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Verso una Chiesa tutta ministeriale?

Nel 1989 veniva pubblicato un articolo del teologo Luigi Sartori dal titolo “Verso un Chiesa tutta ministeriale” che trattava, già in quegli anni, il “problema” dei ministeri nella e per la Chiesa. Prendendo spunto dal titolo, vorrei proporre una riflessione sia su un percorso, quello promosso dall’ufficio Liturgico, sia sulle perplessità, domande, riflessioni che questo produce.

Il percorso

Il cammino di Formazione (dopo la partenza di padre Massimo Siciliano) ha visto il suo nascere nel mese di maggio del 2022 con due incontri nei quali i relatori, don Francesco Verzini e padre Andrea dall’Amico, hanno approfondito il tema ricorrente della ministerialità nella Chiesa, in particolar modo tracciando la spiritualità del ministero istituito del lettorato e accolitato, anche in virtù della pubblicazione del Motu Proprio Spiritus Domini di Papa Francesco che ha permesso l’accesso anche alle donne (2021). Sono seguiti a questi, altri 10 incontri di Formazione con altri relatori come don Giovanni Frausini, Sr Ilaria Maria Simoni, S.E. Mons. Luciano Paolucci Bedini e S.E. Mons. Vittorio Viola. Grazie alla loro voce, si è potuto percepire il soffio dello Spirito che spinge la Chiesa ad una partecipazione corresponsabile e matura.

Ma che cos’è questa ministerialità oggi?

È una domanda che, in questo percorso, si è ripetuta. Cerchiamo di definire partendo dalla storia. A partire dal IV secolo, viene definita progressivamente una strutturazione ministeriale della Chiesa. Lo sviluppo del cursus honorum clericale rispecchia i cambiamenti che stanno investendo il cristianesimo, ormai divenuto religione dell’Impero, e risponde alla necessità di selezionare, preparare, valutare i leader della Chiesa (Serena Noceti). Si adotta in questo periodo il passaggio da ordini minori a ordini maggiori, in un movimento ascendente per il progredire nella “carriera” ecclesiastica. Questa gradualità viene definita nel X secolo con il Pontificale Romano Germanico, che ne fissa il numero di nove e la sequenza: salmista, ostiario, lettore, esorcista, accolito, suddiacono, diacono, sacerdote, vescovo. Nei secoli successivi questi subiranno modifiche fino alla Lettera apostolica Ministeria Quaedam di Papa Paolo VI (1972) che sopprime di fatto tutti i ministeri a parte l’accolitato e lettorato (aperto anche ai laici) e quello del diaconato e presbiterato per i chierici. Già il CVII metteva in luce la partecipazione dei fedeli grazie al proprio sacerdozio battesimale ma che, nella prassi, i ministeri minori rimasero le tappe per i candidati al sacerdozio ministeriale.

L’importanza della partecipazione attiva

Oggi, anche data dal bisogno, va scoperta maggiormente quella partecipazione attiva che coinvolge ogni fedele a donarsi per la comunità che è Chiesa-corpo. Questo esige un passaggio dalla concezione verticistica (dove c’è un vertice da raggiungere), ad una carismatica (dove ognuno è chiamato a mettere il “proprio”). Questo è ciò che ci ricorda San Paolo nella lettera ai Corinzi (1Cor 12): «A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune» e ancora: «Se il corpo fosse tutto occhio, dove sarebbe l’udito? Se fosse tutto udito, dove l’odorato? Ora, invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo». Queste parole di Paolo ci portano a sottolineare che il “servizio” non serve al membro stesso ma all’intero corpo, perché questo possa svilupparsi e crescere. Ma come? Sicuramente non accentrando tutti i servizi sulle “solite poche persone” ma cercando di corresponsabilizzare più fedeli possibili. Così avremo chi proclama la Parola di Dio, non soltanto dagli amboni ma che la farà riecheggiare anche dai tetti: nelle famiglie da accompagnare verso il battesimo dei figli, o alle giovani coppie che hanno sigillato la loro unione con il sacramento del matrimonio, agli adolescenti, giovani e adulti. Così avremo accoliti che si offrono per “il corpo mistico di Cristo” soprattutto riconosciuto nei deboli e nei malati (Cfr. Ministeria Quaedam), o che permettono alla comunità di godere momenti di adorazione e di preghiera.

