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Diocesi e Fondazione Burri unite nel segno di Francesco

In occasione delle celebrazioni per gli 800°anni dall’impressione delle Stimmate di san Francesco d’Assisi, la Diocesi di Città di Castello e la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri si uniscono per dare vita a un progetto nato per celebrare e per rileggere, alla luce dell’attualità, il prodigioso evento avvenuto sul monte de La Verna nel settembre del 1224. Il progetto, presentato alla stampa sabato 26 ottobre, prevede tre eventi che si terranno nella Basilica Cattedrale, nei giorni che precedono i festeggiamenti per i santi patroni san Florido e sant’Amanzio.

La collaborazione tra Diocesi e Fondazione

Mons. Andrea Czortek, durante la conferenza di presentazione sottolinea, a proposito della collaborazione tra Diocesi, Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri e Schola cantorum “Anton Maria Abbatini”, come  che “Ha reso possibile qualcosa di bello, importante e significativo. Un dialogo tra due personalità di livello mondiale, differenti tra loro che, nel loro rispettivo ambito e nel loro secolo di riferimento, hanno segnato la storia. Un’iniziativa che nasce e si sviluppa nel 2024, ma che già si apre verso l’anno dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi del 2026”.

L’esposizione dell’opera di Alberto Burri

Dal 7 al 10 novembre sarà esposta una delle più grandi opere di Alberto Burri, realizzata nel 1969 quale fondale scenografico per il primo atto del dramma di Ignazio Silone “L’avventura di un povero cristiano”. Il quadro scenico è il più vasto “sacco” mai realizzato dal maestro.

La conferenza “Francesco e Burri. Una povertà regale”

Sabato 9 novembre alle ore 11, ispirati dal tema “Francesco e Burri, una povertà regale”, mons. Luciano Paolucci Bedini vescovo della Diocesi Città di Castello, mons. Nazzareno Marconi presidente della Conferenza episcopale marchigiana, prof. Bruno Corà presidente Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, fra Giuseppe Magrino Ofm Conv, maestro emerito della Cappella musicale della Basilica papale di San Francesco in Assisi e il maestro Stefano Ragni, critico musicale, parteciperanno alla conferenza che propone una riflessione sul legame tra san Francesco e Alberto Burri, figure apparentemente distanti, unite nel nome di una povertà vissuta, ricercata e interpretata.

Il presidente Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri Prof. Bruno Corà, durante la conferenza stampa, illustrando il tema dell’incontro, ha spiegato come “La povertà che entrambi hanno scelto è qualcosa che sta nel dna della cultura italiana. Una “povertà regale” che è una virtù. Ne troviamo tracce nella poesia, nella pittura, nella scultura, nelle arti performative, nella musica”.

“Le stimmate” il concerto in onore dei Santi Patroni

Domenica 10 novembre 2024 alle ore 17, la Cattedrale ospiterà il concerto “Le Stimmate”, oratorio per soli, coro e orchestra composto, nel 1997, da fra Giuseppe Magrino Ofm Conv ed eseguito, per la prima volta, dalla Schola cantorum “Anton Maria Abbatini” e dalla  Oida – Orchestra instabile di Arezzo. L’opera si presenta come una composizione unitaria che scorre fluida in un profondo e continuo dialogo interiore di Francesco, che sul monte della Verna, in profonda meditazione, chiede a Dio di provare le stesse sofferenze di Cristo Crocifisso. Alessandro Bianconi, Direttore dalla Schola cantorum “Anton Maria Abbatini”  ricorda il momento nel quale fra Giuseppe Magrino propone al suo coro di dare primogenitura alla sua composizione  “Siamo onorati. Tutti i membri della Schola cantorum hanno accolto con grande entusiasmo la proposta”.

 

Per visionare il materiale della conferenza stampa

Diocesi e Fondazione Burri unite nel segno di Francesco

Per ricordare e celebrare gli ottocento anni dalle Stimmate di San Francesco d’Assisi, la Diocesi di Città di Castello e la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri danno vita ad un progetto che unisce Fede, Arte e Musica: un’installazione, una conferenza ed un concerto.

Sabato 26 novembre alle ore 11.30, presso il salone gotico del Museo diocesano, Mons. Andrea Czortek, Vicario Diocesi Città di Castello, Prof. Bruno Corà, Presidente Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri e il M° Alessandro Bianconi, Direttore Schola Cantorum “Anton Maria Abbatini” della Cattedrale di Città di Castello, presenteranno l’iniziativa alla stampa.

