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Corso di formazione giuridico-pastorale

Il TRIBUNALE APOSTOLICO DELLA ROTA ROMANA organizza il Corso di formazione giuridico-pastorale – Il ministerium iustitiae nell’agire sinodale della Chiesa.
Per informazioni e iscrizioni: DON ALBERTO GILDONI oppure
Le iscrizioni potranno essere effettuate sino al giorno 31 gennaio 2023, compilando il modulo pubblicato sul sito www.rotaromana.va
Il corso si svolgerà in modalità:
 IN PRESENZA (250 POSTI) al costo di 250,00 euro che potranno essere versati in contanti o con assegno intestato a “TRIBUNALE DELLA ROTA ROMANA”, all’accreditamento ad inizio corso;
 ONLINE (in streaming) al costo di 100 euro da pagare con bonifico sul conto VA 6000 1 000 0000 31141001 presso lo IOR, intestato a “TRIBUNALE DELLA ROTA ROMANA”.
La lingua ufficiale è in ITALIANO: è prevista la traduzione in simultanea (sia in presenza che streaming) in INGLESE, SPAGNOLO, FRANCESE, PORTOGHESE, POLACCO.
Durante il corso saranno previste delle esercitazioni pratiche, in lingue, che saranno svolte secondo il metodo comunicato all’inizio del Corso.
Al termine del Corso saranno rilasciati:  un diploma di partecipazione; oppure un’attestazione per i crediti formativi.

PROGRAMMA

TRIBUNALE APOSTOLICO DELLA ROTA ROMANA
Piazza della Cancelleria, 1 – 00186 Roma Tel.: +39 (0)6 69887502
e-mail: corso.rotaromana@rotaromana.va
website: www.rotaromana.va

 

Pastorale della Salute, Santa Messa e scambio degli auguri

La Pastorale della Salute Diocesana invita alla celebrazione della Santa Messa, officiata dal Vescovo S.E. Mons. Luciano Paolucci Bedini, in Cattedrale, Venerdì 16 dicembre alle 18. Sarà occasione anche per scambiarsi gli auguri natalizi tra pazienti, operatori sanitari, Associazioni di volontariato, fedeli.

Animerà i canti la Corale Marietta Alboni diretta dal Maestro Marcello Marini.Santa Messa

 

Festa di Santa Lucia – Martedì 13 dicembre 2022

 

 

Nella giornata di martedì 13 dicembre dalle ore 7.30  alle ore  19.00, sarà possibile venerare la reliquia di Sanata Lucia, nella Chiesa a lei dedicata in Via Trastevere (senza il tradizionale gesto devozionale del bacio da parte dei fedeli) Sante messe alle ore: 8.30 / 10.00/ 16.00/ 18.00. La Messa delle ore 10.00 sarà presieduta dal Vescovo Mons. Luciano Paolucci Bedini. Un sacerdote sarà a disposizione per le confessioni. Si ringrazia per la collaborazione “Le Rose di Gerico”

CENA PER I POVERI e RACCOLTA GIOCATTOLI

Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti”. (Luca 14,12-14)

Il 20/12/2022 presso i locali della Pro Loco di Madonna del Latte, si terrà una cena per i poveri della nostra comunità e non solo. Per San Francesco il Natale che era la “festa delle feste”, cioè doveva abbracciare tutti, nessuno escluso. Tommaso da Celano, francescano, scrittore e poeta, raccontava che “Francesco voleva che in questo giorno i mendi-canti fossero saziati dai ricchi e che i buoi e gli asini ricevessero una razione di cibo e di fieno più abbondante del soli-to.” A Natale, in tutto il mondo, le famiglie si riuniscono, si scambiano regali sotto l’albero, apparecchiano a festa la ta-vola. Per chi non ha nessuno, questo giorno, più degli altri, può diventare un giorno tristissimo.

Perciò la Caritas desidera, ritrovarsi insieme come una grande famiglia, dove tutti si possano sentire a casa loro, pro-prio nel giorno in cui Gesù nasce povero per la salvezza di tutti. Dovrebbe essere questa l’immagine più bella, e più eloquente del suo particolare modo di stare tra la gente, soprattutto con chi è più povero.

