Città di Castello piange Vincenzo Donnini, uomo di fede e di servizio

La Chiesa di Città di Castello e l’intera comunità tifernate si stringono attorno alla famiglia di Vincenzo Donnini, scomparso oggi 12 giugno all’età di 77 anni. Con lui se ne va una figura molto conosciuta e stimata nel mondo del volontariato ecclesiale e dell’impegno sociale, che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento discreto ma prezioso per tante persone.

Una vita al servizio degli altri

Classe 1949, Donnini ha svolto la propria attività professionale presso la Comunità Montana Alta Umbria, dove ha lavorato come funzionario amministrativo dal 1978 fino al pensionamento nel 2014. Parallelamente ha dedicato una parte significativa della propria vita al servizio della Chiesa e dei più fragili, vivendo il Vangelo nella quotidianità e lontano dai riflettori. Tra gli incarichi più significativi ricoperti nel corso degli anni vi sono la presidenza dell’Ave, l’Associazione di Volontariato Ecclesiale della diocesi di Città di Castello, e la responsabilità del Centro di Ascolto Diocesano della Caritas. Un servizio svolto sempre con grande attenzione alle persone, capacità di ascolto e profondo rispetto per le storie e le difficoltà di chi bussava alla porta in cerca di aiuto.

Comprendere e aiutare, un modo discreto di vivere la carità

Chi lo ha conosciuto lo ricorda come una persona concreta, equilibrata e disponibile, capace di affrontare i problemi con lucidità e di individuare soluzioni senza mai cercare protagonismo. Il suo stile era quello della discrezione: incontrare, ascoltare, comprendere e aiutare. Un modo di vivere la carità che ha lasciato un segno profondo in quanti hanno condiviso con lui percorsi di volontariato e di servizio.

Il suo legame con l’eredità del Beato Carlo Liviero

Molto forte era anche il suo legame con la Congregazione delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore. Per anni aveva frequentato la Casa Madre dell’istituto, dapprima per far visita alla sorella Paola e successivamente come laico associato, condividendo il carisma ispirato al beato Carlo Liviero e dedicato alla carità verso il prossimo. Numerosi anche gli altri ambiti nei quali ha offerto il proprio contributo ecclesiale, dal servizio liturgico come accolito all’assistenza spirituale accanto ai malati e ai loro familiari.

Il coraggio nella malattia

Negli ultimi tempi Donnini aveva dovuto affrontare una delicata prova legata alle sue condizioni di salute. Aveva intrapreso con determinazione un percorso di cure e ricoveri specialistici presso l’ospedale di Firenze, nella speranza di superare le difficoltà emerse, ma il decorso della malattia non gli ha lasciato il tempo necessario per portare a compimento questo cammino.

Il ricordo del vescovo Luciano

Profondo il cordoglio espresso dal vescovo di Città di Castello e Gubbio, mons. Luciano Paolucci Bedini, che insieme alla Curia diocesana, agli operatori della Caritas, alle associazioni ecclesiali e a tutta la Chiesa tifernate si unisce nella preghiera per affidare Vincenzo all’abbraccio misericordioso del Padre.

«Ci ha lasciati nel silenzio e nella discrezione che hanno caratterizzato tutta la sua vita – ricordano quanti hanno condiviso con lui il servizio ecclesiale – ma rimane viva la testimonianza di una fede autentica, vissuta nell’amore per Dio e per il prossimo, attraverso gesti concreti di attenzione, ascolto e carità».

La data delle esequie non è ancora fissata.