Pellegrinaggio diocesano
Nell’ambito dell’iniziativa PASQUA TRA UMBRIA E TOSCANA promossa dalla Diocesi di Città di Castello – Museo diocesano e realizzata in collaborazione con i Comuni dell’Alto Tevere Umbro: Città di Castello, Citerna, Montone, Monte Santa Maria Tiberina, San Giustino, Pietralunga, Umbertide e Lisciano Niccone ed anche quattro Comuni della Regione Toscana: Anghiari, Monterchi, Sansepolcro e Pieve Santo Stefano proseguono gli appuntamenti, il prossimo a SANSEPOLCRO:

“Essere preti oggi è un dono meraviglioso e una grazia immensa”. Vuol dire essere servi premurosi dei nostri fratelli e sorelle. Lo ha ricordato questa mattina il vescovo di Città di Castello mons. Luciano Paolucci Bedini presiedendo in Cattedrale, per la prima volta da quando siede sulla cattedra di san Florido, la messa crismale – preludio al Triduo pasquale – presente il clero della diocesi tifernate. Durante la celebrazione è stato ricordato con affetto il vescovo emerito mons. Domenico Cancian nel giorno del suo 76° compleanno. Si è fatta memoria anche di don Aldo Viti e don Vinicio Zambri, scomparsi nei mesi passati.
Parlando ai suoi preti e ai suoi diaconi il presule ha preso spunto dalle letture proprie della celebrazione sottolineando che c’è un oggi che Gesù dichiara compiuto per sé nel vangelo. “È l’oggi che si perpetua per noi nell’esercizio del ministero. Oggi siamo chiamati dare la nostra vita per il servizio del presbiterato e dell’episcopato. In questo oggi del mondo, che ci appare sempre più confuso e smarrito, in preda alle scelleratezze dei potenti e lontano dalla solidarietà fraterna senza distinzioni, dove la luce del vangelo sembra essere ormai velata dallo splendore di ciò che è effimero e superficiale. Ma anche nell’oggi della nostra Chiesa occidentale, che sembra faticare sempre più nell’offrire agli uomini l’annuncio della speranza e dell’amore che nella fede custodisce, e di cui solo è debitrice al mondo, per la misericordia che le è stata usata”.
Mons. Luciano Paolucci Bedini ha come offerto alcune idee concrete ai preti ed ai diaconi quando li ha invitati a vivere “offrendo ai fratelli e alle sorelle il pane buono della Parola e l’acqua viva dei Sacramenti. Chinandoci con compassione su chi è toccato dal male, rimanendo accanto con le nostre lacrime. Prendendo per mano i più piccoli per accompagnarli con fiducia dentro la vita. Poter condividere con tutti loro il cammino che il Signore ci indica imparando insieme ad ascoltare la voce dello Spirito. Fungendo da maestri tra il popolo nel discernimento della volontà di Dio, solo perché per primi ne siamo divenuti discepoli, e da questa guida spirituale ci lasciamo condurre ogni giorno”.
Oggi pomeriggio alle ore 18.30 il Vescovo celebrerà in Cattedrale la Santa Messa nella Cena del Signore.
Domenica 12 aprile alle ore 10.30 mons. Luciano Paolucci Bedini presiederà la Messa di Pasqua ed impartirà la Benedizione Papale.
La Pasqua che celebriamo quest’anno porta con sé una novità rilevante che proprio alla luce della tradizione cristiana ci aiuta a leggere e comprendere il cammino della Chiesa e la storia della salvezza. Oramai da quasi nove mesi due diocesi vicine, come Città di Castello e Gubbio, sono state unite, nella persona del Vescovo, per camminare insieme verso una piena unità. Il Santo Padre Francesco ha chiesto ai vescovi italiani di pensare una ricognizione dei territori e delle chiese locali in vista di una sostanziosa riduzione del numero delle diocesi, ed ha avviato questa operazione unendo con questa formula canonica dell’in persona episcopi già 35 cinque diocesi italiane.
Tanti motivi legati alla storia, alla cultura, alla conformazione del territorio e alle tradizioni civili e religiose, sembrano non consigliare questa scelta e non favorirne la realizzazione. Per contro ci sono emergenti fenomeni socio-ecclesiali che invece con forza e urgenza lo richiedono: il drastico calo della partecipazione alla vita della Chiesa dei nostri popoli; la riduzione, se non quasi, l’azzeramento delle vocazioni al sacerdozio; lo stile di vita e l’organizzazione quotidiana delle famiglie di oggi; la crescente difficoltà a gestire una presenza capillare e un patrimonio di strutture da parte delle diocesi e delle parrocchie (per non parlare della vita religiosa).