La proposta formativa dell’ufficio Liturgico diocesano

Per questo la Formazione proposta dall’ufficio Liturgico non è mera preparazione ad un ministero da accogliere, ma un “formazione permanente” per allontanarsi dal concetto “vecchio” di promozione o di cammino professionale. I ministeri (servizi) non possono essere visti come medaglie da esibire, ma lo specchio del paradigma che ci ha dato Gesù: chi vuole essere il primo sia l’ultimo. Invito per questo i sacerdoti ad un profondo discernimento sui candidati da presentare, perché questi “servano” veramente. È la comunità stessa che, in un certo modo, ne fa richiesta riconoscendo in alcuni il carisma ministeriale per sopperire ai bisogni emersi; e si eviti di “promuovere” laici come surrogati del ministero sacerdotale arrivando a fargli fare cose che non spetta al loro servizio. Che invece si possa sognare una Chiesa circolare, e non più piramidale, dove ognuno ha la sua vocazione creativa a servizio di un tutto che, nel progetto di Dio, è «Presenza» nella storia, e quindi anche nel nostro oggi.

Don Nicola Testamigna

La Giornata Missionaria Mondiale

Come ogni anno la terza domenica di ottobre (quest’anno il 20) è dedicata alla GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE.

La colletta della Giornata Missionaria Mondiale

Nelle chiese di tutto il mondo, si realizza un gesto tangibile di fraterna solidarietà attraverso una COLLETTA a favore proprio di tante Missioni. Sacerdoti e Laici, Suore e Frati, impegnati in numerosi progetti in tutti i continenti per offrire migliori condizioni di vita e la diffusione del Vangelo.
La vostra generosa adesione si trasformerà in scuole, ospedali, pozzi per l’acqua, cibo e medicinali, microcredito e Lavoro (vedi elenco progetti realizzati o pianificati sul sito MISSIO.IT).

Come reperire il materiale per organizzare nelle parrocchie la giornata

Il materiale pubblicitario di supporto può essere ritirato presso l’Ufficio Missionario Diocesano, Vescovado Città di Castello, al 1°piano, nei giorni di MARTEDI’ e GIOVEDI’ dalle 9,30 alle 11,30 e, solo per reali difficoltà, su richiesta al diacono Angelo, 377.4273118 che provvederà a recapitarlo. Le Parrocchie che desiderano organizzare un incontro possono richiedere una assemblea informativa. Siamo tutti Missionari!
Direttore Centro Missionario Diocesano – Città di Castello

Festa dell’impressione delle stimmate di san Francesco

Festa liturgica dell’impressione delle stimmate di san Francesco

Martedì 17 settembre, festa liturgica dell’impressione delle stimmate di san Francesco, saranno celebrati gli ottocento anni dall’avvenimento, che si verificò sul monte della Verna nel settembre 1224. Così Tommaso da Celano, primo biografo del santo, a pochi anni di distanza narrò il fatto: «Mentre dimorava nell’eremo, che dal nome del luogo è chiamato Alverna, due anni prima della sua morte, vide in una visione divina un uomo in forma di Serafino, con sei ali, librato sopra di lui, con le mani distese e i piedi uniti, confitto a una croce. […] Mentre non riusciva a capire nulla di preciso e la novità di quella visione si era impressa nell’animo, ecco che nelle sue mani e nei piedi cominciarono a comparire gli stessi segni dei chiodi che aveva appena visto in quell’uomo crocifisso». Nel secolo successivo, l’animo autore delle “Considerazioni sulle stimmate” precisò che Francesco, nel viaggio di ritorno dalla Verna dopo l’avvenimento delle stimmate, passò per Sansepolcro e sostò per alcuni giorni a Montecasale, raggiungendo poi Città di Castello dove avrebbe trascorso un mese prima di partire alla volta di Santa Maria degli Angeli.

