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“La valle di Signorelli”, la diocesi e comuni dell’Altotevere celebrano il pittore

A cinquecento anni dalla scomparsa di Luca Signorelli, sono molte le istituzioni culturali pubbliche e private che celebrano la sua opera e il suo talento. Otto Comuni dell’Alto Tevere e la Diocesi di Città di Castello si sono uniti in un progetto condiviso dal titolo “La valle di Signorelli”, un percorso espositivo diffuso, che propone la visita a undici opere del pittore e della sua scuola, con un biglietto ridotto. La Diocesi di Città di Castello partecipa all’iniziativa con concerti, visite guidate, mostre a tema e conferenze che si terranno nella Chiesa di San Giovanni Decollato, nell’Oratorio di san Crescentino a Morra e nel Museo diocesano. Sabato 1 aprile dalle ore 15.30 alle ore 17.30 la Chiesa di San Giovanni decollato sarà aperta al pubblico con la possibilità di usufruire di visite guidate gratuite. Domenica 2 aprile dalle ore 15.00 alle ore 18.00,  l’ Oratorio di San Crescentino a Morra apre le porte a tutti i visitatori che vorranno approfittare del pomeriggio per ammirare i bellissimi affreschi dipinti da Luca Signorelli. Il Museo diocesano, nel primo fine settimana di aprile,  sarà aperto dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 18.00.

 

Centro volontari sofferenza, convegno 25 marzo 2023

Partire dal “ sì “ di Maria per riprogettare la speranza e servire l’umanità

 E’ una bella coincidenza, ma siccome possiamo dire che nulla avviene per caso, è una occasione provvidenziale che il convegno avvenga nel giorno in cui si celebra la solennità dell’Annunciazione. Una occasione che dobbiamo cogliere rileggendo  il Vangelo di Luca e facendoci guidare da questo brano.

Vangelo: Lc 1, 26-38                          

Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei disse:” Ti saluto , o piena di grazia, il Signore è con te.” A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse:” Non temere , Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco , concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamatoFiglio dell’Altissimo; il SignoreDio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine.” Allora Maria disse all’angelo:” Come è possibile? Non conosco uomo.” Le rispose l’angelo:” Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi, anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei , che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio. Allora Maria disse:” Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto.” E l’angelo si partì da lei

Una storia bellissima , con una giovane donna fidanzata  e quindi presumibilmente piena di sogni e di aspettative: una casa , uno sposo, dei figli. Possiamo farci coinvolgere in questa storia perché ognuno di noi ha coltivato sogni , ha avuto attese, ha desiderato amore. Poi , improvvisamente viene un angelo del Signore e …butta all’aria tutte le attese e le certezze. Le dice che avrà un figlio , il Figlio dell’Altissimo. Non il figlio di Giuseppe , ma addirittura il figlio di Dio!. Una rivelazione sconcertante, bella forse , ma inquietante. Maria è sorpresa, forse è un po’ intimorita, ma non passiva. Chiede come è possibile che questo avvenga “ poiché non conosco uomo”. Maria non dice subito sì ma pone delle domande, si mette in dialogo con l’angelo e quindi con Dio. Chiede spiegazioni e Dio gliele dà : la notizia che la parente Elisabetta , molto anziana e sterile , è in attesa di un figlio.

A volte Dio si comporta con noi in questo modo: entra nella nostra vita, spazzando via tutte le attese, i sogni , le certezze: viene con una malattia, con una disabilità , con una perdita, di una persona amata, importante per noi e ci dice , che è lì , in quella condizione di dolore che vuole nascere in noi, farci sperimentare  altre speranza , altre gioie , farci conoscere altre possibilità di amare. Queste esperienze di vita non sempre vengono accolte con serenità: c’è la voglia di respingerle, c’è un po’ di rabbia per quello che ci accade, un certo risentimento  : “ perché Dio mi fai questo? “.  Ma Dio non proibisce le domande, il turbamento , il desiderio di fuggire da queste prove. Si mette in dialogo con noi, ascolta i nostri lamenti e ci invita alla fiducia.  E nel momento in cui troviamo il coraggio di dire “sì” , “ eccomi”  allora cominciamo a sperimentare un significato nuovo della nostra vita, sentiamo che Dio è lì con noi, nasce in noi , lo sperimentiamo e diventiamo sempre più capaci di donarlo agli altri.

