La Diocesi di Città di Castello si prepara a vivere, giovedì 13 novembre, la solennità dei santi patroni Florido, vescovo, e Amanzio, sacerdote. La celebrazione culminerà con la Solenne Eucaristia delle ore 18 nella Basilica Cattedrale, presieduta da mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Città di Castello, e animata dalla Schola Cantorum “Anton Maria Abbatini”.
Le celebrazioni liturgiche hanno avuto inizio già domenica 9 novembre, con le Sante Messe della mattina e la Messa vespertina con l’offerta dei ceri da parte delle Confraternite della diocesi, segno di devozione e di continuità della fede popolare tifernate.
Le radici della fede tifernate
Ogni anno la città rinnova la memoria di san Florido e sant’Amanzio, figure che hanno segnato profondamente la storia e l’identità spirituale di Città di Castello. San Florido nacque proprio in questa terra intorno al 520. Rimasto orfano in giovane età, si dedicò con impegno agli studi di lettere e teologia, distinguendosi per la sua pietà e il suo desiderio di servire la Chiesa. Ordinato diacono nel 542, visse un periodo difficile segnato dalle guerre gotiche: insieme ai suoi compagni Amanzio e Donnino fuggì a Perugia, dove ricevette l’ordinazione sacerdotale dal vescovo Ercolano.
Miracoli e testimonianza di fede
Durante un viaggio a Todi, Florido e Amanzio si imbatterono in un indemoniato, che fu guarito per intercessione del futuro vescovo: un segno della potenza della fede e della preghiera, capace di liberare e restituire speranza. Dopo la morte di Ercolano, Florido tornò nella sua città natale, trovandola distrutta dall’assedio di Totila.
Fu allora che emerse la sua forza spirituale e pastorale: nominato vescovo da papa Pelagio, Florido divenne guida della comunità, promuovendo non solo la ricostruzione materiale della città, ma soprattutto la rinascita morale e religiosa del popolo tifernate.
Un cammino condiviso: Florido, Amanzio e Donnino
Accanto al vescovo Florido operarono Amanzio, sacerdote umile e animato da profonda carità, e Donnino, laico ed eremita. Insieme testimoniarono una santità “comunitaria”, fatta di fraternità e servizio reciproco. Il loro esempio dimostra come la santità possa essere un’esperienza condivisa: una Chiesa viva nasce dove le persone si aiutano come fratelli, fondando la loro vita sulla certezza dell’amore di Dio.
La memoria nei secoli
I “Dialoghi” di san Gregorio Magno ci restituiscono un ritratto vivo dei due santi: Florido come «vescovo di vita venerabile», e Amanzio come «uomo di grande semplicità», dotato di carismi straordinari, capace di guarire i malati e di scacciare i serpenti con il segno della croce. Il culto dei santi Florido e Amanzio è attestato fin dall’XI secolo e si lega alla dedicazione della Cattedrale cittadina ai due patroni, segno di una devozione che non si è mai spenta e che continua a essere il cuore della spiritualità tifernate.
Una festa di fede e di comunità
La solennità del 13 novembre non è soltanto un’occasione di festa religiosa, ma anche un invito a riscoprire la forza spirituale che, fin dalle origini, ha animato la Chiesa di Città di Castello: una comunità capace di rinascere, costruire e sperare insieme, seguendo l’esempio luminoso dei suoi santi patroni, Florido e Amanzio.
La celebrazione solenne delle ore 18 in Cattedrale sarà trasmessa in diretta sui social media diocesani (Facebook @diocesicastello e Youtube @diocesicittadicastello) e su Trg al canale 13.











