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Lutto nella Chiesa tifernate, si è spento mons. Giuseppe Fiorucci

Oggi, domenica 27 luglio 2025, è tornato alla casa del Padre mons. Giuseppe Fiorucci. Ordinato sacerdote il 31 luglio 1955 prestava il proprio servizio come parroco emerito della parrocchia di San Michele Arcangelo in Fighille. Canonico del Capitolo della Basilica Cattedrale, cappellano di Sua Santità dal 3 novembre 1994, ha servito con instancabile dedizione la Chiesa e la comunità tifernate, distinguendosi per la sua profonda fede, l’umiltà, l’amore lo zelo pastorale. Ne danno il triste annuncio i confratelli sacerdoti, i familiari, la comunità parrocchiale e tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato. Le esequie saranno celebrate domani – lunedì 28 luglio – alle ore 15.30 nel santuario di Santa Maria in Petriolo. Seguirà la sepoltura nel cimitero locale.

Giornata di festa e spiritualità per i giovani pellegrini polacchi a Città di Castello

Un incontro di culture, fede e accoglienza ha caratterizzato la giornata vissuta dai 130 giovani pellegrini provenienti dalla Polonia, ospiti in Alto Tevere nell’ambito del Giubileo dei Giovani, evento internazionale che culminerà a Roma il 3 agosto con l’incontro con Papa Leone.

Accompagnati da sacerdoti e responsabili, i ragazzi sono stati accolti questa mattina in piazza Gabriotti dal sindaco Luca Secondi e dal vescovo Luciano Paolucci Bedini. Un momento semplice ma carico di significato, durante il quale la città ha mostrato il suo volto ospitale e solidale.

Il saluto del Sindaco

“Benvenuti nella nostra città – ha detto il Sindaco -, oggi è una bella giornata grazie alla vostra presenza, al vostro sorriso e alla carica positiva che emanate. Un esempio per tutti noi. La comunità tifernate, laica e religiosa si è sempre caratterizzata per accoglienza e condivisione di valori e ideali comuni per il bene delle persone e della collettività. Siamo orgogliosi di rappresentare una delle tappe del vostro cammino verso Roma”. Concludendo il suo saluto, Secondi ha voluto ringraziare attraverso il Vescovo, le parrocchie e i volontari che si sono fatti carico in questi giorni, insieme alle istituzioni, dell’accoglienza dei giovani e degli accompagnatori.

La messa in Cattedrale

Subito dopo, i pellegrini hanno partecipato alla celebrazione eucaristica nella Basilica Cattedrale, presieduta dal vescovo Paolucci Bedini. Nell’omelia, don Luciano ha sottolineato la ricchezza dell’incontro tra storie, lingue e culture diverse. “Storie e lingue diverse non ci dividono – ha detto – anzi ci aiutano a vedere i diversi colori di cui è ricca la nostra vita e la grande speranza che la anima”. Ricollegandosi alla memoria liturgica di sant’Anna e san Gioacchino, il vescovo ha invitato i giovani a fare memoria delle figure che li hanno educati all’amore: “Abbiamo tutti bisogno di imparare l’amore, di vederlo, di ascoltarlo e di toccarlo, per vivere di amore. Beati anche noi che abbiamo visto e udito l’amore che ci è stato donato”.

 

L’incontro con la città

Per tutta la giornata i pellegrini partecipano a un itinerario alla scoperta delle chiese storiche e dei luoghi di cultura della città, visitando il Museo diocesano, il Campanile cilindrico e la Pinacoteca civica, con l’ausilio di pannelli multimediali e QR code per una fruizione autonoma e coinvolgente.

Particolare attenzione è stata data alla conoscenza di due grandi figure spirituali locali: santa Veronica Giuliani e santa Margherita, esempi di fede, devozione e coraggio. “In questa giornata – ha spiegato don Filippo Milli, responsabile della Pastorale giovanile diocesana – i giovani sono stati accompagnati nella scoperta della bellezza e della profondità della spiritualità tifernate. Ringrazio le amministrazioni comunali e le parrocchie che si sono spese con generosità per l’accoglienza”.