Nel momento in cui Maria diceva il suo “sì” senz’altro avrà avuto la percezione e il presentimento della croce, ma si è abbandonata a Dio con totale fiducia  ed è per il suo “sì “ che la storia del mondo è cambiata  ed è stata donata agli uomini una possibilità di salvezza. Anche i nostri “sì” a volte difficili da dirsi , a volte più facili, cambiano  la nostra storia personale e rendono ricco  e fecondo il nostro piccolo mondo.

Il “ sì” di Maria innesca un movimento straordinario. Maria non rimane inattiva. Ha ricevuto un dono e vuole condividerlo.

Vangelo Lc1, 39-45

In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo  ed esclamò a gran voce:” Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!. A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?  Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore.”

Parte  da Nazareth e si reca dalla parente Elisabetta. Possiamo comprendere che ciò che la spinge a fare questo viaggio è senz’altro di verificare con i suoi occhi ciò che l’angelo le ha detto: “ La tua parente, nella sua vecchiaia , ha concepito un figlio…”. Maria ha detto sì al Suo Signore, ma vuole capire , entrare in questo progetto di Dio , comprendendone ogni risvolto. Si affida totalmente a Lui , ma interagendo con Lui, e rispondendo con tutta la ricchezza della sua umanità. Ma c’è anche un’altra spinta: “Sono la serva del Signore”  e lo voglio servire  in ogni persona che Egli mi mette accanto.

Il primo movimento di Maria è quello del servizio e in questo anticipa ciò che dirà il Suo Figlio:” Sono venuto per servire…”.  I doni che il Signore ci fa, in primis, il dono del suo Amore non possono essere tenuti gelosamente per noi, ma è necessario condividerli, a nostra volta donarli perché , in questo modo , diventano sempre più grandi. Che cosa possiamo donare agli altri? Anche nelle situazioni di maggiore difficoltà e povertà nostra possiamo però donare la vicinanza , l’amicizia, la consolazione. Possiamo , soprattutto , comunicare la fede e annunciare tutto quello che Dio ha fatto per noi.

Guardiamoci un po’ attorno . Com’è il mondo che ci circonda, la società in cui viviamo? E’ una società di gente felice o di gente disperata? Circola amore e solidarietà o ciascuno pensa ai fatti propri chiudendosi nel proprio egoismo?  Usciamo , o meglio , siamo ancora dentro ad eventi che ci lasciano confusi e forse spaventati : la pandemia, la guerra, le violenze. Vediamo una umanità abbattuta, priva di orizzonti , priva di speranza.  Una umanità incapace di trovare vie di uscita , di salvezza.

Noi la speranza l’abbiamo : è quella che nasce dalla nostra fede, dalla certezza che Dio non ci abbandona , che ci è Padre ed è pronto a darci tutto il bene purchè glielo domandiamo. Nel nostro piccolo anche noi possiamo svolgere un grande servizio per una umanità disorientata: abbiamo l’arma della preghiera, della fede che dobbiamo annunciare, e anche della croce , piccola o grande , che ognuno di noi deve portare. Anche la nostra croce possiamo regalare al mondo testimoniando che la gioia che Dio ci dona è più grande di ogni dolore.

E’ per questo motivo  che Maria  giunta alla casa di Elisabetta prorompe in un canto: è un canto di gioia , che le esplode dentro nonostante il presentimento della croce che dovrà affrontare.

