 3483924131

Fam. Bernicchi Andrea e Beatrice

XXXVI Giornata Mondiale della Gioventù 2021

“Vorrei ancora una volta prendervi per mano”: è la prima frase che Francesco scrive nel messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù, celebrata a livello diocesano il prossimo 21 novembre 2021, incentrata sul tema: “Alzati! Ti costituisco testimone di quel che hai visto”. Nel suo atteggiamento di padre, il Papa si pone accanto ai giovani per accompagnarli verso la Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona nel 2023 sul tema: “Maria si alzò e andò in fretta”. Li invita a soffermarsi sulla conversione di Paolo sulla via di Damasco, su quell’”Alzati” che Gesù pronuncia e che ancora oggi è un invito più vivo che mai.

La missione di testimoni della luce

E’ nelle ultime pagine del testo che Francesco chiede ad ogni giovane di non “piangerti addosso” perché c’è una missione da compiere, facendosi testimone di quello che si vive in ogni cuore: la fuga da Dio, il riconoscere comunque “un fuoco ardente” che è più forte di noi, sentirsi figli di un padre e quindi piccoli, aprirsi ad una prospettiva completamente nuova.

Alzati e testimonia la tua esperienza di cieco che ha incontrato la luce, ha visto il bene e la bellezza di Dio in sé stesso, negli altri e nella comunione della Chiesa che vince ogni solitudine.

Alzati e testimonia l’amore e il rispetto che è possibile instaurare nelle relazioni umane, nella vita familiare, nel dialogo tra genitori e figli, tra giovani e anziani.

Alzati e difendi la giustizia sociale, la verità e la rettitudine, i diritti umani, i perseguitati, i poveri e i vulnerabili, coloro che non hanno voce nella società, gli immigrati.

Alzati e testimonia il nuovo sguardo che ti fa vedere il creato con occhi pieni di meraviglia, ti fa riconoscere la Terra come la nostra casa comune e ti dà il coraggio di difendere l’ecologia integrale.

Alzati e testimonia che le esistenze fallite possono essere ricostruite, che le persone già morte nello spirito possono risorgere, che le persone schiave possono ritornare libere, che i cuori oppressi dalla tristezza possono ritrovare la speranza.

Alzati e testimonia con gioia che Cristo vive! Diffondi il suo messaggio di amore e salvezza tra i tuoi coetanei, a scuola, all’università, nel lavoro, nel mondo digitale, ovunque.

In pandemia, il dolore e la solidarietà dei giovani

Francesco nel suo messaggio ricorda le conseguenze della pandemia, la sofferenza e l’isolamento. “Vi siete trovati – scrive – in situazioni difficili, che non eravate abituati a gestire. Coloro che erano meno preparati e privi di sostegno si sono sentiti disorientati. Sono emersi in molti casi problemi familiari, come pure disoccupazione, depressione, solitudine e dipendenze. Senza parlare dello stress accumulato, delle tensioni ed esplosioni di rabbia, dell’aumento della violenza”. In questo scenario però è emersa anche la solidarietà, “in ogni parte del mondo abbiamo visto molte persone, tra cui tanti giovani, lottare per la vita, seminare speranza, difendere la libertà e la giustizia, essere artefici di pace e costruttori di ponti”.

“Quando un giovane cade, in un certo senso cade l’umanità. Ma è anche vero che quando un giovane si rialza, è come se si risollevasse il mondo intero. Cari giovani, quale grande potenzialità c’è nelle vostre mani!”

Nell’era di internet non tutti conoscono Gesù

La riflessione del Papa parte dalla conversione di Saulo, folgorato sulla via di Damasco. Gesù lo chiama con il suo nome perché conosce chi è, conosce l’odio che prova verso i cristiani ma il Signore vuole far conoscere la sua misericordia. “Sarà proprio questa grazia, questo amore non meritato e incondizionato, la luce – scrive – che trasformerà radicalmente la vita di Saulo”. Lui al sentire il suo nome chiede: “Chi sei, Signore?” Una domanda che tutti siamo chiamati a porci. “Non basta aver sentito parlare di Cristo da altri, è necessario parlare con Lui personalmente. Questo, in fondo, è pregare”. “Non possiamo dare per scontato che tutti conoscano Gesù, anche nell’era di internet”.

Gesù è la Chiesa

Nella risposta: “Io sono Gesù, che tu perseguiti!”, lui si identifica con la Chiesa, con i cristiani eppure spesso si sente dire: “Gesù sì, la Chiesa no”, come se l’uno potesse essere alternativo all’altra. “Non si può conoscere Gesù – sottolinea il Papa – se non attraverso i fratelli e le sorelle della sua comunità. Non ci si può dire pienamente cristiani se non si vive la dimensione ecclesiale della fede”.