 

RACCOLTA GIOCATTOLI E CARAMELLE

Babbo Natale arriva alla Caritas Città di Castello per consegnare ai bambini giochi e caramelle. Se avete giocattoli da donarci che i vostri figli non usano più e sono in buono stato, caramelle e dolciumi vi aspettiamo all’Emporio della Solidarietà a San Giacomo! Contatti emporio: 075 8556233 – 379 2318712

emporiosangiorgio@libero.it

“Avvento e Natale: tra fede e arte”

 

 

 

Domenica 27 novembre presso la chiesa di Santa Veronica a La Tina alle ore 16,00, si è tenuto l’incontro dal titolo: “Avvento e Natale: tra fede e arte”

La serata, organizzata dall’Associazione Chiese Storiche e la Corale Marietta Alboni, con il patrocinio della Diocesi di Città di Castello, il Comune di Città di Castello e l’Asseblea legislativa – Regione Umbria, ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso ed interessato.

Molto apprezzato l’intervento della dott.ssa Monicchi, la presentazione delle opere della prof.ssa Bistoni e commento musicale eseguito dalla corale Alboni e dall’orchestra giovanile “I Concertisti”.

Registrazione della serata  

Solennità dei Santi Patroni Florido e Amanzio – Omelia di Mons. Luciano Paolucci Bedini