Magnificat Lc 1, 46-55

L’anima mia  magnifica il Signore / e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore/Perché ha guardato l’umiltà della sua serva/ D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata./Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e santo è il suo nome/ di generazione in generazione la sua misericordia / si stende su quelli che lo temono./ Ha spiegato la potenza del suo braccio,/ ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore/ ha rovesciato i potenti dai troni,/ ha innalzato gli umili;/ ha ricolmato di beni gli affamati,/ ha rimandato i ricchi a mani vuote. / Ha soccorso Israele suo servo,/ ricordandosi della sua misericordia,/ come aveva promesso ai nostri padri,/ ad Abramo e alla sua discendenza per sempre.

Maria esulta e canta ciò che Gesù annunzierà iniziando il suo ministero pubblico: l’avvento del Regno di Dio che è il regno in cui ogni uomo / donna, ogni essere umano può vivere in pienezza il dono della vita. Dicendo il suo sì , Maria ha portato Dio tra gli uomini e ha permesso agli uomini di fare esperienza di Dio e del suo Amore.

 

Incontri d formazione per i ministeri laicali

Nelle sale parrocchiali della Madonna del Latte si sono tenuti i primi tre appuntamenti del programma di formazione per i Ministeri laicali sul tema “Diversità dei Ministeri, dono per la Chiesa”, organizzati dall’Ufficio liturgico diocesano.

Di seguito le tracce audio degli incontri:

S.E. Mons. Luciano Paolucci Bedini Ministerialità: cammino futuro della Chiesa di Città di Castello
https://drive.google.com/file/d/17kie0sKI2qYLWbr9o9KjPqW14C7kaazp/view?usp=share_link

Don Giovanni Frausini “Cristo sacerdote e popolo sacerdotale: corpo mistico e visibile per una Chiesa missionaria
https://www.youtube.com/playlist?list=PLKrocpVqvFdYwetGlLoXej_FiNgVgcg76

Don Giovanni FrausiniI laici nello sguardo profetico del dopo Concilio; dalla parrocchia alla comunità che genera
https://drive.google.com/file/d/16jtw4qeFSYZcOB8uSjeH2NgZKes7Xdry/view?usp=share_link

 

Ciclo di conferenze “Maria, mater Gratiae”

Prenderà avvio giovedì prossimo, 16 marzo, il ciclo di conferenze “Maria, mater Gratiae”, una serie di incontri promossi dalla Parrocchia di Santa Maria delle Grazie in Città di Castello e proposti al termine dell’impegnativo lavoro di restauro che, tra 2020 e 2022, ha coinvolto una parte dell’antico santuario. Il primo appuntamento, che avrà inizio alle ore 17.30, vedrà due interventi, relativi rispettivamente a “Le Storie di Maria affrescate nella cappella: fonti letterarie” (don Andrea Czortek, parroco) e “La presenza di Raffaellino dal Colle nel Santuario” (dott. Marco Droghini, storico dell’arte). L’incontro di giovedì 23 marzo 2023 presenterà parte dei risultati dei recenti restauri, con gli interventi di Silvia Rosati (storica dell’arte) e delle restauratrici Lucia Gustinelli e Laura Zamperoni. Gli incontri sono aperti a tutti gli interessati e si terranno nella cappella della Madonna delle Grazie. Altri due appuntamenti sono in programma per il mese di maggio.