Si può sempre ricominciare

A Saulo arriva il “dolce rimprovero” di Gesù che attende il suo ritorno. “Nel cuore di ognuno c’è come un fuoco ardente: anche se ci sforziamo di contenerlo, non ci riusciamo, perché è più forte di noi” e c’è anche se possiamo sembrare irrecuperabili.

Attraverso l’incontro personale con Lui è sempre possibile ricominciare. Nessun giovane è fuori della portata della grazia e della misericordia di Dio. Per nessuno si può dire: è troppo lontano… è troppo tardi… Quanti giovani hanno la passione di opporsi e andare controcorrente, ma portano nascosto nel cuore il bisogno di impegnarsi, di amare con tutte le loro forze, di identificarsi con una missione!

Farsi piccoli

Il varco che si apre nel cuore porta a scoprirsi smarriti, fragili, piccoli. “Questa umiltà – coscienza della propria limitatezza – è fondamentale! Chi pensa di sapere tutto di sé, degli altri e persino delle verità religiose, farà fatica a incontrare Cristo”. Saulo diventato cieco, inizia davvero a vedere, sceglierà di chiamarsi “Paolo” che significa “piccolo” ma, sottolinea Francesco, non è “un nickname” o un “nome d’arte” è la presa di coscienza di un cambiamento, di una prospettiva nuova.

Oggigiorno tante “storie” condiscono le nostre giornate, specialmente sulle reti sociali, spesso costruite ad arte con tanto di set, telecamere, sfondi vari. Si cercano sempre di più le luci della ribalta, sapientemente orientate, per poter mostrare agli “amici” e followers un’immagine di sé che a volte non rispecchia la propria verità. Cristo, luce meridiana, viene a illuminarci e a restituirci la nostra autenticità, liberandoci da ogni maschera. Ci mostra con nitidezza quello che siamo, perché ci ama così come siamo.

Attenzione alla violenza

E’ forte la preoccupazione del Papa sulla cecità di tanti giovani, sull’oscurità che rapisce e che li rende violenti verso se stessi e gli altri perché prigionieri di “ideologie distruttive”.

Quanti giovani oggi, forse spinti dalle proprie convinzioni politiche o religiose, finiscono per diventare strumenti di violenza e distruzione nella vita di molti! Alcuni, nativi digitali, trovano nell’ambiente virtuale e nelle reti sociali il nuovo campo di battaglia, ricorrendo senza scrupoli all’arma delle fake news per spargere veleni e demolire i loro avversari.

Ma “la logica divina può fare del peggior persecutore un grande testimone”, “il discepolo di Cristo è chiamato ad essere luce del mondo”.

Pellegrini e non turisti della fede

“Spero – scrive il Papa – che tutti noi possiamo vivere queste tappe come veri pellegrini e non come ‘turisti della fede’! Apriamoci alle sorprese di Dio, che vuole far risplendere la sua luce sul nostro cammino. Apriamoci ad ascoltare la sua voce, anche attraverso i nostri fratelli e le nostre sorelle. Così ci aiuteremo gli uni gli altri a rialzarci insieme, e in questo difficile momento storico diventeremo profeti di tempi nuovi, pieni di speranza!”

Il testo, firmato da Francesco nella Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, si iscrive nel ciclo dei tre messaggi che accompagnano i giovani nel cammino tra la Gmg di Panama 2019 e la Gmg di Lisbona 2023, tutti incentrati sul verbo “alzarsi”.  Quest’anno, per la prima volta, l’edizione locale della Giornata Mondiale della Gioventù verrà celebrata nella Solennità di Cristo Re dell’Universo.

 

Natale tra Umbria e Toscana – 2017

Obiettivo dell’iniziativa è la riflessione sul mistero della Nascita tramite eventi culturali che si terranno nelle chiese o nei musei del territorio dell’Alto Tevere Umbro e Toscano, spazi di particolare bellezza artistica e architettonica, grazie anche all’allestimento di presepi artistici.
Di seguito il programma dei concerti
PROGRAMMA

Santa Messa con rinnovo delle promesse matrimoniali

Il Servizio Pastorale Familiare della Diocesi di Città di Castello invita tutti a partecipare, il giorno sabato 30 dicembre ore 21.00, presso il Santuario di Belvedere alla Santa Messa presieduta dal Vescovo Domenico Cancian. Durante la celebrazione le coppie di sposi che vorranno, potranno rinnovare le promesse matrimoniali di fronte al Vescovo.

Si prega di comunicare entro il giorno prima il proprio nome al recapito 30405592875

AVVISO IMPORTANTE PER TUTTI I PARROCI

L’Ufficio Affari Economici sta effettuando una raccolta dati che riguarda le Confraternite della Diocesi.
Ad ogni parroco si chiede gentilmente di riferire su quali e quante confraternite sono attive e, in questo caso,
si richiede l’elenco soci/cariche, copia del libro dei verbali e del rendiconto annuale.