La Chiesa di Gesù risorto che, ovunque, nei secoli, ha annunciato il vangelo e ha fondato nuove comunità di credenti, non ha avuto mai limiti e confini, se non quelli della testimonianza dei suoi membri e del mandato missionario ricevuto dal suo fondatore. Ovunque il vangelo portava frutto nasceva una nuova comunità con i suoi pastori, e dove la forza del vangelo si è spenta la Chiesa non è più presente, o si è ridotta di molto. È per questo che vorrei invitare tutti i cristiani dell’Alta Valle del Diocesi di Città di Castello
Chiascio e dell’Alta Valle del Tevere (non a caso due territori benedetti dall’acqua) a lasciarsi illuminare dalla luce di Pasqua per dare forza ed entusiasmo ad un cammino che ci è messo dinnanzi.
Cristo risorto spezza ogni legame e ci libera da ogni vincolo, che non sia solamente quello dell’amore misericordioso del Padre che gratuitamente ci è stato donato. Oggi più che mai i credenti sono chiamati ad essere lievito di una nuova umanità che sappia superare le differenze e le distanze umane, evitando di farne motivi di divisione, per creare e rigenerare un solo popolo, sotto un unico Signore, perché ogni uomo incontrando la Chiesa trovi una casa aperta e una famiglia accogliente per respirare la speranza e rinnovare la vita.
La forza della risurrezione non teme alcun ostacolo e inaugura una storia nuova di cui noi tutti battezzati siamo debitori, e di cui tutti siamo chiamati a diventare partecipi. La fede, il vangelo, la carità, la preghiera e la fraternità della Chiesa non mortificano le storie e le vicende da cui veniamo, non appiattiscono le tradizioni e gli stili, non uniformano le realtà e le iniziative, ma sono le sorgenti da cui promana la comunione dei figli di Dio di ogni latitudine e tempo. Molto triste sarebbe se ciò che è destinato ad unirci ci dividesse. Saremmo fuori strada. Invece, proprio ciò che in Gesù ci fa un unico popolo salvaguarda e alimenta le peculiarità e la creatività, perché in noi agisce lo Spirito del risorto.
Sono molto fiducioso che questo cammino delle nostre Chiese che accade, non a caso, nel tempo in cui tutta la Chiesa italiana è in ascolto dello Spirito nel percorso sinodale, possa essere la grande occasione di una vera ripartenza. Anche noi potremo passare dalla paura del cenacolo alla gioia della condivisione della fede se insieme sapremo con fiducia attendere in preghiera la potente azione dello Spirito Santo. E proprio per significare questo, invito fin da subito tutti i fratelli e le sorelle, tutte le comunità e i gruppi delle due diocesi sorelle, a celebrare insieme la solenne Veglia di Pentecoste la notte del 27 maggio prossimo nella chiesa parrocchiale di Cristo risorto ad Umbertide.
Ci guidi il Signore a salire insieme a Gerusalemme
per contemplare l’amore di Dio che ci ha salvati!
