In un tempo segnato da incertezze, fragilità e trasformazioni rapide, la famiglia continua a rappresentare per molti giovani un luogo sicuro, un “porto” in cui sentirsi accolti, compresi e sostenuti. A definirla un vero e proprio bene rifugio relazionale sono gli stessi ragazzi, che nei dati più recenti la indicano come lo spazio affettivo in cui si sta bene e ci si sente protetti. Una definizione che, da sola, racconta la forza silenziosa ma decisiva della famiglia nel mondo contemporaneo.
L’incontro degli Uffici Irc di Gubbio e Città di Castello
Da questa consapevolezza è partito l’intervento del prof. Camillo Regalia, docente ordinario di Psicologia sociale della famiglia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, protagonista dell’ultimo incontro del percorso di aggiornamento promosso dagli Uffici per l’Insegnamento della religione cattolica (Irc) delle Diocesi di Città di Castello e di Gubbio per i docenti di religione. L’incontro si è svolto presso la parrocchia di Santa Maria ad Umbertide e ha offerto una riflessione ampia e articolata sul tema “Famiglia oggi: tra sfide e risorse”.
Se da un lato la famiglia resta un punto di riferimento fondamentale, dall’altro – ha sottolineato Regalia – sta cambiando profondamente la sua forma. In particolare, è entrata in crisi l’idea tradizionale di famiglia intesa come coppia stabile orientata alla genitorialità. Le proiezioni mostrano infatti un futuro in cui saranno sempre più diffuse le coppie senza figli e persino le famiglie composte da un solo membro. Un cambiamento che non è solo demografico, ma soprattutto culturale e relazionale.
Genitorialità: la “vita adulta” arriva tardi
Un secondo nodo centrale riguarda la transizione tardiva alla vita adulta, sempre più evidente nei percorsi delle nuove generazioni. Matrimonio e procreazione non sono più considerati “pietre angolari” che segnano l’ingresso nell’età adulta, ma piuttosto un capstone, un traguardo finale, il coronamento di una maturità già raggiunta. Solo “da adulti compiuti” – sembra dire la cultura attuale – ci si sente legittimati a sposarsi e a diventare genitori.
Profonda anche la trasformazione del modo di vivere la genitorialità. Se un tempo diventare genitori era spesso il naturale esito di un percorso di coppia, oggi è sempre più una scelta consapevole. Ma questa enfasi sulla “scelta” del figlio, ha spiegato Regalia, comporta un forte aumento del senso di responsabilità per i genitori e, al tempo stesso, un carico di aspettative sui figli. Il “figlio desiderato” è pensato e immaginato nella sua individualità ancor prima di nascere: una condizione che può generare timori, senso di inadeguatezza oppure, all’opposto, una percezione narcisistica di predestinazione.
Rivoluzione digitale e famiglia tecnologica
Non meno rilevante il tema della famiglia tecnologica. La rivoluzione digitale, infatti, non incide solo sugli strumenti, ma riconfigura l’identità stessa delle relazioni familiari. Cambia il modo di comunicare, di educare, di esercitare l’autorità. Regalia ha delineato alcune tipologie genitoriali oggi diffuse: i genitori “domatori”, che controllano rigidamente; quelli “disarmati”, consapevoli del problema ma incapaci di intervenire; gli “accompagnatori”, che stabiliscono regole condivise; e infine i “liberi battitori”, che non percepiscono la necessità di porre limiti. Modelli diversi, che interrogano profondamente il ruolo educativo della famiglia.
Il dibattito che ha seguito l’intervento ha restituito un forte interesse e una partecipazione viva, mettendo in luce come, nonostante tutto, la forza della famiglia risieda ancora nella sua capacità generativa: quella misteriosa e positiva attitudine a trasformare le differenze in risorsa, a promuovere la piena realizzazione dell’umano, con effetti che si estendono dal piano intergenerazionale a quello sociale.
Uffici Scuola: un impegno che continua
A conclusione dell’incontro, i responsabili degli Uffici Scuola delle due Diocesi “sorelle” hanno annunciato che il percorso proseguirà con laboratori didattici, suddivisi per ordine e grado scolastico, per aiutare i docenti a tradurre i temi affrontati in proposte educative concrete. Un segno di continuità e di impegno, perché la riflessione sulla famiglia non resti solo teorica, ma diventi esperienza viva e feconda nella scuola e nella comunità.
- L’incontro degli Uffici Irc di Gubbio e Città di Castello con il prof. Camillo Regalia
- L’incontro degli Uffici Irc di Gubbio e Città di Castello con il prof. Camillo Regalia
(in collaborazione con Alessandro Manfucci)