“Io sono il buon pastore, dice il Signore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.” Queste parole del Vangelo di Giovanni ci accolgono stasera dentro la celebrazione solenne dei nostri Santi Patroni Florido e Amanzio. La cura di Dio nei confronti di noi suoi figli accade ogni giorno attraverso l’umile e fedele servizio di Colui che è stato mandato per essere il nostro Salvatore. L’unigenito Figlio amato del Padre, Gesù Cristo, il Signore risorto, è il nostro buon pastore. E questo mistero, accolto e compreso, per opera dello Spirito Santo, fa scaturire dal nostro cuore di credenti la preghiera del salmo che abbiamo condiviso. “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.” Nulla il Signore ci fa mancare nei giorni della storia che viviamo. Nulla manca di ciò che ci aiuta a vivere con fiducia e speranza anche i tempi faticosi che andiamo attraversando. E tra ciò che non può mancare, e davvero non manca, il Signore ci dona abbondante l’esempio della santità di questi nostri fratelli che si sono fidati del Vangelo e hanno dato la loro vita per la Chiesa che Dio ha radicato in questa terra benedetta. Carissimi, a tutti voi che siete il gregge amato e custodito dal Signore, rivolgo il mio più caro saluto e confido la mia gioia, e anche la mia emozione, nel celebrare con voi per la prima volta questa santa ricorrenza dei Patroni Florido e Amanzio. Un grato e cordiale saluto rivolgo anche a tutte le autorità politiche, civili e militari che hanno voluto essere presenti in questa solenne occasione che unisce le comunità ecclesiali e quelle sociali dell’intero territorio della Diocesi Tifernate. Un deferente saluto al Sindaco di Città di Castello Luca Secondi, e in lui a tutti gli altri Sindaci e rappresentanti delle amministrazioni comunali locali. Uno speciale ringraziamento alla comunità del Comune di Umbertide che, per mano del suo Sindaco Luca Carizia, ha quest’anno offerto l’olio che alimenta la lampada che splende ogni giorno davanti ai nostri Santi Patroni in questa suggestiva Chiesa Cattedrale. Nella prima lettura il profeta Ezechiele ci apriva il cuore di Dio. “Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine.” Fanno riflettere le parole della scrittura che descrivono l’opera di Dio per noi e il suo desiderio di proteggere la nostra vita perché sia buona e bella. E stupisce, fino alla commozione, la premura con cui il Signore ha realizzato continuamente questa sua volontà suscitando in mezzo al suo popolo apostoli e pastori secondo il suo cuore. Secoli dopo secoli. Epoca dopo epoca. Di generazione in generazione, come ama dire la Parola di Dio. Ogni vescovo, e ogni sacerdote, sono chiamati nella loro umana debolezza a mettere tutta la loro vita al servizio della Chiesa, di quel popolo che Dio ama sopra ogni cosa, e tutto questo solo per amore, anzi solo grazie all’amore che essi stessi ricevono da Dio. E di questa divina fedeltà paterna Florido e Amanzio sono una pagina luminosa. Una storia autentica e verace che ci fa bene continuare ad ascoltare e raccontare. Oggi abbiamo un terribile bisogno di sentire storie che restituiscano dignità e bellezza alla vicenda umana. Sentire e vedere esempi di donne e uomini, sorelle e fratelli, che di fronte alle loro responsabilità di adulti hanno fatto un passo avanti e non molti indietro. Ricevere notizie di bene e di giustizia che abbiano come protagonisti noi, nella semplicità del quotidiano, in qualità di genitori e figli, di amministratori e cittadini, di studenti e lavoratori, di credenti e pastori, di fratelli di tutti. Queste storie non mancano, anche in mezzo a noi e vicino. Alcune sono antiche, altre recenti, altre ancora stanno sbocciando ora. Di una di queste proprio oggi ricorre il 33esimo anniversario, sto parlando della comunità terapeutica del CEIS, e mi fa piacere poterlo ricordare con gratitudine e incoraggiamento in questo contesto. Dice san Pietro ai futuri pastori: “pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge.” Leggendo e approfondendo la storia e la vita dei nostri due Santi mi colpiscono alcune peculiarità che, pur comuni alle narrazioni agiografiche, risplendono per l’intensità legata all’originalità della persona e per lo stretto legame con il contesto storico e territoriale. Una di queste è raccontata dall’episodio del loro ritorno in questa Città dopo la sua distruzione ad opera dei Goti. Due amici preti cosa potevano fare? Chi avrebbe chiesto loro conto della situazione e responsabilità nel da farsi? Eppure dal loro animo scaturisce la forza per incitare tutti gli altri alla speranza. Il loro sguardo, capace di un oltre pieno di fiducia e novità, condiziona e coinvolge il desiderio di molti. Che abbiano ricostruito in parte o in toto la Cattedrale e la Città poco importa. Il proseguo della storia dice che i cittadini e i fedeli della futura Città di Castello ardenti di tanto zelo chiedono con forza che Florido diventi il loro nuovo vescovo, e Amanzio con lui continui a servirli. Avevano bisogno di un nuovo pastore che li guidasse e non hanno avuto dubbi nel pensare a coloro che in nome di Dio di loro si erano presi cura. In alcune immagini del vescovo Florido egli, vestito degli abiti pontificali, regge in mano il modellino di Città di Castello. È un’immagine comune a tanti pastori che, in certe epoche antiche, hanno rappresentato un riferimento autorevole, non solo per le questioni spirituali o ecclesiastiche, ma anche per le vicende civili della comunità che ero loro affidata. La storia ricorda ciascuno dei due come Defensor civitatis e questo titolo, lungi dal significare una ingerenza indebita nel campo temporale, indicava invece l’attenzione sincera e concreta del pastore verso tutte quelle questioni che accomunano i cittadini di un determinato territorio. Molte volte la loro parola o i loro interventi hanno aiutato a dirimere controversie accese o a sciogliere tensioni pericolose. Così quella piccola città tra le mani sicure di quell’uomo di Dio mi fa pensare al rapporto che come Chiesa siamo chiamati ad avere con le nostre città, perché anche la città e le sue istituzioni sentano la comunità ecclesiale interessata e coinvolta nella responsabilità per il bene comune, e solidale nell’affrontare le questioni che toccano la vita di tutti. Florido e Amanzio hanno amato questa terra e questa Città. Oggi la Chiesa diocesana tifernate non può escludersi dal sentirsi parte attiva della vita di questo territorio. Occorre un sussulto di fede e di speranza per tornare a voler conoscere con verità le reali situazioni in cui ci troviamo, le difficoltà che ci pesano, i pericoli che stiamo correndo, e le cause che generano tutto ciò. Ma è necessario da parte nostra soprattutto uno sguardo di amorevole vicinanza alla vita di coloro che abitano con noi queste antiche mura, perché nessuno si senta abbandonato o escluso, e perché ciò che manca sia soccorso prima di tutto con un atteggiamento di condivisione, senza attendere che altri se ne accorgano e se ne facciano carico. Il brano della lettera di san Pietro termina con una promessa: “E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce.” Questa promessa si è realizzata per grazia di Dio anche per i nostri Santi Florido e Amanzio, e noi ne siamo testimoni grati e orgogliosi. Essi hanno ricevuto la corona di gloria che non appassisce dal supremo buon pastore, ed essa risplende per loro, ma anche per noi. Il riflesso della loro vita santa continua ad essere custodito dalla fede e dalla devozione di questa Chiesa e di questo popolo. Celebriamo solennemente il canto di lode della gratitudine della Chiesa per l’esempio di questi nostri fratelli, mentre supplichiamo il Signore che ci conceda, per l’intercessione dei Santi Patroni Florido e Amanzio, di continuare ad essere, in questa sua amata Città e Diocesi, suoi servitori fedeli gli uni per gli altri. Amen.