Carissimi figli del Dio della Pace,

con profonda angoscia continuiamo a condividere ogni giorno immagini e parole di violenza, di guerra e di morte. Tanti mesi non sono bastati a far muovere le coscienze e intraprendere la strada della pace. Altre tragedie, alcune imprevedibili, altre evitabili, riempiono i nostri occhi, e speriamo anche i nostri cuori, di dolore e di sgomento. Davvero gli uomini conoscono solo questa lingua? Davvero siamo incapaci di pensarci fratelli e per questo solidali? Davvero crediamo che sia possibile salvarci l’anima senza sporcarci le mani? Davvero siamo capaci di indifferenza finché il male non tocca la nostra carne? Questo è il sentiero che porta alla Pasqua. Questa la vera quaresima. Non possiamo evitare la passione del mondo e di ogni persona, ma Cristo ci unisce a sé per attraversarla. Perché la morte non vinca per sempre. Perché nessuno si dimentichi degli altri. Con Lui possiamo salire a Gerusalemme, verso le nostre croci, senza temere che lì tutto finisca drammaticamente. La Sua vita donata per amore, opposta al male con l’offerta di sé, è anche per noi promessa di speranza, di rinnovamento, di nuovi inizi. Purtroppo continuiamo a vivere la tentazione di poter evitare di passare per la croce, come se potessimo attraversare indenni la sfida della storia, ma veniamo continuamente smentiti dalla realtà della vicenda umana che tutti ci coinvolge. E se Diocesi di Città di Castello la disgrazia sembra lontana da noi, o apparentemente solo di qualcun altro, non vuol dire che non è anche la nostra, che non ci riguarda, che non attende la nostra scelta. Da questo inganno diabolico, che esalta le differenze e contrappone i fratelli, ci purifichi questa santa quaresima che stiamo vivendo. Tacciano le voci del mondo e lasciamoci sfiorare dalla Parola nuova ed eterna che ci sussurra lo sguardo di Dio. Non abbiamo sempre ragione. Non sappiano sempre qual’é la verità. Non sempre vediamo limpidamente il cammino che ci attende. Gesù non si è tirato indietro per salvarci ed è stata proprio la sua compromissione nella nostra strada che ha trasformato la morte in Vita, il male in Grazia. Il Suo cammino è il nostro cammino. Camminiamo insieme… con Lui! don Luciano, vescovo

Santa messa per le vittime della guerra in Ucraina e per la pace

La chiesa di Città di Castello aderisce all’invito della Conferenza Episcopale Italiana a celebrare in ogni diocesi una santa messa per le vittime della guerra in Ucraina e per la pace. Venerdì 10 marzo alle ore 18.30 il vescovo  mons. Luciano Paolucci Bedini presiederà la celebrazione nella cripta della Cattedrale (Duomo di sotto). La presidenza della CEI ha inteso sposare l’iniziativa del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) che ha ribadito la necessità di rinnovare la vicinanza alla popolazione vessata dalla guerra e per affidare al Signore il desiderio di pace. “Chiedere la conversione del cuore, affinché si costruisca una rinnovata cultura di pace, sarà il modo in cui porteremo nel mondo quei germogli della Pasqua a cui ci prepariamo”. Il tempo di Quaresima ci ricorda il valore della preghiera, del digiuno e della carità, le uniche vere armi capaci di trasformare i cuori delle persone e di renderci “fratelli tutti”. I vescovi italiani ribadiscono che il grido accorato di Papa Francesco scuote le coscienze e chiede un impegno forte a favore della pace: è tempo di trovare spazi di dialogo per porre fine a una crisi internazionale aggravata dalla minaccia nucleare. Ad unanno dall’invasione russa di uno Stato indipendente, l’Ucraina, vogliamo tornare a ripetere il nostro “no” deciso a tutte le forme di violenza e di sopraffazione, il nostro “mai più” alla guerra. In Ucraina, così come in tanti (troppi) angoli della terra risuona infatti l’assordante rumore delle armi che soffoca gli aneliti di speranza e di sviluppo, causandosofferenza, morte e distruzione e negando alle popolazioni ogni possibilità di futuro. Sentiamo come attuale l’appello lanciato sessant’anni fa da san Giovanni XXIII nell’Enciclica Pacem in terris: «Al criterio della pace che si regge sull’equilibrio degli armamenti, si sostituisca il principio che la vera pace si può ricostruire nella vicendevole fiducia» (n. 39).

