Un nuovo capitolo si apre nella storia del santuario della Madonna del Transito, uno dei luoghi di devozione mariana più conosciuti e frequentati dell’Alta Umbria. La comunità dei Frati Minori Cappuccini, finora presente al santuario della Madonna di Belvedere, si trasferisce a Canoscio, dove assumerà la cura pastorale del santuario e dell’intera parrocchia.
L’ingresso ufficiale della fraternità è previsto per sabato 31 ottobre 2026, alle ore 18, con una celebrazione presieduta dal vescovo di Città di Castello e Gubbio, mons. Luciano Paolucci Bedini. Un appuntamento che segnerà l’avvio di una nuova fase per la vita religiosa e pastorale di Canoscio, ma anche per la presenza francescana nel territorio tifernate.
Il trasferimento è il risultato di una feconda collaborazione tra la Diocesi di Città di Castello e la Provincia Serafica Immacolata Concezione dei Frati Minori Cappuccini, maturata nella volontà comune di valorizzare un luogo particolarmente significativo per la spiritualità e la devozione popolare.
Quattro frati per il santuario, la parrocchia e la pastorale della salute
La nuova fraternità sarà composta da quattro religiosi, chiamati a condividere la vita comunitaria e a dedicarsi al servizio pastorale del santuario e della parrocchia che fa riferimento a Canoscio.
Il loro impegno comprenderà l’accompagnamento spirituale dei fedeli, la celebrazione dei sacramenti, l’accoglienza dei pellegrini e le attività ordinarie della comunità parrocchiale. Una presenza stabile che potrà offrire nuove opportunità anche per la preghiera, l’ascolto e la partecipazione alla vita ecclesiale.
Uno dei quattro cappuccini svolgerà inoltre il servizio di cappellano dell’ospedale di Città di Castello, affiancando alla cura pastorale del santuario il ministero di vicinanza ai malati, ai familiari e al personale sanitario.
La nuova sistemazione della fraternità rappresenta dunque un progetto che va oltre il semplice trasferimento da una sede all’altra. La scelta mette in relazione la spiritualità francescana, la devozione mariana e l’attenzione concreta alle persone, attraverso una presenza religiosa inserita nella vita quotidiana del territorio.
Il grazie della Diocesi a don Franco Sgoluppi
L’arrivo dei cappuccini coincide con la conclusione del servizio svolto a Canoscio da don Franco Sgoluppi, che dal 2015 a oggi ha assicurato la cura pastorale del santuario della Madonna del Transito.
A lui la Chiesa tifernate rivolge un sentito ringraziamento per gli oltre undici anni di ministero, nei quali ha accompagnato la vita religiosa del santuario, le celebrazioni, i pellegrinaggi e le tante persone che hanno trovato a Canoscio un riferimento per la propria esperienza di fede.
Il passaggio di consegne si colloca così in una prospettiva di continuità pastorale: custodire e valorizzare il patrimonio spirituale del santuario, rafforzandone il ruolo come luogo di accoglienza, preghiera e incontro tra persone e comunità.
Canoscio, una storia di devozione mariana lunga oltre sei secoli
Situato sulle colline a una decina di chilometri da Città di Castello, il santuario di Canoscio rappresenta da secoli una delle principali mete di pellegrinaggio mariano della Valtiberina umbra. La sua influenza spirituale supera però i confini diocesani, richiamando fedeli anche da altre zone dell’Alta Umbria e dalla vicina Toscana.
Le origini della devozione alla Madonna del Transito affondano nella tradizione medievale. Secondo il racconto tramandato nei secoli, nel 1348, durante una terribile epidemia di peste, un abitante del colle di Canoscio, Vanni di Iacopo, destinò per voto una somma di denaro alla realizzazione di un’immagine della Vergine Maria.
Da quella testimonianza di fede sarebbe progressivamente cresciuto il culto mariano che ha segnato la storia del luogo, fino alla costruzione dell’attuale basilica-santuario nella seconda metà dell’Ottocento. Poco distante si trova anche l’antica Pieve di Canoscio, le cui strutture principali risalgono al XII secolo e che sorge su un precedente luogo di culto.
La festa della Madonna del Transito, celebrata il 15 agosto, costituisce ancora oggi uno dei momenti più partecipati della vita religiosa locale, con celebrazioni e pellegrinaggi che coinvolgono fedeli provenienti da territori diversi.
Proprio questa dimensione sovraterritoriale rende Canoscio un luogo particolarmente significativo per la missione della nuova fraternità cappuccina, chiamata a custodire una tradizione radicata nella storia e, nello stesso tempo, a interpretare le esigenze pastorali del presente.
Da Belvedere a Canoscio, la continuità della presenza cappuccina
Per i frati, il trasferimento a Canoscio segna anche la conclusione di una lunga esperienza al santuario della Madonna di Belvedere, sulle alture che dominano Città di Castello.
Il complesso di Belvedere, affidato ai cappuccini negli anni Novanta, custodisce una storia di devozione che risale a diversi secoli fa. La chiesa attuale venne edificata tra il 1668 e il 1684 per accogliere un’antica immagine mariana venerata nella chiesa di Santa Maria di Caprano.
Al centro del santuario si trova una statua della Vergine in terracotta policroma, databile tra Quattrocento e Cinquecento, mentre l’edificio conserva importanti testimonianze artistiche, tra cui stucchi, dipinti ed ex voto.
Nel corso degli anni la comunità cappuccina ha assicurato il proprio servizio religioso al santuario e alla parrocchia di Belvedere, estendendo il ministero anche alla parrocchia di Fraccano.
Con il passaggio a Canoscio, dunque, non si interrompe la presenza dei cappuccini nella Chiesa tifernate, ma se ne ridefiniscono la sede e gli ambiti di servizio. Un cambiamento che mantiene il legame con la tradizione francescana e mariana, collocandolo in una nuova realtà pastorale.
La Provincia Serafica e il legame con l’Umbria
La fraternità appartiene alla Provincia Serafica Immacolata Concezione dei Frati Minori Cappuccini, nata nel 2020 dall’unificazione delle precedenti Province religiose dell’Abruzzo, di Roma e dell’Umbria.
La nuova circoscrizione religiosa riunisce comunità e conventi presenti in diversi territori dell’Italia centrale, con una missione che comprende la predicazione, l’evangelizzazione, la vita fraterna e le attività pastorali e caritative.
Sotto il patronato di Maria Immacolata, con san Francesco d’Assisi e san Felice da Cantalice come compatroni, la Provincia custodisce e promuove la spiritualità cappuccina, fondata sulla fraternità, sulla semplicità evangelica e sulla vicinanza alle persone.
L’intesa con la Diocesi di Città di Castello si inserisce in questo orizzonte, offrendo alla comunità religiosa un nuovo luogo nel quale esprimere il proprio carisma, in dialogo con le esigenze della Chiesa locale.
In un anno particolarmente significativo per la famiglia francescana, segnato dall’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi (1226-2026), l’arrivo dei cappuccini a Canoscio assume anche un valore simbolico: quello di una presenza che rinnova il proprio impegno a servizio della fede e delle comunità.

















































