Carlo Urru, pastore attento e paziente

La Diocesi ricorda oggi il XXIV anniversario della morte di mons. Carlo Urru, vescovo che ha guidato la nostra diocesi dal 1982 al 1991. Un uomo che ha lasciato un segno profondo, non solo nella Chiesa, ma anche nelle persone che ha incontrato lungo il suo cammino. 

Gli anni della formazione e l’impegno

Nato a Todi nel 1915, si trasferisce a Perugia da bambino, dove cresce e si forma, fino a laurearsi in lettere all’Università Cattolica nel 1938. Nel 1942, a soli 27 anni, viene ordinato sacerdote a Perugia, inizia un lungo percorso di servizio alla comunità. Nel 1964, diventa rettore del Seminario Regionale Umbro “Pio XI”, dove mette in pratica gli insegnamenti del Concilio Vaticano II, iniziando un rinnovamento che avrà un impatto duraturo sulla formazione dei giovani sacerdoti. Nel 1951 viene nominato vescovo di Ampurias e Tempio in Sardegna, e solo pochi anni dopo, nel 1982, Papa Giovanni Paolo II lo chiama a Città di Castello, dove rimarrà fino al 1991.

L’episcopato a Città di Castello

Qui, il suo episcopato sarà caratterizzato dalla vicinanza al popolo, dalle frequenti visite nelle parrocchie e dal forte attenzione verso l’Azione Cattolica. La sua attenzione verso i giovani, il ripristino del diaconato permanente nel 1987 e la valorizzazione dei laici sono solo alcune delle sue iniziative più significative. Anche negli anni della maturità seppe costruire un rapporto profondo e sincero con i giovani, molti dei quali seguì personalmente nel tempo, mantenendo con loro un legame vivo anche dopo il trasferimento a Perugia, dove la porta del suo appartamento restò sempre aperta per tutti.

La dedizione di un Vescovo

Il suo stile silenzioso, attento, paziente, unito a una profonda dimensione spirituale, una solida formazione culturale, una umiltà autentica e una larga carità, gli attirano presto la simpatia del clero e dei fedeli e la stima delle istituzioni e della città intera, che lo vede presente nei luoghi della cura, dell’educazione, della sofferenza. Mons. Carlo Urru è un esempio di dedizione, di amore incondizionato per la comunità, di pazienza e di umiltà. La sua tomba, che si trova nella cripta della Basilica Cattedrale, continua a essere un luogo di preghiera , dove ricordiamo non solo un vescovo, ma un uomo che ha saputo farsi vicino a tutti, con il cuore e con la mente.