Cordoglio per le morti in mare in Calabria

Cordoglio e preghiera per le vittime, vicinanza ai superstiti ma anche sconcerto per l’ennesimo nubifragio avvenuto all’alba di domenica mattina sulle coste di Cutro, in Calabria. Gli immigrati morti in mare sono “come una spina nel cuore” ha detto papa Francesco durante il suo primo viaggio del Pontificato avvenuto a Lampedusa. 65 i morti finora accertati: tra loro anche bambini. Uomini, donne e bambini di cui non conosceremo forse mai i nomi, ma che si aggiungono alla lista dei tanti morti nel Mediterraneo diventato un vero e proprio cimitero. Non possiamo più vedere immagini strazianti come quelle viste dai soccorritori ieri in Calabria. Intere famiglie sono morte in quest’orrore, tutte accomunate dal desiderio di una vita migliore. Storie che chiedono un rinnovato impegno di solidarietà e di responsabilità, perché sia vinta l’indifferenza che fa dimenticare queste tragedie, perché sia finalmente superato un disimpegno per una nuova stagione umanitaria che accompagna e non abbandona persone in fuga da primavere e inverni umani. Sono nostri figli e fratelli. E difendere la loro vita è sacro. La profonda tristezza e acuto dolore che attraversano il Paese dopo questo ennesimo naufragio, come ha detto il card. Matteo Zuppi, chiedono un supplemento di umanità. Come Caritas Diocesana ci uniamo alla preghiera e all’appello di papa Francesco che ancora una volta ha fatto sentire la sua voce pregando “per ognuno di loro, per i dispersi e per gli altri migranti sopravvissuti” e ringraziando quanti hanno portato soccorso e stanno dando accoglienza.

Colletta Nazionale a favore delle persone colpite dal sisma in Turchia e Siria

La Turchia è uno dei luoghi a più alta pericolosità sismica del mondo. Il 6 febbraio 2023, alle ore 04:17 una scossa violentissima, di magnitudo 7.9, ha provocato distruzioni
gravissime e causato , insieme agli effetti simili in Siria ( peraltro in una parte del paese già fiaccata da 12 anni di guerra interna), circa 46.000 morti ed un numero enorme di sfollati (
400.000 in Turchia, 172000 solo nella zona di Lattakia in Siria). Caritas Italiana, insieme a Caritas Internationalis, si sono attivate fin da subito, in cooperazione con gli enti statali di emergenza e vari attori di soccorso, fornendo pasti caldi, pacchi alimentari, acqua, articoli per l’inverno. L a rete Caritas, in Turchia ha potuto identificare dei bisogni di base ed ha progettato di
sostenere circa 5000 persone per i prossimi due mesi con interventi per fornire un’accoglienza temporanea, generi alimentari e pasti caldi, prodotti igienici di base e
distribuzione di vestiario. Caritas in Siria ha identificato bisogni da sostenere quali cure (medicinali, materiale  sanitario), alloggi di emergenza, cibo, acqua potabile, kit igienici.
La presidenza della CEI, dopo un primo stanziamento da impiegare tramite Caritas Italiana in favore delle popolazioni di Turchia e Siria, ha deciso di istituire una colletta
nazionale, da tenersi in tutte le chiese italiane, domenica 26 marzo 2023 (V di Quaresima). Sarà un’occasione importante per esprimere nella preghiera unitaria la nostra vicinanzae popolazioni colpite. Le offerte raccolte nella nostra Diocesi verranno inviate a Caritas Italiana entro il 30 aprile 2023.
Sarà possibile effettuare bb sul cc di Caritas Diocesana al seguente IBAN
IT 03 P 03069 21610 00000 0086186
con la causale: terremoto Turchia/Siria 2023
Per informazioni: tel 0758553911 – wh 3792149166

ll Sovvenire nel Cammino Sinodale. CONVEGNO NAZIONALE ROMA  TH – CARPEGNA PALACE HOTEL 15-18 FEBBRAIO 2023