I giovani polacchi proseguiranno il loro soggiorno in Umbria fino al 28 luglio, per poi raggiungere Roma. Ma tanti altri pellegrini diretti verso Roma, in arrivo dall’Italia e dal mondo, sono attesi nei prossimi giorni sul territorio diocesano tifernate, ospiti di monasteri, conventi, parrocchie e famiglie. Saranno poi affiancati da 35 giovani tifernati, soprattutto della parrocchia di Trestina, che prenderanno parte agli eventi del Giubileo nella Capitale. Un cammino condiviso di fede e speranza che unisce volti, storie e popoli sotto il segno della fraternità evangelica.

 

 

L’Alto Tevere accoglie i pellegrini diretti a Roma per il Giubileo dei giovani

Dal 24 al 28 luglio, la diocesi tifernate accoglie 130 giovani provenienti dalla Polonia, arrivati in Umbria per il Giubileo dei Giovani, evento nazionale che culminerà a Roma il 3 agosto. Ragazzi e accompagnatori al loro arrivo – ieri, giovedì 24 – sono stati sistemati in strutture predisposte presso le due parrocchie di San Giustino, San Donato in Trestina e Santa Maria in Pietralunga. 

La visita ad Assisi

Dopo la cena in convivialità di ieri sera, oggi sono impegnati con la visita ad Assisi, uno dei luoghi più significativi per la spiritualità francescana e non solo. Hanno a disposizione tutta la giornata per visitare le basiliche di San Francesco e Santa Chiara, il Santuario di San Damiano, la Cattedrale, Chiesa Nuova e il Santuario della Spogliazione, dove si trova la tomba del beato Carlo Acutis

Per vivere al meglio alla giornata, i ragazzi hanno a disposizione un’applicazione per smartphone con video e informazioni sulla vita dei principali protagonisti di questa esperienza spirituale: san Francesco, santa Chiara e il beato Carlo Acutis. 

Nel periodo di permanenza nel territorio umbro, i ragazzi potranno partecipare a momenti di preghiera con la celebrazione delle messe per permettere a tutti di vivere pienamente il significato religioso dell’esperienza. 

L’accoglienza nella diocesi tifernate

Domani, sabato 26 luglio, i giovani avranno l’opportunità di scoprire e approfondire la realtà della Chiesa tifernate, condividendo alcune attività che li porteranno a contatto diretto con i luoghi e le persone della comunità ecclesiale. Al loro arrivo a Città di Castello, dalle parrocchie della periferia, intorno alle ore 9.30 saranno accolti dal Sindaco in piazza Gabriotti e alle 10 parteciperanno alla celebrazione della Santa Messa con il vescovo Luciano Paolucci Bedini presso la Basilica Cattedrale. 

Il pomeriggio della giornata diocesana di domani prevede un itinerario alla scoperta delle chiese del centro storico e dei luoghi della cultura in città, testimonianza del patrimonio storico e religioso locale: Museo diocesano, Campanile cilindrico e Pinacoteca civica. A loro disposizione, per informazioni e approfondimenti, pannelli multimediali con QR code che consentiranno ai ragazzi di accedere a contenuti digitali e audioguide in modo autonomo e coinvolgente. 

“In questa giornata in particolare – spiega don Filippo Milli, responsabile del Servizio diocesano di Pastorale giovanile – i giovani saranno accompagnati nella conoscenza delle due figure di santa Veronica Giuliani e santa Margherita, per approfondire il loro esempio di fede, devozione e coraggio. Ringrazio – continua don Filippo – le amministrazioni comunali di Città di Castello e San Giustino che hanno reso possibile l’accoglienza di questi gruppi numerosi nelle strutture della città. E le parrocchie che hanno messo a disposizione volontari e luoghi per la preparazione dei pasti, i momenti di preghiera e quelli conviviali”.

