Una basilica affollata di fedeli, la gratitudine per il cammino compiuto e l’emozione di un passaggio che apre una nuova pagina nella storia del santuario della Madonna del Transito di Canoscio, a Città di Castello. Sabato 31 ottobre, durante la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini, la comunità ha accolto ufficialmente i Frati Minori Cappuccini, che si sono trasferiti dal santuario della Madonna di Belvedere.
L’ingresso della nuova fraternità, composta da quattro religiosi, è il frutto della collaborazione tra la Diocesi di Città di Castello e la Provincia Serafica Immacolata Concezione dei Frati Minori Cappuccini. Un’intesa che assicura continuità alla cura pastorale di uno dei principali luoghi di devozione mariana della Valtiberina umbra, frequentato anche da numerosi pellegrini dell’Alta Umbria e della vicina Toscana.
Il vescovo: «Qui di casa è la santità»
Nell’omelia, pronunciata alla vigilia della solennità di Tutti i Santi, mons. Paolucci Bedini ha richiamato il significato della santità come vocazione di ogni battezzato, a partire dalle Beatitudini del Vangelo. «La vocazione di tutti, ciò a cui tutti siamo chiamati, è la santità», ha ricordato il vescovo, sottolineando come essa si realizzi quando si lascia agire nella propria vita la forza dell’amore di Dio. Da qui il riferimento al valore dei santuari, luoghi nei quali i fedeli possono riscoprire la propria identità cristiana e sperimentare la misericordia divina. «Qui di casa è la santità», ha affermato don Luciano, indicando nella Vergine Maria, venerata a Canoscio, un esempio e una guida nel cammino della fede.
Il vescovo ha quindi espresso la gratitudine della Chiesa tifernate a don Franco Sgoluppi, che dal 2015 ha custodito il santuario e la parrocchia. «Con la sua arte pastorale, con la sua bontà, con la sua generosità è riuscito a restituire a questa nostra Chiesa questa meraviglia, questo luogo santo, questa casa di tutti».
Rivolgendosi poi ai nuovi religiosi, Paolucci Bedini ha spiegato le ragioni della scelta pastorale, maturata anche alla luce delle difficoltà che la Diocesi incontra nel garantire una presenza stabile in tutte le proprie realtà ecclesiali. Per un luogo come Canoscio, dedicato alla preghiera e alla riscoperta della santità, si è ritenuto importante affidarsi a una comunità religiosa capace di dedicarvi il proprio servizio. Ai cappuccini il vescovo ha consegnato idealmente il compito di proseguire l’opera svolta da don Franco: «Tenere aperta questa casa, renderla accogliente per tutti, custodire l’attenzione ad ogni persona, ad ogni famiglia, ad ogni situazione», assicurando l’accoglienza dei pellegrini e la possibilità di incontrare la misericordia di Dio attraverso i sacramenti.
Le nuove nomine per il santuario e la parrocchia di Canoscio
La celebrazione ha segnato anche l’ufficializzazione delle nomine con le quali il vescovo Paolucci Bedini ha definito il nuovo assetto pastorale della comunità.
Fra Marian Michniak è stato nominato rettore della basilica-santuario della Madonna del Transito e superiore della fraternità cappuccina. Fra Cosimo Damiano Giordano assume l’incarico di parroco della comunità dei Santi Cosma e Damiano in Canoscio, affiancato da fra Remigiusz Grzegorz Lewandowski, nominato vicario parrocchiale.
Il quarto componente della fraternità, fra Joslan Johny Goji, svolgerà anche il ministero di cappellano dell’ospedale di Città di Castello, assicurando una presenza spirituale accanto ai malati, ai loro familiari e al personale sanitario.
Come ha ricordato il vicario generale della Diocesi, don Andrea Czortek, la nuova comunità nasce dal trasferimento dei frati già presenti a Belvedere, ai quali si aggiungono due religiosi destinati ai nuovi servizi pastorali.
Don Czortek: una presenza francescana che continua
Nel suo intervento al termine della Messa, il vicario generale ha ricostruito il significato storico della presenza cappuccina nella Chiesa tifernate. Circa trent’anni fa, infatti, la Diocesi aveva chiesto ai religiosi di tornare a Città di Castello dopo diversi decenni di assenza, conseguenza delle vicende storiche della seconda metà dell’Ottocento.
Non si trattava soltanto di assicurare un servizio al santuario di Belvedere, ma, come ha sottolineato don Czortek, di «restaurare una presenza», quella di un ramo della famiglia francescana profondamente legato alla storia religiosa del territorio. Una presenza che oggi continua a esprimersi sia attraverso la comunità delle monache cappuccine del monastero di Santa Veronica, in città, sia attraverso i frati che iniziano il loro servizio a Canoscio.
Il vicario ha poi sottolineato il valore della disponibilità dimostrata dalla Provincia cappuccina: «Sono tempi in cui è difficile fare scelte che implichino l’apertura di nuove case, il trasferimento, perché tutti facciamo i conti con il fenomeno della riduzione numerica». Proprio per questo, ha aggiunto, l’impegno assunto dai religiosi rappresenta un segno importante di collaborazione con la Diocesi, a servizio della vita pastorale della parrocchia e del santuario.