Si è svolto a Roma dal 15 al 18 febbraio il convegno nazionale del Sovvenire dal titolo “Avevano ogni cosa in comune” (At 2,44). Hanno partecipato gli incaricati diocesani del “sovvenire” di quasi tutte le diocesi italiane, insieme ai referenti regionali e ai 16 Vescovi delegati. Sono quella squadra di persone, per lo più volontari, che sul territorio hanno il compito di sensibilizzare le comunità locali, da quella diocesana a tutte quelle parrocchiali, sull’importanza della firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica e sulle Offerte deducibili per il sostentamento dei sacerdoti. Il convegno si è tenuto presso il Carpegna Palace Hotel in via Aurelia a Roma. Dopo gli arrivi il giorno 16 febbraio tutti noi delegati e Vescovi circa 300 persone, ci siamo trasferiti presso la Basilica di San Pietro per la celebrazione Eucaristica presieduta dal Card. Matteo Maria Zuppi presidente della Cei, e subito dopo ci siamo trasferiti nella sala Clementina per un’udienza privata con il Santo Padre Papa Francesco. Il Papa ringraziandoci ci ha esortato a continuare con passione nel nostro servizio mettendo al centro tre parole fondamentali: Corresponsabilità, partecipazione e comunione; i tre pilastri che richiamano le parole-chiave del Sinodo: comunione, partecipazione, missione. Dice il Papa “Non è un caso. In più, nel tema sinodale, c’è il termine “missione”, a ricordarci che tutto nella Chiesa è per la missione; anche il vostro servizio, anche il Sovvenire, è per sostenere comunità missionarie. E questo, devo dire, si vede nelle vostre campagne: fate trasparire la realtà di una Chiesa “estroversa”, che cerca di assomigliare al modello evangelico del buon samaritano”.1 I giorni successivi del 16 pomeriggio, 17 e 18 sono stati di lavoro e di incontri sulle tematiche relative al nostro servizio. Sono intervenuti in apertura dei lavori l’arcivescovo di Otranto Mons. Donato Negro presidente del comitato per il sostegno economico alla Chiesa Cattolica, il vescovo di Cagliari Mons. Giuseppe Baturi segretario della Cei. Il calo delle offerte deducibili, l’ammontare dei fondi 8xmille in diminuzione dovuto anche al calo delle imposte per la recessione in atto, sono stati motivo di confronto e di stimolo per un maggiore impegno. Sono seguiti interventi di esperti, tavole rotonde e dibattiti. Il direttore Monzio Compagnoni con tutto lo staff, si stanno adoperando molto per metterci a disposizione mezzi e strumenti utili per la nostra attività di promozione. È stato realizzato un portale “Unitiinrete” alla quale possono accedere gli incaricati, i parroci e i vescovi, con il quale si ha la possibilità di visualizzare tutti i dati necessari: parrocchie, ammontare offerte deducibili e ammontare 8xmille a livello nazionale e territoriale, così da permettere di avere sempre a disposizione informazioni utili per la diffusione e la promozione sul territorio. Sono stati interessanti anche i workshop, momenti formativi per gli incaricati, utili per superare alcune difficoltà organizzative, comunicative, relazionali, organizzati da Creativ, società di formazione che collabora con la Cei. Sono stati forniti i dati dei progetti realizzati a livello locale “unafirmaXunire” e “Unitipossiamo”, ai quali la diocesi di Città di Castello ha partecipato con la collaborazione di una decina di parrocchie. Durante le giornate non è mancata la preghiera con la celebrazione della Santa Messa nella cappella Immacolata Concezione presente dentro l’Hotel con le riprese in diretta di Tv 2000. Corresponsabilità, partecipazione e comunione, le tre parole da mettere in pratica e vivere, per tutti gli attori della nostra comunità, Vescovo, incaricati, sacerdoti, diaconi e laici. Non possiamo aspettarci che qualcun’ altro lo faccia al nostro posto, è un dovere provvedere al sostentamento economico dalla Chiesa e alla sua promozione così come succede da più di 2000 anni, perché nulla manchi ai tanti sacerdoti che svolgono il loro servizio, all’attività pastorale, all’edilizia di culto e ai tanti poveri ed indigenti, perché attraverso le attività caritative possano trovare nella nostra Chiesa ancora aiuto e sostegno.2 Don Giuseppe Floridi Incaricato diocesano per il Sovvenire