In cammino verso Roma

Dopo aver accolto i pellegrini polacchi diretti al Giubileo dei giovani a Roma, saranno 35 i tifernati che proseguiranno verso la Capitale per partecipare al grande evento in stile Giornate mondiali della gioventù. Hanno un’età compresa tra i 16 e i 24 anni e sono soprattutto della parrocchia di Trestina. Il Giubileo dei giovani inizierà ufficialmente martedì 29 luglio con la messa di benvenuto in piazza San Pietro, continuerà con incontri e dialoghi con la città, prima della grande veglia di sabato 2 agosto a Tor Vergata e la messa di domenica 3 con Papa Leone.

 

Pellegrinaggio giubilare delle diocesi umbre: ultimi giorni per le iscrizioni

Mancano pochi giorni alla chiusura delle iscrizioni al Pellegrinaggio giubilare regionale delle diocesi umbre, in programma sabato 13 settembre 2025. Le iscrizioni si raccolgono esclusivamente tramite le parrocchie sul territorio e, al momento, si contano circa seimila prenotazioni dalle otto diocesi “sorelle” dell’Umbria, che stanno ancora ricevendo le ultime richieste.

Anche nelle Chiese diocesane di Gubbio e di Città di Castello la partecipazione si preannuncia numerosa, con la maggior parte dei pellegrini in viaggio sui pullman organizzati e varie auto al seguito. Alcune parrocchie, in particolare le più grandi, hanno registrato un’ampia risposta, tanto da riempire quasi completamente un intero autobus.

Il programma della giornata

Si tratta di un appuntamento molto atteso nell’ambito del Giubileo “Pellegrini di Speranza. La giornata a Roma si aprirà con il ritrovo a piazza Pia, da cui i fedeli muoveranno in pellegrinaggio verso la Porta Santa della Basilica di San Pietro, cuore spirituale del Giubileo. Alle ore 12, nella basilica, sarà celebrata la Santa Messa, durante la quale si potrà ricevere il dono dell’indulgenza giubilare. Subito dopo il pranzo al sacco, alle ore 15, l’Aula Paolo VI accoglierà tutti i pellegrini umbri per un momento di catechesi guidato da don Fabio Rosini.

L’incontro con Papa Leone

Ad arricchire ulteriormente il pellegrinaggio, la notizia tanto attesa: il Santo Padre Leone XIV incontrerà i pellegrini umbri prima della Messa. Lo ha annunciato nei giorni scorsi la Prefettura della Casa pontificia al presidente della Conferenza episcopale umbra, mons. Renato Boccardo, che ha così commentato: “La notizia ci riempie di gioia. Ringraziamo il Santo Padre per questo dono prezioso: la sua parola ci sarà di guida e sostegno nel pellegrinaggio della vita cristiana”. 

La quota di partecipazione è di 40 euro, comprensiva del viaggio e del kit del pellegrino.

 

Santa Veronica Giuliani, la mistica che insegna la fiducia nell’amore di Dio

Nel monastero delle Cappuccine di Città di Castello si è vissuto ieri pomeriggio il momento più atteso della festa di santa Veronica Giuliani, con la solenne concelebrazione pontificale presieduta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini. Un evento molto sentito dalla comunità, che ogni anno rinnova la propria devozione alla grande mistica e patrona secondaria della diocesi.

L’omelia: “Santa Veronica, esempio di chi si fida dell’amore di Dio”

Nella sua omelia [LEGGI L’INTEGRALE], il vescovo ha definito questa festa come “la festa di chi si fida dell’amore di Dio”. Ha ricordato che santa Veronica Giuliani, fin da bambina, ha saputo lasciarsi guidare dalla grazia: “La fruttuosità della sua vita è legata al fatto che lei di questo amore si è fidata, fino in fondo”, ha detto don Luciano. Rifacendosi al Vangelo di Giovanni, ha spiegato che la vera vita cristiana consiste nel “rimanere” nell’amore di Dio: “Noi non dobbiamo entrare nell’amore di Dio, perché per grazia nasciamo già nel suo cuore. La sfida è non andarsene”. Il vescovo Paolucci Bedini ha poi invitato a non temere la debolezza, ma ad affidarsi con fiducia: “Veronica lo descrive come un abbandono nelle mani di Dio. Il Signore può usare solo ciò che gli doniamo”.