Don Franco Sgoluppi: «Vi passo di mano il gioiello di famiglia della Diocesi»
Particolarmente intenso e commosso il saluto di don Franco Sgoluppi, che lascia Canoscio dopo undici anni di ministero. Davanti ai numerosi fedeli presenti, anche loro visibilmente emozionati, il sacerdote ha affidato i propri sentimenti a un’immagine tratta dalla tradizione contadina. Ha ricordato il tempo in cui, all’arrivo dell’autunno, le famiglie cambiavano podere, lasciando la casa «con il cuore colmo di nostalgia per ciò che lasciavano, ma anche pieno di gioia per il lavoro che avevano fatto e per gli abbondanti frutti che avevano raccolto». Un’immagine che racconta il suo congedo, segnato dalla riconoscenza per le relazioni costruite e per il cammino condiviso con tanti fedeli.
«Stasera, cari frati cappuccini, vi passo di mano non immobili o attrezzi da lavoro», ha detto don Franco, ma «il gioiello di famiglia della Diocesi». Un luogo che dal 1348 segna profondamente la storia e la religiosità dell’Alta Valle del Tevere e della vicina Toscana. «Un gioiello che ha sempre brillato e ora sta a voi continuare a farlo brillare ancora di più». Rivolgendosi al ministro provinciale, fra Simone Calvarese, don Sgoluppi ha espresso un invito preciso: «Non avere paura di investire pastoralmente a Canoscio. Ne vale proprio la pena». Ai confratelli destinati al santuario ha poi suggerito di conoscere con pazienza una realtà tanto bella quanto complessa: «Guardate, ascoltate».
L’augurio è che i nuovi religiosi, sull’esempio di san Leopoldo Mandić, possano essere strumenti della misericordia divina soprattutto attraverso il sacramento della riconciliazione, e che sappiano conservare la caratteristica per la quale i cappuccini sono tradizionalmente riconosciuti: essere «i frati del popolo».
Il sacerdote ha inoltre richiamato il 150° anniversario della dedicazione del santuario, che ricorrerà nel 2028, come possibile occasione per ulteriori interventi di valorizzazione. Concludendo, don Sgoluppi ha ringraziato le persone e i sacerdoti che gli sono stati vicini, annunciando per sé un periodo di riposo dopo una lunga esperienza pastorale. Ha assicurato, tuttavia, la propria disponibilità a collaborare con i cappuccini qualora ve ne fosse bisogno.
Fra Simone Calvarese: «Speriamo di poter essere un dono»
A esprimere la gratitudine della Provincia cappuccina per la nuova presenza a Canoscio è stato il ministro provinciale fra Simone Calvarese, che ha accolto la proposta della Diocesi come un’opportunità di servizio e di rinnovamento della missione francescana.
«Credo che questo sia per noi un dono e speriamo di poter essere un dono per coloro che qui vengono desiderosi di incontrare Dio», ha spiegato, indicando una particolare attenzione al sacramento della riconciliazione, elemento caratteristico della tradizione e del carisma cappuccino. Il provinciale ha raccolto anche l’invito di don Franco a investire pastoralmente su Canoscio, auspicando che in futuro possano esserci ulteriori risorse per rafforzare la presenza dei religiosi.
Padre Calvarese ha ricordato inoltre il percorso della Provincia Serafica Immacolata Concezione, costituita il 3 luglio 2020 dall’unificazione delle precedenti Province cappuccine di Umbria, Lazio e Abruzzo. Una realtà nella quale religiosi provenienti da territori diversi sono chiamati a condividere una stessa esperienza di fraternità. «In questa mescolanza ciò che deve regnare è la comunione», ha sottolineato.
Il saluto della comunità nei giorni precedenti
La commozione che ha accompagnato l’ingresso dei cappuccini era stata preceduta da due giornate particolarmente sentite dalla comunità di Canoscio, dedicate al congedo di don Franco.
Sabato 24 ottobre, durante la Messa delle ore 18, numerosi parrocchiani e amici avevano partecipato alla celebrazione di ringraziamento. Nell’omelia il sacerdote aveva ricordato soprattutto la bellezza delle relazioni costruite negli anni, il contributo dei collaboratori e della corale dei Santi Cosma e Damiano e il valore del santuario come luogo capace di accogliere gioie, lacrime, confidenze e difficoltà delle persone. Il saluto era stato accompagnato anche da un video con i messaggi di diversi sacerdoti che hanno collaborato a Canoscio prima di tornare nei rispettivi Paesi. Tra loro anche mons. Moïse Tinguiano, nominato nel 2024 primo vescovo della nuova diocesi di Boké, in Guinea.
Domenica 25 ottobre, durante la Messa delle ore 11, un ulteriore momento di congedo aveva coinvolto i fedeli abituali del santuario, con la partecipazione di rappresentanti delle corali di Trestina e Montone, prima parrocchia nella quale don Franco aveva svolto il servizio di parroco.
- La celebrazione di ingresso dei Frati cappuccini nel santuario della Madonna del Transito di Canoscio
- La celebrazione di ingresso dei Frati cappuccini nel santuario della Madonna del Transito di Canoscio
- La celebrazione di ingresso dei Frati cappuccini nel santuario della Madonna del Transito di Canoscio
- A sinistra, il nuovo rettore del santuario di Canoscio, fra Marian, alla celebrazione di ingresso dei Frati cappuccini nel santuario della Madonna del Transito di Canoscio
- Don Franco Sgoluppi alla celebrazione di ingresso dei Frati cappuccini nel santuario della Madonna del Transito di Canoscio
- Il vescovo Luciano Paolucci Bedini alla celebrazione di ingresso dei Frati cappuccini nel santuario della Madonna del Transito di Canoscio