La ricorrenza

La ricorrenza, dunque, è anche un’occasione per ricordare, a ottocento anni di distanza, la presenza di san Francesco nella nostra valle e nella nostra città, non solo per farne memoria, ma anche per riappropriarci di un aspetto importante della nostra tradizione di Chiesa, caratterizzata dal carisma francescano.
A Città di Castello, martedì 17 settembre, alle ore 8.30, sarà celebrata una s. messa nella chiesa di San Francesco, all’interno della quale si conserva una terracotta cinquecentesca, attribuita a Santi Buglioni (1494-1576), raffigurante le Stimmate del santo.

Pontificio Seminario Regionale Umbro “Pio XI” di Assisi: i Vescovi hanno nominato il nuovo Padre Spirituale e il nuovo Vice Rettore.

L’annuncio di mons. Boccardo

Il Presidente dei Vescovi Umbri mons. Boccardo: «Invito tutte le comunità parrocchiali dell’Umbria ad elevare una preghiera corale per le vocazioni al sacerdozio» A far data dal 1° settembre 2024 i Vescovi della Conferenza Episcopale Umbra hanno nominato per cinque anni: don Jozef Gercàk, dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia, Padre Spirituale del Pontificio Seminario Regionale Umbro “Pio XI” di Assisi. Il presbitero conserva il ministero pastorale di Pievano della Pievania del beato Pietro Bonilli a Trevi, don Nicola Testamigna, della Diocesi di Città di Castello, Vice Rettore Pontificio Seminario Regionale Umbro “Pio XI” di Assisi e Responsabile del Corso propedeutico.

I ringraziamenti del Presidente

Le parole del Presidente della CEU e arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo: «Ringrazio per la disponibilità don Jozef e don Nicola, che insieme al Rettore don Francesco Verzini e agli altri sacerdoti collaboratori, costituiscono l’équipe formativa del Seminario regionale. Colgo l’occasione per invitare con insistenza tutte le comunità parrocchiali dell’Umbria ad elevare una preghiera corale per i nostri giovani: sono infatti convinto che il Signore continui a chiamare al presbiterato e alla vita consacrata; manca spesso il clima che favorisca l’ascolto e la risposta. Per intercessione della Madonna del Buon Consiglio, patrona del nostro Seminario, preghiamo affinché le giovani generazioni trovino persone autorevoli e credibili che le aiutino a discernere il progetto di Dio sulla loro vita». 

I numeri del Seminario

Il 23 settembre prossimo inizierà il nuovo anno di formazione. Al Seminario maggiore ci sono 17 ragazzi, di cui: 5 dell’archidiocesi di Perugia-Città della Pieve; 4 dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia; 2 della diocesi di Gubbio; 2 della diocesi di Città di Castello; 2 della diocesi di Terni-Narni-Amelia; 1 della diocesi di Foligno; 1 della diocesi di Tempio-Ampurias in Sardegna. Sono invece 4 i giovani che frequenteranno l’anno propedeutico: 2 dell’archidiocesi di Perugia-Città della Pieve; 1 dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia; 1 della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino.

CORRICASTELLO: IL 27 AGOSTO LA PRESENTAZIONE UFFICIALE E L’8 SETTEMBRE LA GARA

Martedì 27 agosto, alle ore 12, si terrà la conferenza stampa di presentazione della “CorriCastello”, manifestazione podistica sulla distanza degli otto chilometri competitiva e non competitiva. 

Una iniziativa del Marathon Club Città di Castello, in collaborazione con la Chiesa e il Comune tifernati, con il comitato regionale umbro della Federazione italiana di atletica leggera e con Atletica Pakman. La presentazione si svolgerà nel salone Santo Stefano, al piano terra del Palazzo vescovile della diocesi di Città di Castello, in piazza Gabriotti 10. La gara podistica, inserita nel Gp Altotevere, si correrà domenica 8 settembre lungo le vie e le piazze cittadine e il ricavato sarà destinato alle attività della Caritas diocesana. 