Chi era Santa Veronica Giuliani? La sua storia tra fede, misticismo e coraggio

Veronica Giuliani nacque a Mercatello sul Metauro nel 1660 e, a 17 anni, entrò nel monastero di Città di Castello. La sua vita fu segnata da una profonda lotta interiore: carattere vivace e istintivo, dovette imparare l’umiltà e la carità nel rigore della vita monastica.Dal 1678, con la professione solenne, iniziarono per lei fenomeni mistici straordinari: estasi, visioni, lotte spirituali e, nel 1697, la ricezione delle stimmate, narrata nel suo diario con parole struggenti. Nel 1716 divenne badessa del monastero, guidando la comunità con equilibrio e dolcezza. Morì il 9 luglio 1727 e il suo cuore trafitto fu oggetto di stupore durante l’autopsia. La sua eredità spirituale è custodita nel Tesoro nascosto, un imponente diario mistico.

Un messaggio di comunione e di speranza per oggi

Il vescovo Luciano ha rimarcato come Veronica abbia compreso che la santità nasce dalla comunione con Dio e con i fratelli: “Veronica ha sempre vissuto unita a Gesù e alla sua comunità. Non si può essere cristiani senza una comunione autentica con la Chiesa”. Ha infine esortato i fedeli a nutrirsi della Parola di Dio, proprio come fece la santa: “Il miracolo nel cuore di Veronica l’ha fatto Gesù stesso con la sua parola. Solo la Parola di Dio può purificare i cuori e farli fidare”.

La festa di Santa Veronica Giuliani continua

A chiudere il programma, oggi pomeriggio alle 18.30, ci sarà la Messa di ringraziamento con la benedizione dei più piccoli impartita con il Bambinello di santa Veronica. Il segno di un legame profondo tra la comunità tifernate e Veronica Giuliani, una santa che continua a insegnare la forza della fiducia in Dio e della comunione fraterna.

 

La galleria fotografica della celebrazione

Città di Castello | La festa di santa Veronica Giuliani

 

Castello si ritrova “Al suono dell’Angelus”

Le chiese della città si preparano ad accogliere l’edizione 2025 di “Al suono dell’Angelus”, una rassegna di musica sacra che animerà i sabati di luglio, a partire da sabato 12. L’iniziativa, promossa dalla Schola Cantorum “Anton Maria Abbatini” e dalla Diocesi di Città di Castello – Ufficio Cultura e Comunicazioni sociali, in collaborazione con l’associazione “Le Rose di Gerico”, propone tre concerti nelle chiese di san Francesco, nel santuario di santa Maria delle Grazie e nella Basilica Cattedrale.

Il programma

Il primo appuntamento è in programma sabato 12 luglio alle ore 11.30 nella Chiesa Monumentale di San Francesco. In questa occasione, sarà protagonista il “Concerto per contralto, archi e continuo” con la voce di Giulia Maccabei, accompagnata dai violinisti Emanuela Agatoni e Francesco Mastriforti, continuo, Alessandro Bianconi.

Sabato 19 luglio, sempre alle 11.30, sarà il Santuario di Santa Maria delle Grazie ad ospitare il secondo incontro, dedicato interamente alla musica per organo. Giuseppe Lucaccioni, noto organista, guiderà i presenti in un viaggio attraverso la potenza e la delicatezza del repertorio organistico sacro.

L’ultimo concerto si terrà sabato 26 luglio alle ore 11.30 nella Basilica Cattedrale. In programma un “Concerto per organo e tromba”, che vedrà esibirsi il trombettista Bruno Mancuso insieme ad Alessandro Bianconi all’organo, in un dialogo musicale capace di intensa emozione. Al termine di ciascun concerto, i presenti saranno invitati alla recita dell’Angelus Domini. L’iniziativa è un’occasione per riscoprire la bellezza della musica sacra e il valore della preghiera comunitaria nei luoghi simbolo della vita ecclesiale cittadina. Tutti i concerti sono ad ingresso libero.