Monastero Santa Cecilia di Città di Castello – 600 anni di vita francescana

Quest’anno ricorrono i 600 anni dalla fondazione del Monastero Santa Cecilia di Città di Castelloluogo francescano di preghiera e di accoglienza pellegrina particolarmente integrato nel tessuto della città. Le Sorelle Clarisse, a ricordo del centenario, stanno organizzando alcune iniziative culturali per il prossimo mese di novembre. Il primo appuntamento, nel giorno 11 novembre (ore 17,30), prevede la conferenza con titolo “Monastero Santa Cecilia di Città di Castello – 600 anni di vita francescana” con interventi di don Andrea Czortek, arch. Pierfrancesco Zangarelli, padre Felice Autieri e il saluto della Madre Badessa Sr. Carmela Salvato. Verrà affronta la complessa storia del monastero, nato dall’unione di tre realtà monastiche nate fra il 1400 e il 1500, lo sviluppo urbanistico dal 1422 ed il percorso storico-religioso dalla regola di Santa Chiara di Assisi sino a quella emanata da papa Urbano IV.
Il giorno 22 novembre, festa di Santa Cecilia titolare del monastero, verrà celebrata la S. Messa dal vescovo diocesano S.E. Mons. Luciano Paolucci Bedini e verrà animata dalla Schola Cantorum “Anton Maria Abbatini” della Cattedrale di Città di Castello (ore 18,15). Successivamente, il giorno 25 novembre, concerto in onore del Monastero Santa Cecilia nell’antica chiesa di San Giuseppe della Schola Cantorum “Anton Maria Abbatini”, direttore Alessandro Bianconi (ore 21,00). Infine, nelle giornate del 26 e 27 novembre (con orario dalle 15,30 alle 18,30), le Sorelle Clarisse apriranno eccezionalmente alcune sale interne del monastero per delle visite guidate a cura dell’associazione “le Rose di Gerico”, organizzatrice dell’evento, con esposizione delle antiche pergamene contenenti gli “Atti Tifernati del III ordine di San Francesco” (1253-1599). Prima apertura del museo interno al monastero e visita all’affresco della venerata  immagine quattrocentesca della Madonna della Divina Provvidenza, custodita dalle monache. Evento patrocinato dalla Diocesi di Città di Castello e dal Comune di Città di Castello
11 novembre 2022 – ore 17:30 Sala San Giovanni decollato
 (Via Pomerio San Girolamo – Città di Castello PG)
Incontro di approfondimento: Monastero Santa Cecilia di Città di Castello. 600 anni di vita francescana
Contributi: don Andrea Czortek, arch. Pierfrancesco Zangarelli, padre Felice Autieri
22 novembre 2022 – ore 18:15 Festa di Santa Cecilia – Chiesa di San Giuseppe del Monastero S. Cecilia
(Via della Fraternita, 1C – Città di Castello PG)
Santa Messa celebrata da S.E. Mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Città di Castello, animata dalla Schola Cantorum “Anton Maria Abbatini”
Al termine, tradizionale omaggio musicale della Filarmonica “Giacomo Puccini” di Città di Castello
25 novembre 2022 – ore 21:00 Concerto in onore del Monastero Santa Cecilia
(Chiesa di San Giuseppe del monastero Santa Cecilia – Via della Fraternita, 3 – Città di Castello PG)
Schola Cantorum “Anton Maria Abbatini”
Direttore  Alessandro Bianconi
26-27 novembre 2022 – Visite dalle ore 15:30 alle 18:30 Monastero Santa Cecilia
Percorso guidato all’interno del Monastero
Per celebrare i 600 anni del monastero verranno esposte le antiche pergamene contenenti gli “Atti Tifernati del III ordine di San Francesco” (1253-1599), verrà inaugurato il museo dedicato al ricordo delle monache del Monastero Santa Cecilia in Paradiso e verrà aperta per il culto la cappellina con la quattrocentesca immagine miracolosa della Madonna della Divina Provvidenza.
Durata prevista per ciascuna visita: 1 ora
PARTECIPAZIONE GRATUITA
Per la visita guidata nel monastero è richiesta la prenotazione
email: info@lerosedigerico.it / tel. 3711886742

La comunità di Lama saluta e ringrazia le suore “Figlie della Misericordia”

Domenica 13 novembre alle ore 10.30 presso la scuola materna “San Giovanni Bosco” in via Nova a Lama sarà scoperta la targa ricordo realizzata dalla mano esperta di Luca Meoni e dalla EBV Fotoceramica. Con questo segno l’intera comunità della frazione sangiustinese intende ringraziare la Suore Figlie della Misericordia che, ritiratesi da qualche mese per motivi anagrafici, hanno svolto il loro servizio per 88 anni, dal 1934 al 2022.

Con grandissima generosità verso il paese la Congregazione “Figlie della Misericordia” ha deciso – nei mesi scorsi – di donare alla parrocchia di Lama l’edificio della scuola materna.

Il nuovo anno scolastico si sta svolgendo regolarmente dopo la che la gestione della scuola è stata affidata alla “Cooperativa San Francesco di Sales” di Città di Castello.