Uniti nello sport, testimoni nella solidarietà

“Lo sport unisce, fa diventare amici, è un’occasione di incontro e di festa e può veicolare una testimonianza – spiega il direttore della Caritas tifernate, Gaetano Zucchini – per questo nel nostro stile di vicinanza alla vita sociale del territorio e nella via della creatività che ci chiede Papa Francesco, ci siamo impegnati per la CorriCastello. Quindi conoscere e farsi conoscere, sensibilizzare, raccogliere aiuti, avvicinare tutti, particolarmente i giovani, al nostro stile pastorale del prendersi cura degli altri. Per questi motivi invitiamo alla partecipazione numerosa, per essere uniti, per condividere questo momento, per essere testimoni, per costruire una comunità come orizzonte di cura”.

La conferenza stampa di presentazione

Alla conferenza stampa di presentazione del 27 agosto – oltre a Gaetano Zucchini – parteciperanno il vescovo delle diocesi di Città di Castello e Gubbio, mons. Luciano Paolucci Bedini, il sindaco tifernate Luca Secondi, l’assessore comunale alle Politiche sociali, Benedetta Calagreti, il presidente del Marathon Club, Luca Martinelli, insieme ad altri rappresentanti dell’associazione sportiva.

 

LA LOCANDINA DELLA MANIFESTAZIONE

 

La festa della Madonna delle Grazie

Prenderà inizio venerdì prossimo, 23 agosto, il triduo in preparazione alla festa della Madonna delle Grazie, patrona principale di Città di Castello e della Diocesi. Il fulcro delle celebrazioni sarà il santuario della Madonna delle Grazie, nel rione San Giacomo, che dal 1456 ospita la venerata immagine: nei quattro giorni del triduo e della festa l’icona, solitamente coperta da un artistico pannello, resterà ininterrottamente aperta.

Il programma

Il triduo, animato da padre Luca Di Girolamo dell’Ordine dei Servi di Maria, prevede la celebrazione della messa nei giorni 23, 24 e 25 agosto alle ore 18.30; ogni giorno, la celebrazione sarà preceduta dalla recita comunitaria del rosario, alle ore 18, animata da un gruppo ecclesiale cittadino. Venerdì 23, alle ore 21, si terrà la tradizionale veglia di preghiera mentre domenica 25, sempre alle ore 21, muoverà dal santuario la processione che porterà la copia della venerata immagine per alcune strade cittadine secondo questo itinerario: Santuario di Santa Maria delle Grazie, Via delle Giulianelle, Via Campo dei Fiori, Via dei Conti, Via XI Settembre, Via Trastevere, Pomerio San Girolamo, Via della Fraternita, Via dei Fucci, Piazza Magherini Graziani, Via XI Settembre, Santuario di Santa Maria delle Grazie. La processione sarà presieduta dal vescovo diocesano, mons. Luciano Paolucci Bedini.
Lunedì 26 agosto, giorno della festa, al mattino la messa sarà celebrata alle ore 8, 9, 10 e 11; nel pomeriggio, alle ore 17,30 saranno celebrati i vespri cui seguirà, alle ore 18,30, la santa messa solenne presieduta da mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo emerito di Città di Castello. Sarà presente anche il gonfalone del Comune, a ricordo della proclamazione della Madonna delle Grazie a patrona cittadina avvenuta nel 1783.

La devozione

La devozione alla Madonna delle Grazie è molto antica e si è sviluppata attorno all’immagine dipinta da Giovanni di Piamonte nell’anno 1456. Fin dall’inizio l’iconografia esprime assai bene la dimensione “civica” del culto, dal momento che la vergine Maria è raffigurata nell’atto di indicare a al figlio Gesù Città di Castello, per impetrare la benedizione sugli abitanti. Dal tardo medioevo fino a tutta l’età moderna il legame tra la città e la devozione alla Madonna delle Grazie è stato molto forte. Il comune ha mantenuto una delle tre chiavi che in antico servivano per aprire lo sportello che custodiva l’immagine e nel 1620 ha contribuito alle spese per la realizzazione di una corona; infine, nel 1783 è stato il consiglio comunale a proclamare la Madonna delle Grazie patrona della città. L’ampia raccolta di ex voto che ancora si conserva nel santuario, e in parte conservata all’interno e attorno alla nicchia che custodisce l’icona, dimostra quanto la devozione verso la Madonna delle Grazie rappresenti una delle componenti più caratteristiche della cultura popolare cittadina.