Dall’8xmille alla vita concreta della Chiesa: il rendiconto 2024 della Diocesi di Città di Castello

Tempo di bilanci su come vengono destinati i fondi dell’8xmille dell’Irpef, una quota dell’imposta sul reddito che non comporta alcun costo aggiuntivo per il contribuente ma rappresenta una scelta di responsabilità. Tra le destinazioni previste dalla legge, la Chiesa cattolica continua a ricevere un’ampia fiducia: e quella firma, apparentemente piccola, si traduce ogni anno in azioni concrete e capillari, visibili nei territori e nella vita quotidiana delle comunità. 

Il “bilancio” della Chiesa tifernate

Il rendiconto 2024 della Diocesi di Città di Castello offre uno spaccato eloquente di come queste risorse vengano utilizzate sul territorio per rispondere ai bisogni spirituali e materiali delle persone. Una parte significativa dei fondi è destinata alle esigenze di culto e pastorale, con una somma totale prevista di 458.502,58 euro. Di questi, 75.500 euro sono stati utilizzati per l’esercizio del culto: celebrazioni liturgiche, manutenzione di chiese, acquisto di arredi sacri, tutto ciò che consente alla comunità cristiana di vivere la fede anche nei segni e nei luoghi che la incarnano. La voce più consistente, pari a 274.734,76 euro, è stata riservata alla cura delle anime e agli scopi missionari: si tratta delle attività pastorali ordinarie, dell’accompagnamento delle parrocchie, del sostegno a missioni e a iniziative che tengono viva la presenza della Chiesa anche nelle zone più periferiche. Infine, 54.402 euro sono stati indirizzati a percorsi di catechesi ed educazione cristiana, rivolti a bambini, ragazzi e adulti: strumenti per la formazione alla fede, campi scuola, sussidi, corsi di preparazione ai sacramenti, con un’attenzione particolare alla crescita delle giovani generazioni. Al 31 maggio 2025 risultavano ancora disponibili poco meno di 54 mila euro, che vengono utilizzati proprio in questi mesi e sono legati alle iniziative dedicate all’Anno giubilare. 

Accanto ai più fragili e vulnerabili

Oltre all’impegno pastorale, una quota altrettanto importante è stata dedicata agli interventi caritativi, ambito nel quale la Chiesa si pone accanto alle persone più fragili e vulnerabili. La somma complessiva stanziata e già interamente erogata è di 422.702,19 euro. Un impegno concreto e capillare, che si articola in tre principali direzioni. La prima riguarda la distribuzione diretta di aiuti a persone bisognose, per un totale di 70.000 euro: contributi economici per famiglie in difficoltà, sostegno per spese mediche, affitti, bollette e necessità quotidiane, in un contesto sociale in cui la povertà assume spesso volti silenziosi ma urgenti. A ciò si affianca il sostegno alle opere caritative diocesane, che hanno ricevuto 227.500 euro: si tratta di progetti strutturati come centri di ascolto, mense, case d’accoglienza, sportelli di orientamento e inclusione. Infine, 125.202,19 euro sono stati destinati alle opere caritative parrocchiali, che agiscono capillarmente nei territori, dove parroci e volontari conoscono per nome i bisogni delle persone e cercano di dare risposte concrete, spesso in modo discreto e quotidiano. 

 

 

Una firma nella trasparenza

Il rendiconto 8xmille della Diocesi di Città di Castello – disponibile sul sito www.diocesicittadicastello.it/ufficio-affari-economici – mostra come una semplice firma possa diventare strumento di sostegno, di speranza, di vita concreta per tanti. Attraverso il culto, l’educazione e soprattutto la carità, la Chiesa continua a essere presente là dove ce n’è bisogno. 

