Città di Castello, 18 settembre 2026 – Un pubblico numeroso ha partecipato ieri sera, giovedì 17 settembre, nella Chiesa di San Francesco, al cineconcerto Frate Sole, dedicato alla figura del Poverello di Assisi e inserito nel calendario delle iniziative diocesane per gli 800 anni dalla morte di San Francesco. La serata ha proposto la proiezione dell’omonimo film muto del 1918, realizzato da Ugo Falena e Mario Corsi e presentato nell’edizione restaurata dalla Cineteca Milano, accompagnata dalla musica dal vivo all’antico organo meccanico Francesco Polinori.
Un’esperienza irripetibile
A rendere particolarmente intensa e originale l’esperienza è stato l’intervento di Giuseppe Luccaccioni, giovanissimo musicista di talento, chiamato a confrontarsi con una delle forme più affascinanti e impegnative dell’espressione musicale: l’improvvisazione dal vivo sulle immagini. Di fronte allo schermo, Luccaccioni ha costruito la musica momento dopo momento, senza affidarsi a una colonna sonora prestabilita. La sua esecuzione è diventata un vero e proprio dialogo istantaneo con il film, nel quale gesti, emozioni, pause e atmosfere hanno trovato una risposta sonora continuamente rinnovata. È proprio nell’immediatezza dell’improvvisazione che si è manifestato il talento del giovane musicista: la capacità di ascoltare le immagini, interpretarle e trasformarle in suono, seguendo il ritmo della narrazione e lasciando che la musica nascesse direttamente dall’incontro con ciò che accadeva sullo schermo. Ne è scaturita una performance irripetibile, una traccia sonora legata a quel preciso momento, a quel luogo e alla sensibilità dell’interprete.
Lo stesso film potrà essere nuovamente proiettato, ma quella musica non potrà essere ripetuta esattamente nello stesso modo. È questo uno degli aspetti più affascinanti del cineconcerto: un’esperienza condivisa dal pubblico, ma al tempo stesso unica e non replicabile. La scelta di affiancare un giovane interprete a una pellicola di oltre un secolo fa ha inoltre dato vita a un significativo incontro tra generazioni e linguaggi: il cinema delle origini, l’antico organo e la creatività musicale contemporanea si sono incontrati in uno stesso spazio, restituendo nuova vitalità a un’opera dedicata a San Francesco. La serata ha mostrato così quanto possano essere feconde le contaminazioni tra le diverse forme d’arte e quanto un giovane talento, quando viene messo nelle condizioni di esprimersi pienamente, possa trasformare un appuntamento culturale in un’esperienza profondamente partecipata. La serata di Frate Sole lascia dunque un segno nel percorso delle celebrazioni francescane: un antico film, un organo storico e la sensibilità di un giovane musicista si sono incontrati per una sola sera, dando vita a un’esperienza artistica che proprio nella sua irripetibilità ha trovato la sua forza.
Un giovane talento
Nato nel 2004, Giuseppe Lucaccioni si avvicina al pianoforte e all’organo nel 2012, iniziando il suo percorso con il maestro Alessandro Bianconi. Dal 2017 approfondisce lo studio dell’organo e della composizione organistica al Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia, dove segue gli insegnamenti dei maestri Luca Scandali e Claudio Brizi e conclude nel 2023 il percorso preaccademico. La sua formazione si arricchisce attraverso masterclass con alcuni tra i più importanti interpreti del panorama organistico internazionale, tra cui Peter Van de Velde, Andrea Marcon, Daniel Roth e Philippe Lefebvr .
L’esperienza concertistica
Nonostante la giovane età, Lucaccioni ha già maturato una significativa esperienza concertistica, esibendosi come solista in rassegne organistiche in Italia, Germania, Francia e Belgio. Tra gli appuntamenti a cui ha partecipato figurano Orgelmusik zum Weihnachtsmarkt presso la Stiftskirche di Stoccarda, le Vespérales de l’orgue Dubois e le Gentse Orgelfeesten. Accanto all’attività solistica, il musicista coltiva con particolare interesse la musica d’insieme, confrontandosi con importanti formazioni corali e orchestrali. Nel 2025 ha partecipato con la Philharmonia Nicolai Aalen all’esecuzione di In Terra Pax del compositore svizzero Frank Martin, nell’ambito delle iniziative per l’80° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale. Nel 2026 ha inoltre accompagnato il coro di voci bianche Collegium iuvenum Stuttgart durante una tournée in Francia e Lussemburgo.
Il suo legame con Città di Castello è particolarmente significativo: dal 2019 al 2023 è stato organista presso il Santuario della Madonna delle Grazie, esperienza che ha contribuito alla sua crescita nel campo della musica liturgica e sacra. Dal 2024 Lucaccioni prosegue la propria formazione in Germania, dove frequenta il corso di laurea in Musica Sacra (Bachelor Kirchenmusik) presso la Hochschule für Musik und Darstellende Kunst di Stoccarda, nella classe del professor Jürgen Essl. Un percorso internazionale che nel 2026 è stato ulteriormente riconosciuto con l’assegnazione di una borsa di studio della Fondazione Leibinger.