L’immagine

Un ulteriore motivo di interesse è dato dall’immagine venerata, di alto livello artistico. Si tratta di una pittura su legno intagliato e dorato realizzata nel 1456 da Giovanni da Piamonte, collaboratore di Piero della Francesca. La tavola di Città di Castello è l’unica opera firmata e datata dal pittore, a proposito del quale sono emerse nuove conoscenze. Una ricerca archivistica ancora in corso, infatti, ha permesso di documentarne la provenienza da Moncalieri e il trasferimento a Sansepolcro nel 1444, quando, insieme alla moglie Agostina affitta una casa nella contrada di San Bartolomeo; il contratto ci permette anche di sapere che il nome del padre del pittore era Tommaso. Poche notizie, ma che gettano qualche luce nella biografia di un pittore di cui nulla finora si conosceva e che possono aprire ulteriori piste di ricerca.

Triduo di preparazione

animato da P. Luca di Girolamo dell’Ordine dei Servi di Maria
23 – 24 – 25 agosto 2024
Ore 18: recita comunitaria del Rosario
Ore 18,30: S. Messa
Ogni giorno i sacerdoti sono disponibili per le confessioni dalle ore 17 alle ore 18,30.
 Venerdì 23 agosto, ore 21: veglia di preghiera.
 Domenica 25 agosto, ore 21: processione con l’immagine della Madonna delle Grazie presieduta dal vescovo diocesano, mons. Luciano Paolucci Bedini.
Itinerario: Santuario di Santa Maria delle Grazie, Via delle Giulianelle, Via Campo dei Fiori, Via dei Conti, Via XI Settembre, Via Trastevere, Pomerio San Girolamo, Via della Fraternita, Via dei Fucci, Piazza Magherini Graziani,Via XI Settembre, Santuario di Santa Maria delle Grazie.
 Lunedì 26 agosto 2024 Giorno della festa
Ore 7.30: Lodi mattutine.
Ore 8, 9, 10, 11: S. Messa.
Ore 17.30: Vespri solenni.
Ore 18.30: solenne concelebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Luciano Palucci Bedini, vescovo di Città di Castello. La liturgia sarà animata dalla Corale “Marietta Alboni” e dalla Confraternita di Santo Spirito.

Capitolo generale per le Piccole Ancelle del Sacro Cuore

Dal 16 luglio al 3 agosto, ad Alpe di Poti (Ar), si sono riunite le Piccole Ancelle del Sacro Cuore per celebrare il XVIII Capitolo generale, scegliere il nuovo governo e per delineare il cammino della Congregazione per il prossimo sessennio. Sono presenti suore che provengono dall’Italia, dal Kenya, dall’Uganda, dall’Albania e dall’Ecuador.

Un momento di comunione fraterna, animazione e ascolto

Il Capitolo generale è un organo sinodale che impegna nella preghiera, nella riflessione e nella condivisione, con la certezza che lo Spirito parla a ogni cuore e solo insieme è possibile cogliere la volontà di Dio. È anche un tempo di grazia, un momento privilegiato molto intenso di comunione fraterna, di animazione e di ascolto comunitario per poter discernere gli orientamenti che guideranno la Congregazione, affinché sia viva, fedele al Vangelo e capace di incarnare il suo Carisma nella Chiesa e nel tempo. Con i piedi nella polvere della storia per coglierne le sfide, le povertà e i bisogni a cui rispondere e raccontare con la vita e le opere l’Amore di misericordia e compassione di Cristo.

Il tema del Capitolo generale delle Piccole Ancelle

Il tema di questo XVIII Capitolo è “Pellegrine di speranza camminiamo insieme con la chiesa per vivere la missione”. Il Capitolo è iniziato la mattina del 17 luglio con tre giorni di preghiera e silenzio. Suor Francesca Pratillo (fsp) ha introdotto all’ascolto profondo della Parola di Dio, attraverso il brano evangelico dei discepoli di Emmaus, che pone le Capitolari nell’ottica di Dio che cammina accanto a noi nella storia, nella ricerca di novità, di autenticità feconda e “apre i nostri occhi” (Lc 24, 30).