 

Per approfondire si possono scaricare qui: il RENDICONTO 8xmille del 2024 e la RELAZIONE dell’economo diocesano.

 

Un’estate per guardare il mondo con gli occhi di Dio: l’appello del vescovo Paolucci Bedini

Sulle pagine dei fogli di collegamento delle diocesi di Gubbio e di Città di Castello, il vescovo Luciano Paolucci Bedini lancia un messaggio forte e profondo per questo tempo segnato da crisi globali, disuguaglianze e inquietudini. Un invito alla responsabilità, alla solidarietà e alla conversione del cuore, per vivere da cristiani autentici nella storia del nostro tempo, lasciandoci guidare dalla misericordia e dallo sguardo di Dio.

Un tempo segnato da crisi e inquietudini globali

Carissimi, stiamo attraversando un tempo molto faticoso, che risveglia timori inquietanti che sembravano passati. L’umanità è alle prese con tante sfide e impegnative crisi che toccano ogni aspetto dell’esistenza. In ogni parte del pianeta si lotta per sanare le disuguaglianze, le ingiustizie, le povertà e le contrapposizioni violente che emergono continuamente.

Tutta la ricchezza e la tecnologia, che il mondo vede crescere a velocità impressionante, sembrano non contribuire granché alla salute integrale degli esseri umani a cui sarebbero destinate. Spesso, troppo spesso, il benessere e l’accesso a tanti beni e servizi sono riservati a pochi, e questa diseguaglianza fa crescere uno squilibrio enorme che mette in conflitto chi sta meglio con chi meno ha.

Un messaggio evangelico di uguaglianza e dignità

Il messaggio evangelico e la testimonianza della vita cristiana sono chiari e limpidi nel ricordarci che una è la sorgente del bene per tutti e pari la dignità di ciascuno.
Dio non fa differenze e non stila classifiche tra i suoi figli. I beni della terra, e la terra stessa, sono di Dio ed Egli le ha donate all’uomo perché tutti potessero vivere in pace. Ogni visione diversa e opposta tradisce la bontà di Dio e il suo progetto di salvezza per tutti.

A poco serve che qualcuno nel mondo, una minima parte, sia rassicurato dai suoi beni, mentre il resto, la porzione maggiore, sia costretta a vivere sotto la soglia di salvaguardia.

Senza solidarietà, solo guerra e indifferenza

Senza un’umanità solidale ed equa, senza un’attenzione autentica e concreta verso i più bisognosi, senza una consapevolezza responsabile che questo ritmo e questo stile di vita non sono sostenibili, senza una rinnovata umiltà che rilanci una semplificazione dei processi e delle relazioni, la risposta e la soluzione alle tante situazioni di crisi nel mondo saranno sempre e solo la guerra, la sopraffazione, la corruzione, la segregazione e l’indifferenza.

Il Giubileo: occasione di conversione e responsabilità sociale

Questo tempo estivo sia l’occasione per alzare lo sguardo e tornare a contemplare la storia del mondo con gli occhi di Dio e della sua misericordia. Il Giubileo che stiamo vivendo ci porti a riscoprire la responsabilità sociale che i cristiani, e la Chiesa tutta, hanno nei confronti del tempo che li ospita.

La meditazione della Parola divina e la celebrazione della grazia sacramentale della Pasqua di Cristo ci aiutino a connettere efficacemente la vita spirituale e l’azione quotidiana nella coerenza e nella fedeltà.

Segni di speranza e scelte luminose di servizio

Il Signore ci guidi a porre segni di speranza e a fare scelte luminose di servizio all’umanità di oggi. Il Vangelo è esplicito quando ci consegna l’immagine del buon Samaritano per rivelarci la vera identità del Signore Gesù e la grande missione della Chiesa, suo corpo. 

L’immagine della Chiesa «ospedale da campo» per il mondo di oggi attivi in noi le vie dello Spirito perché usciamo da una connivente indifferenza passiva e possiamo suscitare tra di noi una rinnovata partecipazione fraterna.