 

 

 

La marcia nel centro di Città di Castello chiude le iniziative di “Vie di pace”

Il maltempo che ha colpito la città, nel pomeriggio del 4 ottobre, non è riuscito a smorzare il grido di pace che si è alzato forte contro i venti di guerra che in questi giorni si stanno facendo sentire con sempre maggiore intensità. Un numero consistente di persone, giovani, meno giovani, associazioni di volontariato e rappresentanti tutte le confessioni religiose, si è mobilitato in modo straordinario, riempiendo le vie del centro, come programmato, uniti da un comune desiderio di promuovere dialogo e comprensione.

Una comunità unita per  testimoniare la pace

Una comunità che ha risposto all’invito di Papa Francesco a “partire dal piccolo”, un richiamo a ogni individuo a impegnarsi in azioni significative nel proprio contesto.Durante la serata non sono mancati i momenti di riflessione, con letture di brani di don Tonino Bello e di don Primo Mazzolari e di preghiera, guidata dal vescovo diocesano, Luciano Paolucci Bedini. In continuità con la marcia della pace organizzata dall’associazione “Ospedale da campo”, anche il la comunità delle suore cappuccine di santa Veronica Giuliani, ha voluto testimoniare il proprio impegno per la pace ospitando nel chiostro del monastero, il concerto di Karl Jenkins “The Armed Man – A Mass for Peace”, eseguito dalla corale “Marietta Alboni” diretta dal maestro Marcello Marini. Un’opera musicale straordinaria, un potente inno alla pace, un messaggio universale che invita alla comprensione reciproca. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con la Caritas e la Diocesi di Città di Castello, l’associazione “Ospedale da campo” e la Scuola di teologia “Cesare Pagani”.

L’arte che l’ 8xmille ci permette di custodire

Le Giornate di valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico

Dall’11 al 19 maggio si svolgerà l’edizione 2024 delle Giornate di valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico. Il tema di quest’anno è “XL Concordato. 40 anni di intese e progetti per la promozione dei Beni culturali ecclesiastici”. Le Giornate sono promosse dall’Ufficio nazionale per i Beni culturali ecclesiastici e l’Edilizia di culto della Conferenza episcopale italiana insieme ad Amei Associazione dei musei ecclesiastici italiani, Aae Associazione degli archivisti ecclesiastici e Abei Associazione dei bibliotecari ecclesiastici italiani.

L’8xmille a servizio di tutti

La revisione del Concordato e l’introduzione dell’ 8xmille , ha consentito alla Chiesa cattolica di offrire servizi di educazione, assistenza sociale, formazione professionale e promozione culturale che hanno contribuito alla crescita e al benessere della società italiana. La diocesi di Città di Castello partecipa alle giornate, con un progetto che mira a promuovere la valorizzazione del proprio patrimonio culturale ecclesiastico con particolare attenzione all’impatto positivo che l’ 8xmille ha avuto sulla crescita dei territori, sulla conservazione e valorizzazione di tali beni. L’intento è quello di contribuire alla formazione di una consapevolezza collettiva sull’importanza di partecipare attivamente alla tutela e alla valorizzazione del proprio patrimonio religioso storico e culturale.

Il progamma delle giornate

Sabato 11 maggio, Silvia Palazzi guiderà un percorso per le vie del centro storico alla scoperta di alcune chiese che hanno ricevuto il sostegno dell’ 8xmille. La partenza è fissata per le ore 16.30 dal santuario della Madonna delle Grazie, si proseguirà poi con la visita alle chiese di San Giovanni decollato e Santo Stefano. In piazza Gabriotti, il percorso farà tappa nella Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio per poi proseguire verso la chiesa di Santo Spirito, l’ultima visita prevista. Sabato 18 maggio, alle ore 15.30 e alle ore 16.30, il Museo diocesano organizza visite guidate gratuite alla sua collezione permanente. Nel progetto sono coinvolti i ragazzi del liceo tifernate “Plinio il Giovane”, che accompagneranno i gruppi. Si può partecipare prenotandosi al tel 0758854328 (solo la mattina), oppure via mail a museo@diocesidicastello.it – beniculturali@diocesidicastello.it .

Un logo per santa Margherita, protettrice dei disabili

La Diocesi di Città di Castello ha presentato il bando per la realizzazione di un logo che costituirà il segno di riconoscimento ufficiale della figura di Santa Margherita di Città di Castello. L’iniziativa è rivolta alle persone fisiche, sia singole che associate e agli istituti scolastici di ogni ordine e grado.

Come partecipare

Gli elaborati grafici dovranno pervenire agli uffici diocesani entro il 31 maggio. Il logo dovrà evocare in modo simbolico-artistico la figura della Santa. Elementi imprescindibili da inserire nel logo sono: il cuore della Santa con le tre pietre e la sua cecità. Facoltativi, invece, sono i simboli della Sacra famiglia a cui era devota e l’abito delle “mantellate” domenicane. Il bando e le modalità di partecipazione sono disponibili alla pagina: https://www.diocesicittadicastello.it/santa-margherita-di-citta-di-castello/.