don Luciano, vescovo
L’entrata di Gesù a Gerusalemme non è solo un evento storico, ma una parabola in azione. Di più: una trappola d’amore perché la città lo accolga, perché io lo accolga. Dio corteggia la sua città (fede è la mia risposta al corteggiamento di Dio): viene come un Re mendicante (il maestro ne ha bisogno, ma lo rimanderà subito), così povero da non possedere neanche la più povera bestia da soma. Un Potente umile, che non si impone, si propone; come un disarmato amante. Benedetto Colui che viene. È straordinario poter dire: Dio viene. In questo paese, per queste strade, nella mia casa che sa di pane e di abbracci, Dio viene ancora, viaggiatore dei millenni e dei cuori. Si avvicina, è alla porta. La Settimana Santa dispiega, a uno a uno, i giorni del nostro destino; ci vengono incontro lentamente, ognuno generoso di segni, di simboli, di luce. In questa settimana, il ritmo dell’anno liturgico rallenta, possiamo seguire Gesù giorno per giorno, quasi ora per ora. La cosa più santa che possiamo fare è stare con lui: «uomini e donne vanno a Dio nella loro sofferenza, piangono per aiuto, chiedono pane e conforto. Così fan tutti, tutti. I cristiani invece stanno vicino a Dio nella sua sofferenza» (Bonhoffer). Stanno vicino a un Dio che sulla croce non è più “l’onnipotente” dei nostri desideri infantili, il salvagente nei nostri naufragi, ma è il Tutto-abbracciante, l’Onni-amante cha fa naufragio nella tempesta perfetta dell’amore per noi. Sono giorni per stare vicino a Dio nella sua sofferenza: la passione di Cristo si consuma ancora, in diretta, nelle infinite croci del mondo, dove noi possiamo stare accanto ai crocifissi della storia, lasciarci ferire dalle loro ferite, provare dolore per il dolore della terra, di Dio, dell’uomo, patire e portare conforto. La croce disorienta, ma se persisto a restarle accanto come le donne, a guardarla come il centurione, esperto di morte, di certo non capirò tutto, ma una cosa sì, che lì, in quella morte, è il primo vagito di un mondo nuovo. Cosa ha visto il centurione per pronunciare lui, pagano, il primo compiuto atto di fede cristiano: “era il Figlio di Dio”? Ha visto un Dio che ama da morire, da morirci. La fede cristiana poggia sulla cosa più bella del mondo: un atto d’amore perfetto. Ha visto il capovolgimento del mondo; Dio che dà la vita anche a chi gli dà la morte; il cui potere è servire anziché asservire; vincere la violenza non con un di più di violenza, ma prendendola su di sé. La croce è l’immagine più pura, più alta, più bella che Dio ha dato di se stesso. Sono i giorni che lo rivelano: “per sapere chi sia Dio devo solo inginocchiarmi ai piedi della Croce”(K. Rahner).
Di seguito le celebrazione della Settimana Santa in Cattedrale:
GIOVEDI’ SANTO:
ore 10.30 S. MESSA CRISMALE
ore 18.30 S. MESSA “IN CENA DOMINI”
segue ADORAZIONE EUCARISTICA
VENERDI’ SANTO:
ore 18.30 Liturgia della PASSIONE
ore 21.30 PROCESSIONE del Cristo Morto
Itinerario: Chiesa di S. Maria Maggiore, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Matteotti, Via Cavour, Piazza Gabriotti.
SABATO SANTO:
ore 14.30 – 17.30 confessioni
ore 21.30 Veglia Pasquale
DOMENICA DI PASQUA:
ore 10.30 – 12.00 – 18.30 S. Messe
Un teatro completamente pieno per la rappresentazione della Commedia, sabato 25 marzo, grazie alla volontà e bravura del cast tutto giovanile dei bambini e volontari dell’oratorio PerDiQua di Cerbara. Ripercorrendo l’eterno viaggio dantesco attraverso i tre regni dell’oltretomba, i ragazzi hanno voluto mettere in scena la bellezza e l’universalità del capolavoro, che non conosce tempo.
Non un caso il voler rappresentarlo proprio sabato 25 Marzo, Dante dì, giornata nazionale dedicata al Sommo Poeta, per celebrare la sua grandezza eterna.
Un progetto che parte per caso, solo quattro mesi fa, dalla volontà dei volontari dell’oratorio di proporre uno spettacolo teatrale.
Protagonista è stata la condivisione, la necessità e voglia di stare insieme, conoscersi e conoscere, interagire, creando una solida rete di rapporti, emozioni, traguardi e fallimenti.
L’obiettivo primario, alla base della nostra associazione, è infatti di creare un contesto educativo e di crescita sociale tanto urgente e importante: su questo il teatro ne è maestro.
Un grazie particolare a tutti i bambini che frequentano la realtà oratoriale: sono stati il filo conduttore musicale, attraverso canti e balli, dell’intero spettacolo.
Uno spettacolo che ha coinvolto l’intero paese attraverso l’aiuto silenzioso di tanti volontari addetti ai costumi, alle scenografie, ai materiali di scena, che silenziosamente hanno reso possibile tutto ciò.