Un modo nuovo di essere comunità di consacrate nella Chiesa

Dopo questi giorni di spiritualità, suor Maria Pierina Scarmignan (ov) ha accompagnato il lavoro delle suore Capitolari che, con uno sguardo al passato e uno al futuro, cercano di offrire le indicazioni per un modo nuovo di essere comunità di consacrate nella Chiesa e nel mondo, nel cambiamento epocale che stiamo vivendo. Impegnate con tutte le nostre forze a rendere attualedove Dio ci ha messo, il carisma del beato Carlo Liviero. Importante è l’apporto della giovane Delegazione East Africa, che con il suo entusiasmo riesce a trasmettere speranza e gioia a tutte.

Associazione chiese storiche, al via i corsi di formazione

L’8×1000 per la cultura

ll patrimonio ecclesiastico e la sua storia, sono gli argomenti principali delle lezioni dedicate alla formazione dei volontari dell’Associazione chiese storiche.Gli incontri trattano vari aspetti legati alla storia delle chiese, alla loro architettura, alle opere d’arte in esse contenute e all’evoluzione del ruolo sociale ed ecclesiale che hanno avuto nel corso dei secoli. Il progetto formativo è realizzato in collaborazione con la diocesi e finanziato dai fondi 8xmille alla Chiesa cattolica.

Il calendario

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 13 settembre, alle ore 17, presso il santuario della Madonna delle Grazie: don Andrea Czortek traccerà storia e vicende dei frati Servi di Maria a Città di Castello. A seguire, Giulia Benedetti guiderà i volontari alla scoperta del santuario della Madonna delle Grazie e del suo patrimonio storico artistico. Venerdì 27 settembre alle ore 17, presso l’auditorium San Giovanni Decollato, don Matteo Monfrinotti, professore di Patrologia del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma, terrà la lezione dal titolo “Le prime comunità cristiane alla luce dell’epistolario di Plinio”. Domenica 13 ottobre , nella chiesa di San Domenico alle ore 16.30, Elena Squillantini illustrerà gli affreschi gotici dell’edificio sacro. Francesca Mavilla parlerà di Rosso Fiorentino e della Cattedrale di Città di Castello venerdì 18 ottobre, alle ore 17, presso l’auditorium San Giovanni Decollato. Il ciclo di lezioni termina venerdì 25 ottobre alle ore 17 nell’auditoriumSan Giovanni Decollato con l’incontro dal titolo “Luca Signorelli a Città di Castello: opere e luoghi”, tenuto da Sara Borsi.

Come iscriversi

Per assistere alle lezioni è necessario iscriversi all’Associazione Chiese storiche presso la libreria del Sacro Cuore, in piazza Gabriotti (dal martedì al sabato). L’Associazione, in collaborazione con la diocesi e le parrocchie, si occupa di promuovere attività di carattere religioso e culturale nell’ambito della cura, della tutela e della valorizzazione di edifici di culto storici del territorio diocesano. In particolare, i volontari sono impegnati ad accogliere, nelle chiese del centro storico, turisti e fedeli, dando loro informazioni sul patrimonio ecclesiastico.

Per informazioni: associachiesecdc@ gmail.com.

Don Serafino Rondini, fiamma di amore fraterno

L’estate 2024 offre anche alla comunità ecclesiale l’occasione per fare memoria dei drammatici fatti di ottanta anni fa, quando il territorio altotiberino, come buona parte dell’area umbro-marchigiana e tosco-romagnola, fu interessato dal passaggio del fronte. Tra le centinaia di morti, in gran parte civili, vi fu anche don Serafino Rondini, parroco di Pistrino (dove aveva promosso la costruzione della nuova chiesa dedicata al Sacro Cuore e diventata in seguito un luogo simbolo di quella comunità). Come noto, egli morì il 25 luglio 1944 a causa di un bombardamento, mentre, insieme ad altri compaesani, cercava di mettersi in salvo. In quell’occasione, per lo stesso motivo, morirono anche Ernesto Ceri, Asterio Ravarelli, Giuseppe Romanelli, Cesira Tifernati e suor Matilde Beni delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore. È bene ricordarli insieme sia perché tutti vittime della stessa guerra, sia perché don Serafino non è morto da solo, ma con la sua gente, quella gente in mezzo alla quale era rimasto, continuando a offrire aiuto, conforto e speranza in un frangente così drammatico e doloroso.