Corpus Domini: una città in cammino dietro all’Eucaristia

Piazza Gabriotti gremita, preghiera e musica nella luce del tramonto: la processione eucaristica ha riunito l’intera comunità tifernate

CITTÀ DI CASTELLO (23 giugno 2025) – Nonostante la calura del tardo pomeriggio, una processione silenziosa e devota ha attraversato ieri le vie del centro storico di Città di Castello per la solennità del Corpus Domini. Al termine della celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini nella Basilica Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio, la comunità diocesana si è messa in cammino dietro al Santissimo Sacramento, portato in ostensorio tra canti, preghiere e raccoglimento.

La processione

Un itinerario di fede che, partendo da piazza Gabriotti, ha toccato alcune strade simboliche della città – via della Pendinella, via San Florido, via Marconi, corso Vittorio Emanuele II, piazza Matteotti, corso Cavour – fino a ritornare davanti alla cattedrale, dove si è consumato uno dei momenti più intensi e partecipati della serata. Il Santissimo è stato esposto sulla scalinata della “chiesa madre” tifernate, mentre la piazza si è fatta silenziosa: in tanti si sono inginocchiati, in un gesto semplice ma carico di significato, prima della benedizione solenne impartita dal vescovo Luciano.

Una comunità unita in preghiera

Alla celebrazione e alla processione ha partecipato anche il sindaco di Città di Castello, Luca Secondi, insieme ad altre autorità civili e militari. Ad accompagnare il corteo c’era la Filarmonica “Giacomo Puccini”, diretta dal maestro Nolito Bambini, che ha offerto un commento musicale che ha saputo coniugare solennità e discrezione, rafforzando la dimensione comunitaria e spirituale del rito.

 

Cristo che cammina con il suo popolo

Il Corpus Domini, una delle ricorrenze più antiche e sentite della tradizione cattolica, ha ancora una volta trasformato le vie cittadine in un luogo di adorazione condivisa. Portare l’Eucaristia nelle strade è un segno forte e concreto della presenza viva di Cristo che cammina con il suo popolo, dentro la vita quotidiana. Una tradizione che resiste al tempo e continua a parlare al cuore di tanti, unendo generazioni e storie diverse attorno a un’unica presenza.

 

La galleria fotografica:

Città di Castello | La celebrazione del Corpus Domini

 

 

Domenica 22 giugno: Corpus Domini in processione per le vie della città

L a Chiesa diocesana di Città di Castello, domenica 22 giugno, celebra il Corpus Domini, la solennità del Santissimo Corpo e Sangue del Signore. Alle ore 18, nella Basilica Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio, si svolgerà la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini. La liturgia guiderà i fedeli nella preghiera e nell’adorazione, per aiutarli a rinnovare il proprio impegno nel testimoniare la presenza di Cristo nel pane e nel vino consacrati.

 

Nel dono dell’Eucaristia, Gesù si fa presenza viva, fonte e culmine della vita del cristiano. Dopo la messa, avrà inizio la processione eucaristica che ogni anno vede la partecipazione del Vescovo e di tutta la comunità tifernate. Rito centrale di questa ricorrenza, la processione è la rappresentazione simbolica di Gesù che percorre le strade del mondo. Portando l’eucaristia nelle vie e nelle piazze, simbolicamente Cristo entra nella quotidianità della nostra vita, camminando insieme a noi.

L’ itinerario della processione

L’itinerario attraversa le vie del centro storico partendo da piazza Gabriotti e proseguendo poi per via della Pendinella, via San Florido, via Marconi, corso Vittorio Emanuele II, piazza Matteotti, corso Cavour. Al termine del percorso, che si conclude in piazza Gabriotti, il vescovo Luciano impartirà la benedizione. La solennità del Corpus Domini è una delle più antiche e sentite celebrazioni della Chiesa cattolica, nata come espressione di fede nel reale e sostanziale presenza di Cristo sotto le specie del pane e del vino, un momento di profonda devozione e testimonianza della centralità dell’eucaristia nella vita dei credenti.