Non potevamo mancare all’incontro con Papa Francesco, in occasione della giornata commemorativa dei corridoi umanitari, avviati dal 2016 come risposta alla situazione drammatica nella rotta Mediterranea. Ad oggi ancora molti si chiedono che cosa esattamente siano e rappresentino questi particolari sistemi di accoglienza ed integrazione per i rifugiati: in questa Comunità Europea, ancora incapace di dare una risposta concorde circa le tragedie e il costante numero di persone che perdono la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa, intrappolati lungo la rotta balcanica, respinti e abbandonati alle frontiere come spazzatura, esposti a rischi a causa di trafficanti e sfruttatori o lasciati annegare nel Mediterraneo, i corridoi umanitari rappresentano una via sicura e legale per l’ingresso nel nostro Paese dei richiedenti asilo. Le parole di Papa Francesco sono state molto eloquenti e ha ribadito che i corridoi umanitari “sono una via praticabile per evitare le tragedie e i pericoli legati al traffico di esseri umani” perché “una migrazione sicura, ordinata, regolare e sostenibile, è nell’interesse di tutti”. I corridoi umanitari non solo mirano a far giungere in Italia e in altri paesi europei persone profughe, ma “operano anche per l’integrazione perché non c’è accoglienza senza integrazione, la quale non è priva di difficoltà, perché non tutti coloro che arrivano sono preparati al lungo cammino che li aspetta”. Quindi non possiamo aspettarci che tutto vada al meglio, ma “mettere in atto ancora più attenzione e creatività”. Meravigliosa parola la creatività, ma potremmo anche usare le parole quali fecondità, generatività; un atteggiamento generativo risuona nella parole di Hannah Arendt, quando diceva “siamo fatti per cominciare” ed è quello che molte persone anche loro malgrado fanno nel momento in cui lasciano la propria (martoriata) terra; cosa che dovremmo fare anche noi dall’alto delle nostre sicurezze; dovremmo ricordarci le parole dell’A.T. “Non molesterai il forestiero né l’opprimerai, perché voi siete stati forestieri nel paese di Egitto”. Siamo stati un popolo di migranti, ma ci siamo dimenticati le sofferenze passate; in ogni angolo di questo mondo possiamo trovare un avo italiano perché siamo stati stranieri in terra altrui e abbiamo visto quanto sia dura questa condizione; “siamo fatti per cominciare” ad avere comprensione e misericordia per coloro che fanno questa tremenda esperienza in mezzo a noi.
Auguriamo a tutti una serena e felice Pasqua di Pace.
Alcuni avvisi:
Per la raccolta del 26 marzo “Terremoto Turchia -Siria 2023”, chi vuole (parrocchie o privati) può portare i contanti in Caritas diocesana o fare bonifico anche a: BAN: IT 03 P 03069 21610 00000 0086186 Intestato a: Confraternita di Maria SS del Rosario. Si prega di comunicare la raccolta fatta a info@caritascdc.it per fare un resoconto su quanto inviato.
Il 31 marzo 2023 si è tenuto il secondo incontro di formazione generale animato da Caritas Diocesana. Verranno calendarizzati ulteriori incontri di formazione specifica a partire dal 15/04/2023 dalle ore 10.00 alle 12.00 particolarmente indirizzati agli operatori caritas ma aperti a tutti. Le date e i temi trattati saranno opportunamente comunicati attraverso i canali informativi soliti
La direzione
Arriviamo un po’ tardi, ma torniamo in pista. Il tempo trascorso e le molteplici richieste, in varie maniere pervenute, perché la SDFT si riattivasse e tornasse ad offrire il cibo sostanzioso della domanda e delle risposte alla luce della fede e dell’esperienza umana, hanno mostrato a sufficienza la necessità di riprogettare in maniera sinodale l’itinerario del prossimo anno (2023-2024). Il Vescovo ha promesso che lo faremo durante il mese di giugno, tenendo conto anche delle istanze sociali e politiche emerse nel frattempo. Infatti, il soggetto unitario della SDFT è la Diocesi in tutte le sue componenti, particolarmente per quanto concerne le varie sfaccettature della formazione permanente dell’intero popolo di Dio. A questo livello, gli itinerari che la SDFT propone costituiscono il risultato della convergenza comune. Essi, se opportunamente strutturati a calendario, non tolgono ad alcuno la libertà di ulteriori, specifici, approfondimenti; esprimono, invece, l’ossatura del progetto di tutti; rappresentano un aiuto per un cammino, al tempo stesso, condiviso e differenziato.
Per il momento, relativamente al presente anno pastorale, rientriamo in gioco, in collaborazione con Ospedale da campo, attivando un solo modulo che, avendo come filo conduttore quello della Pace, si svolgerà nel modo a noi consueto, comprensivo di due incontri riguardanti l’enciclica Pacem in terris (sessant’anni dopo la sua pubblicazione) e le sue attualizzazioni, un laboratorio e un focus, aperto all’intera cittadinanza, che metterà a fuoco la correlazione tra il contenuto dell’enciclica e la Dichiarazione universale dei diritti umani (ONU-1948). Gli incontri si svolgeranno di martedì, in quattro date nei mesi di aprile e maggio. La sede è il complesso parrocchiale di Madonna del Latte. Allego una tabella di riferimento. Appena composta la locandina, sarà mia cura inviarvela.