I dati potranno essere inviati per mail: segreteria@diocesidicastello.it
Oppure consegnati direttamente all’Ufficio economato tutte le mattine (lunedi/sabato) dalle ore 9.00alle ore 13.00
Per informazioni 0758554328

 

 

Notizie dalla Biblioteca e dall’Archivio

NOTIZIE DALLA BIBLIOTECA DIOCESANA “STORTI – GUERRI
Nuovo allestimento dei depositi librari
Grazie al contributo CEI per l’anno 2017 è stato possibile avviare un ampio progetto volto a qualificare i depositi librari al secondo piano del Seminario Vescovile, sede della biblioteca diocesana. In questa prima fase sono state collocate scaffalature metalliche con sportello nel ballatoio di collegamento tra le due ali del palazzo, nel quale gradualmente sarà possibile ricavare una sala deposito e lettura grazie anche all’ottima illuminazione di cui godono gli ambienti, ritinteggiati e dotati di un nuovo impianto di illuminazione. All’interno sono stati donati i fondi appartenuti a madre Callista Massi PASC e all’avv. Luigi Pillitu, insieme a quelli che il vescovo mons. Domenico Cancian dona a partire dal 2007. Altre scaffalature, aperte, sono state montate in una saletta finora inutilizzabile anche perché priva di impianto elettrico; anche questo vano è stato prima ritinteggiato e dotato di illuminazione elettrica. Gli scaffali qui collocati contengono la donazione di mons. Gino Tanzi e di suo nipote mons. Giuseppe Tanzi, il fondo librario dell’Ufficio Catechistico Diocesano e altri volumi di interesse generale e di acquisizione più recente. In tal modo la biblioteca diocesana dispone di nuovo spazi per complessivi 1256 metri lineari, di cui 44 metri in scaffalature chiuse e 82 in moduli aperti tipo “pluteus”.
Procede la riorganizzazione del reparto periodici
Nel mese di ottobre sono state fatte rilegare dal laboratorio di restauro delle monache Benedettine di Citerna alcune annate di riviste del reparto periodici della Biblioteca Diocesana, in vista dell’allestimento di un’apposita sala. Particolarmente interessanti sono il vol. 3 dell’anno 1943 de «La Civiltà Cattolica», che ha così permesso di completare la raccolta con l’unico volume mancante. Ora la biblioteca possiede tutti i numeri usciti della prestigiosa rivista (dal prima del 1850 fino all’ultimo appena uscito), molto richiesta dagli utenti. Inoltre, sono stati recuperati e fatti rilegare i tre volumi (1, 1884; 2, 1885; 4, 1888) dell’«Archivio storico per le Marche e per l’Umbria», tra le più antiche riviste storiche regionali.

NOTIZIE DALL’ARCHIVIO STORICO DIOCESANO
“Castellana Ecclesia”:
è uscito il terzo volume della collana di studi sulla Diocesi di Città di Castello
Il 13 novembre, in occasione della celebrazione della solennità dei santi patroni Florido e Amanzio, il vescovo ha annunciato l’uscita del terzo volume della collana “Castellana Ecclesia”: Le vite dei santi di Città di Castello nel medioevo, curato dal prof. Pierluigi Licciardello. Il volume ha registrato un buon successo di pubblico: tutte le copie disponibili in cattedrale (ma solo al mattino) sono state vendute, segno dell’interesse suscitato dal volume, che potrà essere utilizzato sia in campo scientifico che per una catechesi sui santi della nostra Chiesa. Il giorno 16 novembre il libro è stato presentato a Palazzo Bufalini nel corso dell’iniziativa “Genius Floridi” e mercoledì 22 novembre l’emittente Tevere TV ha registrato un servizio di approfondimento.
Visite vescovili medievali di Città di Castello: prosegue la ricerca in vista dell’edizione
Nel mese di settembre è proseguita la ricerca della dott.ssa Francesca Magnoni sulle più antiche visite dei vescovi castellani alla diocesi (sec. XIII), in vista dell’edizione della relativa documentazione. Il lavoro, avviato nel settembre 2015, è ormai pressoché terminato per la trascrizione e prosegue nella parte di analisi. La documentazione raccolta è di grande interesse e mette in luce l’azione pastorale e di governo dei vescovi Matteo (1229-1234) e Niccolò (1265-1279). Nel primo caso ci sono conservati in parte gli atti della visita degli anni 1229-1231 (relativi a tutte le pievi a sud della città), ma il vescovo dovette visitare anche la parte nord, come dimostra la visita al monastero di Sansepolcro nel 1230. Nel caso di Niccolò si tratta di visite molto frequenti – dal 1266 al 1273 – ed estese a tutta la diocesi, allora molto più vasta di quella attuale. Queste visite, infatti, comprendono anche i territori passati alle diocesi di Cortona nel 1325 e nel 1984, di Sansepolcro nel 1520, di Sant’Angelo in Vado nel 1636 e di Apecchio nel 1984.