Suor Cristina Pasquetti sta facendo la spola quotidianamente dalla casa madre delle suore “Figlie della Misericordia” di Città di Castello alla scuola di Lama per garantire la più serena continuità con la precedente gestione. I ragazzi iscritti alla scuola materna proporranno un breve saggio della loro bravura. La banda di Lama accompagnerà l’evento con alcuni brani musicali.

Alle ore 11.15 sarà celebrata la Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Lama.

La sezione “F. Sbarretti” di San Giustino – Citerna dell’Associazione Nazionale Carabinieri nell’occasione commemorerà la “Vigo Fidelis”.

13 Novembre – Solennità dei Santi Florido (vescovo) e Amanzio (sacerdote) – Patroni della diocesi di Città di Castello

 

Il concerto della corale “A. M. Abbatini” e la santa messa con la partecipazione delle confraternite della diocesi domenica scorsa hanno introdotto la settimana in preparazione alla festa dei santi Florido ed Amanzio. La schola cantorum “Abbatini” ha eseguito, tra gli altri brani, lo “Stabat Mater” di P. Mealor in prima esecuzione italiana. Alessandro Bianconi  ha diretto la corale della Cattedrale e la “Orchestra Instabile Di Arezzo”, solisti Agnese Perioli ed Emanuela Agatoni.

Durante la Santa Messa delle ore 18.30 mons. Luciano Paolucci Bedini ha potuto conoscere le confraternite presenti in tante parrocchie della diocesi.

Domenica 13 novembre sarà il giorno solenne della festa dei patroni.

Ricorda il vescovo che “la Solennità dei nostri Patroni Florido e Amanzio, il 13 novembre, è festa solenne di tutta la comunità diocesana e civile, e occasione per radunarci nella nostra bella Basilica Cattedrale nella preghiera di gratitudine al Signore per l’esempio sublime di santità che questi due nostri fratelli ci hanno lasciato.Sarà per me occasione di presiedere per la prima volta questa ricorrenza fondamentale della nostra storia ecclesiale, insieme al gesto dell’offerta dell’olio per la lampada che arde davanti ai nostri Patroni e che quest’anno viene portato dall’amministrazione comunale di Umbertide e dal suo Sindaco come è già avvenuto negli scorsi anni per gli altri sei comuni del territorio occupato dalla nostra diocesi”.

Il 13 novembre in Cattedrale saranno celebrate le messe ogni ora dalle ore 8 alle ore 12.  

 Alle ore 18 la Solenne Celebrazione Eucaristica sarà presieduta dal vescovo diocesano mons. Luciano Paolucci Bedini.

 

 

 

La comunità diocesana di Città di Castello si sta preparando a celebrare – domenica 13 novembre – i santi patroni, Florido, vescovo, e Amanzio, sacerdote.

Vale la pena ricordare che la storia dei santi affonda le radici attorno all’anno 520 quando Florido nacque a Città di Castello. Studiò lettere e teologia. Attorno all’anno 542 il vescovo lo nominò diacono. Qualche tempo dopo Florido, con Amanzio e Donnino, fuggì a Perugia, poiché Città di Castello era stata assediata dalle truppe di Totila. Qui il vescovo Ercolano, lo ordinò sacerdote. Quando Perugia cedette a Totila il vescovo Ercolano fu ucciso. Florido, tornato a Città di Castello, la trovò distrutta dai barbari. Nella drammatica situazione seppe tenere unita la popolazione e organizzare la ricostruzione. Aiutandosi l’un l’altro come fratelli, Florido vescovo, Amanzio sacerdote e Donnino laico/eremita, hanno dato vita a una Chiesa autentica, animata dalla fede e dalla carità, fondata sulla certezza dell’amore di Dio che dà la forza di ricostruire le mura, le case, il castello, le strade, ma soprattutto una comunità umana e cristiana. Papa Pelagio, accogliendo la preghiera dei cittadini, nominò Florido vescovo. Egli si impegnò nel predicare la Parola di Dio, vivendo con giustizia e carità. Morì a Pieve de’ Saddi il 13 novembre 599. La cripta della Cattedrale di Città di Castello custodisce i resti mortali dei santi patroni.

In Duomo domenica 13 novembre saranno celebrate le sante messe ogni ora dalle ore 8 alle ore 12.

 Alle ore 18 la solenne celebrazione, presieduta dal vescovo diocesano mons. Luciano Paolucci Bedini sarà trasmessa in diretta da TRG sul canale 13 in tv e in streaming sul sito web www.trgmedia.it.