Per la SDFT, il coordinatore, Don Romano Piccinelli

Presentata in sede di conferenza stampa lunedì 3 aprile alle ore 11.00 nel Salone Gotico del Museo diocesano di Città di Castello l’iniziativa Pasqua tra Umbria e Toscana promossa dalla Diocesi e dal Museo diocesano giunta quest’anno alla sua VIII Edizione. A coordinare l’appuntamento l’ideatrice dell’iniziativa Catia Cecchetti alla presenza dell’economo diocesano Avv. Aldo Benedetti e dei vari rappresentanti dei comuni: Lorenzo Ricci presidente del Consiglio comunale di Montone, Annalisa Mierla vice Sindaco e Assessore alle Politiche culturali di Umbertide insieme al direttore Gianfranco Contadini, Alberica BarbolaniAssessore alle Politiche culturali di Anghiari, Enea Paladino Sindaco del Comune di Citerna e Paolo Fiorucci direttore del concerto, Simone Selvaggi per il Comune di San Giustino, Michela Botteghi Assessore alle Politiche culturali del Comune Tifernate insieme al Direttore della Scuola comunale “Giacomo Puccini”, Don Francesco Cosa parroco del Santuario Madonna dei Rimedi nel Comune di Pietralunga, Gianluca Moscioni Sindaco del Comune di Lisciano Niccone, Michele Simoni vice Sindaco di Monte Santa Maria Tiberina e inoltreRuben Marzà tra gli esecutori del concerto a Pieve Santo Stefano e la dott.ssa Francesca Abbozzo relatrice di una conferenza d’arte che si terrà al Museo diocesano.Ricco il calendario degli eventi in programma pensati con lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale dell’Alto Tevere Umbro e Toscano. Ben tredici i comuni aderenti al progetto,precisa l’ideatrice e coordinatrice Catia Cecchetti e quindici gli appuntamenti.
Confermata l’adesione di tutti i Comuni del territorioAlto Tiberino – precisa Cecchetti – quali: Città di Castello, Citerna, Montone, Monte Santa Maria Tiberina, San Giustino, Pietralunga e Umbertide e dei quattro comuni della Regione Toscana Anghiari, Monterchi, Sansepolcro e Pieve Santo Stefano e la partecipazione di AbocaMuseum con sede a Sansepolcro. Due le novità di questa ottava edizione: la naturale collaborazione con la Diocesi di Gubbio e il suo Museo Diocesano e l’adesione al progetto del Comune di Lisciano Niccone. Dunque un ulteriore allargamento del territorio da valorizzare in unfattivo coordinamento in rete,che sigla oramai una sinergia interregionale.
Molto pensati gli spazi nei quali si terranno gli eventi quali musei, chiese, teatri, auditorium e santuari. Gli appuntamenti calendarizzati oltreché concerti, saranno visite guidate, conferenze, inaugurazione di mostre, convegni e presentazione di libri che si terranno nei mesi di aprile e maggio prossimi. Imprescindibile il tema legato alla Resurrezione ma anche argomenti finalizzati alla valorizzazione del ricco patrimonio umbro e toscano.