I progetti della diocesi per santa Margherita

Il concorso fa parte di un più ampio progetto diocesano per far conoscere la figura della Santa. In programma, la realizzazione di materiale divulgativo dedicato ai numerosi pellegrini che si recano in preghiera presso il corpo della santa, conservato nella chiesa di san Domenico e la realizzazione di un sito, completamente dedicato a questa figura conosciuta ed amata in tutto il mondo, che raccoglierà informazioni e materiale sulla sua storia e sulla sua straordinaria vita spirituale.

Santa Margherita, patrona dei disabili

Il vescovo Luciano Paolucci Bedini ha inoltre comunicato di aver proposto, al Comitato organizzativo del Giubileo 2025 presieduto dall’arcivescovo Rino Fisichella, santa Margherita come patrona dei disabili. “La storia della Santa – spiega il Vescovo – si completa qui a Città di Castello con una intensità spirituale molto alta e dentro a una vicenda particolarmente importante per tutte le vicissitudini che ha dovuto incontrare e oggi per noi diventa l’occasione di pensare a una figura di santità e di spiritualità che possa essere di riferimento soprattutto per le persone con disabilità”.

 

In dialogo con il vescovo per guardare al futuro

Una iniziativa che – nelle prossime settimane – coinvolgerà tutto il territorio della diocesi di Città di Castello. Il vescovo Luciano Paolucci Bedini ha iniziato nei giorni scorsi una serie di assemblee con sacerdoti, diaconi e fedeli nelle varie unità pastorali del territorio diocesano. Nella prima settimana ha incontrato le comunità di San Giustino, di Lama, Selci e Citerna, e gli incontri continueranno nei prossimi mesi.

Si tratta di serate dedicate in particolare al dialogo con i parrocchiani per mettersi in ascolto dei bisogni e delle necessità di ciascuna realtà pastorale e per ragionare sulle prospettive di riorganizzazione delle stesse comunità parrocchiali sul territorio. Non si tratta di una visita pastorale, nel senso “canonico” del termine, ma di occasioni in stile sinodale per coinvolgere ciascuno nelle riflessioni che lo stesso Consiglio presbiterale tifernate ha ritenuto importanti da fare proprio con i fedeli.

Tutti corresponsabili della vita della Chiesa

L’iniziativa, a circa 15 mesi dall’inizio del ministero episcopale di mons. Paolucci Bedini nella diocesi tifernate, è stata illustrata stamattina proprio dal Vescovo e da don Francesco Mariucci, componente del Consiglio presbiterale diocesano e del Collegio dei consultori, oltre che responsabile dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali.

Nelle comunità parrocchiali e nelle unità pastorali della diocesi di Città di Castello, ha spiegato il vescovo Paolucci Bedini fin dai primi incontri dei giorni scorsi, c’è bisogno che tutti si sentano corresponsabili della vita della Chiesa ed è necessario ritrovare lo spirito missionario e di nuova evangelizzazione che caratterizzava l’esperienza dei primi apostoli e dei primi seguaci del cristianesimo. Ogni incontro viene introdotto dai parroci o dai sacerdoti moderatori delle stesse unità pastorali, che presentano al vescovo Luciano le loro comunità.

Un dialogo in stile sinodale

“Lo stile che ci siamo voluti dare – spiega mons. Paolucci Bedini – è quello legato al Cammino sinodale che ormai da due anni stiamo percorrendo come Chiesa italiana e diocesana, alla luce della Parola di Dio e in un clima di preghiera, per cui all’inizio c’è sempre una invocazione allo Spirito Santo. Tutti i fedeli – dal vescovo, ai sacerdoti e diaconi, a tutti i fedeli laici battezzati – si confrontano in un dialogo franco, fraterno e sincero sulle questioni che riguardano la vita della Chiesa. Non è un caso che, dopo l’invocazione dello Spirito Santo, io faccia una introduzione legata al testo degli Atti degli apostoli che racconta l’esperienza della prima Chiesa. Poi insieme si dialoga, a partire dalle sensibilità, dalle storie e anche dalle considerazioni che vengono dalle persone che vivono sul territorio”.

Rilanciare la presenza della Chiesa sul territorio

Terminata entro le festività natalizie la serie degli incontri pastorali, nel 2024 il vescovo Paolucci Bedini intende tirare le fila di questo percorso per valutare un progetto di riorganizzazione della presenza di sacerdoti e parrocchie nella comunità diocesana. Non si parla di tagli, accorpamenti o chiusure ma – al contrario – di un rilancio della presenza della Chiesa sul territorio, con modalità, linguaggi e organizzazione più adeguate ai tempi di oggi.