Come lui, anche il vescovo, mons. Filippo Maria Cipriani, e moltissimi altri parroci condivisero le sorti del loro popolo,  rappresentando per tutti un punto di riferimento sicuro. Vescovo e preti seppero tenere vive la fede, la speranza e la carità, si impegnarono per evitare – quasi sempre riuscendoci – stragi e vendette, tennero accesa una fiamma di amore fraterno in un momento in cui sembrava che l’odio potesse disumanizzare la vita delle popolazioni.

Ottanta anni dopo ricordiamo con gratitudine quanti seppero rimanere al loro posto, assumendosi le proprie responsabilità di pastori della comunità ecclesiale e, spesso, anche quelle di amministratori delle comunità civili abbandonate a se stesse dalle autorità pubbliche.

+ Luciano Paolucci Bedini
Vescovo di Città di Castello

“Chiostri Acustici tra Umbria e Toscana” celebra san Francesco

La Diocesi si prepara a celebrare l’ottavo centenario delle stimmate di san Francesco. Sarà proprio questo infatti, il tema centrale della 11a edizione dell’iniziativa “Chiostri Acustici tra Umbria e Toscana”. Il programma prevede una serie di appuntamenti che si svolgeranno in 12 comuni della Valtiberina. Il calendario degli appuntamenti inizierà venerdì 19 luglio e si concluderà sabato 24 agosto. Molti i concerti che racconteranno in musica san Francesco, il suo pensiero, la sua poesia, le sue parole e la sua straordinaria esistenza.

Le novità di questa edizione

I luoghi scelti per le serate in calendario, sono quelli nei quali si respira ancora oggi la presenza del poverello di Assisi: il chiostro del Convento degli Zoccolanti, la chiesa di San Marziale a Gubbio, la cripta dell’Abbazia di Montecorona ad Umbertide, la chiesa di santa Maria delle Grazie a Lippiano, la chiesa di San Niccolò a Lisciano Niccone, Chiesa di San Francesco a Preggio, il chiostro del Monastero di santa Veronica Giuliani. Proprio in questo luogo così speciale per i tifernati, venerdì 19 luglio alle ore 18, si terrà il primo appuntamento dell’iniziativa: la conferenza dal titolo “San Francesco e la poesia del Novecento”. Guiderà l’incontro Daniele Piccini, poeta e filologo. Durante la serata saranno letti alcuni brani tratte dagli scritti di San Francesco, a cura delle Suore Cappuccine. Non solo la musica quindi, animerà le serate di Chiostri Acustici tra Umbria e Toscana. Nadia Togni Docente dell’Università di Ginevra, Centro Storico Benedettino Italiano, ha scelto infatti la chiesa di San Nicolò – Val di Rose a Lisciano Niccone per presentare, venerdì 23 agosto alle ore 18.30, il volume dal titolo “Monasteri Benedettini in Umbria. Alle Radici del paesaggio umbro”.

Il programma

Quattordici serate per conoscere ed approfondire la figura di san Francesco, il santo più amato, che ha segnato profondamente la storia della Chiesa e dell’umanità. Momenti nei quali potremo esplorarne la vita, le opere e gli insegnamenti, toccando temi come la cura per le creature, la fraternità, la pace, il Vangelo come regola di vita, lasciandoci ispirare dal suo esempio di santità e di amore. Un’occasione per crescere nella fede, per vivere con gioia e entusiasmo il messaggio, attuale più che mai, di san Francesco.
Il vescovo Luciano Paolucci Bedini, durante la conferenza stampa di presentazione del programma, ha annunciato che per l’anno 2025, il tema della 12a edizione di “Chiostri Acustici tra Umbria e Toscana”, sarà il Giubileo. Sottolineando l’importanza di questa ricorrenza, momento di rinnovamento spirituale e di comunione, don Luciano ha invitato tutti i fedeli a viverlo con gioia, partecipazione, senso di fede e condivisione.

LA LOCANDINA DEGLI APPUNTAMENTI