Il primo evento si terrà a Gubbio nella Chiesa di Santa Maria dei Laici sabato 8 aprile alle ore 11.30 e vedrà l’inaugurazione della Piccola collettiva d’arte sacra dal titolo Il contemporaneo che guarda allo Spirito, nel segno della passione,in collaborazione con la Diocesi di Gubbio, il Museo Diocesano e l’Associazione culturale La Medusa. Il secondo appuntamento Lunedì dell’Angelo 10 aprile alle ore 18.00 è musicale e vede la Chiesa di San Francesco a Montonecome spazio privilegiato per il concerto dal titoloResurrexidellaCorale Braccio Fortebraccio di Montonecon la partecipazione della Scuola primaria montonese diretta da Francesco Fulvi.A Pieve Santo Stefanopresso ilTeatro comunale “Giovanni Papini”venerdì 14 aprile alle ore 21.15si terrà l’esibizione di Ruben Marzà al sax e Andrea Astolfial pianoforte neImages for sax and piano enell’ambito di Pieve classica 2023.Sabato 15 aprile alle ore 19.00 è la volta di un altro concerto dal titoloPasqua con Mozart e Boccherinipresso la Chiesa di Cristo Risorto ad Umbertide; ad esibirsi il Coro dell’Accademia del diletto, il Coro sociale di Grassina, Firenze Vocal EnsembleOrchestra, I Concertistidiretti da Valentino Alfredo Zangara e Gianfranco Contadini.Quinto evento in programma ad Anghiari presso il Museo della Misericordia,giovedì 20 aprile alle ore 18.00prevedecon laVisita guidata al Museo a cura della Direttrice Dott.ssa Elena Zanchi, per info,protocollo@comune.anghiari.ar.it – segreteria@comune.anghiari.ar.it
Nella Chiesa di San Francesco a Citerna,venerdì 21 aprile alle ore 21.oo verrà ricordata la riconsegna 10 anni fa, della Madonna di Donatello, con l’esecuzione dello Stabat Mater del Coro Città di Piero “Domenico Stella”diretto da Bruno Sannai e Paolo Fiorucci.Il settimo appuntamento si terrà a San Giustino nelladi Chiesa di Celalba,sabato 22 aprile alle ore 21.00con il concerto dal titoloFlautate cordeche verrà eseguito da l’EnsambleTarab:composto daLuisa Mencherinial flauto, Francesco Corrado al violino,Matilde Giorgis alla viola e Tyler Stuart al violoncello.Nella Chiesa di San Michele Arcangelo a Città di Castello si esibirannodomenica 23 aprile alle ore 18.00iSolisti ed Ensemble di chitarredella Scuola Comune di Musica “Giacomo Puccini” di Città di Castello con un concerto dal titolo Sons de Carillhones.Giovedì 27 aprile alle ore 21.00Poesia e Musica per la Resurrezione è il titolo dell’evento che si terrà a Sansepolcro presso l’Auditorium di Santa Chiara con l’ Orchestra Giovani Armonie diretta dal Maestro LauretaCukuHodaje con Cinzia della Ciana e Andrea Matucci voci recitanti.Il decimo appuntamentovenerdì 28 aprile alle ore 18.00 vedrà la cornicedel Museo Diocesano di Città di Castello per la Conferenza dal titolo“Resurrezione e Assunzione” Il significato espressivo nelle valenze iconografiche dell’Arte. Alcuni cenni di lettura conrelatrice la Storica dell’ArteDott.ssa Francesca Abbozzo.Nel suggestivo Santuario Madonna dei Rimedi aPietralungasi terràsabato 29 aprile alle ore 18.00il concerto dal titoloSub Tuumpraesidium Canti mariani della tradizione popolare eseguito dalla Corale polifonica Pietralunghese, direttada Fausto Paffi.A seguire due eventi nella Regione Toscana: a Monterchi presso iMusei civici “Madonna del Parto”domenica 30 aprile,alle ore 11.00 si terrà la Visita guidata al Museo (per info tel. 057570713 info@madonnadelparto.it) e a Sansepolcrolunedì 1 maggio alle ore 11.00ancora una Visitaguidata tematica dal titolo “Le erbe dei pellegrini” ad AbocaMuseum(Iscrizione obbligatoria alla sezione dedicata agli eventi del sito www.abocamuseum.it).Il penultimo appuntamento sarà nel Comune di Lisciano Niccone nella Chiesa di Santa Maria delle Corti Angeliche,domenica 7 maggio alle ore 17.30:la Corale Laurenziana “Raffaele Casimiri” della Cattedrale di Perugiadiretta da Franco Radicchiaterrà il concerto dal titolo Cantiamo alla Vergine.A Monte Santa Maria Tiberina nellaSala Consiliare del Comune si chiuderà l’VIII Edizione di Pasqua tra Umbria e Toscanagiovedì 18 maggio con un evento dal titoloAspettando la Festa dell’Ascensioneche prevederà alleore 17.30 il Convegno “Festività ecclesiastiche e Turismo religioso” e di seguito alle ore 18.30 la Presentazione del libro “Pensate voi” di Claudio Alunno.
Dunque un calendario fitto di appuntamenti che interesserà un vasto territorio, speriamo alla presenza di numerosi turisti presenti nelle imminenti festività pasquali ma destinato anche a tutti i cittadini residenti che potranno così ri-scoprire le bellezze artistico-culturali di tutto il comprensorio umbro e toscano. Uno scambio culturale proficuo e stimolante che unisce strutture civiche ed ecclesiastiche all’insegna del bene comune nel nome della più autentica spiritualità e condivisione.
Catia Cecchetti